Toscana: perché la regione più verde sta nel mirino di Palazzo Chigi?

I numeri del primato: la geotermia come "carico di base", con l'accelerazione solare e le pale eoliche

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
12 Giugno 2026 23:40
Toscana: perché la regione più verde sta nel mirino di Palazzo Chigi?

La Toscana è davvero un freno alla transizione energetica nazionale o, al contrario, ne rappresenta il motore più efficiente e sottovalutato? Un acceso botta e risposta tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente della Regione Eugenio Giani ha acceso i riflettori su un caso politico ed energetico unico. Mentre il Governo ùù punta il dito contro presunti ritardi, i dati ufficiali suggeriscono una realtà molto diversa: quella di un "gigante verde" che sta cercando di conciliare la fame di energia pulita con la protezione di un paesaggio che non è solo estetica, ma identità economica e culturale.

Contrariamente alla narrazione politica di una regione "fanalino di coda", la Toscana vanta prestazioni da leader. Secondo i dati ufficiali del GSE 2024, la regione è la quarta in Italia per produzione assoluta di energia da fonti rinnovabili, raggiungendo la quota di 8.125 GWh.

Il dato è ancora più eclatante se analizzato sotto il profilo demografico: pur essendo solo la nona regione per numero di abitanti, la Toscana supera giganti molto più popolosi. Nel calcolo della produzione pro-capite, la regione balza stabilmente al primo o secondo posto nazionale.

"Sono sorpreso che la presidente del Consiglio conosca così poco la reale situazione... Siamo la quarta regione in Italia dopo Lombardia, Puglia e Veneto, regioni che hanno molta più popolazione. Se guardiamo la produzione in relazione alla popolazione, la Toscana è prima o seconda in graduatoria." afferma Eugenio Giani.

Il vero elemento di distinzione del mix energetico toscano è la geotermia. A differenza di sole e vento, il calore della terra garantisce una produzione costante e prevedibile, il cosiddetto carico di base, fondamentale per la stabilità della rete elettrica. Attualmente, il 34% del consumo energetico regionale è già coperto da questa fonte.

Il futuro prossimo è già tracciato: grazie a un'intesa strategica con Enel Green Power siglata nel febbraio 2025, la Regione ha sbloccato investimenti per 3 miliardi di euro. L'obiettivo è innalzare la quota geotermica al 38-39% del fabbisogno totale. I pilastri di questa espansione saranno i nuovi impianti di Piancastagnaio, Santa Fiora e Monterotondo Marittimo, che insieme al rinnovo delle condutture esistenti garantiranno un incremento di potenza di 60 megawatt.

Se la geotermia è la spina dorsale, il fotovoltaico è il braccio operativo per la crescita rapida. La strategia di Giani è pragmatica: poiché l'installazione di grandi aerogeneratori sui crinali appenninici incontra resistenze feroci, la Toscana ha deciso di compensare puntando su un "piano di accelerazione" solare.

La nuova legge sulle aree idonee, che coinvolge 157 comuni, privilegia l'integrazione dei pannelli in contesti già compromessi o infrastrutturati: bordi autostradali, discariche, cave, impianti industriali e grandi strutture pubbliche. Questa scelta nasce dalla volontà di preservare il suolo agricolo, cercando un equilibrio difficile con le esigenze dell'agri-fotovoltaico su cui il dibattito resta aperto.

La transizione toscana si scontra però con il valore del suo territorio e con un "no" ideologico. La coalizione ambientale Transizione Energetica Senza Speculazione, che riunisce oltre 160 associazioni, si oppone fermamente alla trasformazione dei crinali in siti industriali.

Il caso emblematico è il progetto eolico a Croce a Mori, nel Comune di Londa. Gli 11 sindaci della Comunità del Parco e numerosi enti locali denunciano l'impatto di torri alte 200 metri, visibili dal Monte Falterona. Il rischio segnalato è la frammentazione della biodiversità in un corridoio ecologico vitale tra le Foreste Casentinesi e Vallombrosa. La sfida è coerente con la Strategia Nazionale della Biodiversità 2030, che impone di raggiungere il 30% di aree protette: può un'energia definirsi davvero "verde" se compromette l'integrità biologica del territorio?

Nonostante i conflitti locali, la Toscana non abbassa l'asticella. La tabella di marcia legislativa punta a un salto ambizioso: portare la produzione da rinnovabili dal 51% attuale al 66% entro il 2030.

Per raggiungere questo traguardo senza saturare i crinali, la Regione sta guardando con crescente interesse all'eolico offshore. L'idea è quella di spostare la produzione in mare, attendendo progetti tecnologicamente avanzati che sappiano armonizzarsi con l'orizzonte marino e le attività portuali, confermando la Toscana come leader nazionale della transizione.

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