Toscana, la strategia è salvare le aziende già esistenti

Domani è in calendario un altro confronto con i vertici di Esaote


Le Regioni potranno inviare i decreti relativi alle richieste di cassa integrazione e mobilità in deroga per il 2013 all'Inps, che potrà a sua volta procedere al pagamento delle indennità ai lavoratori. E' quanto prevede una nota del Ministero del lavoro inviata a tutti gli assessori regionali e all'Inps. Lo stanziamento deciso dal Governo ammonta a 400 milioni di euro, cui si aggiungeranno ulteriori residui presenti presso l'Istituto di previdenza.

"Si pone finalmente rimedio – commenta l'assessore a lavoro e attività produttive, Gianfranco Simoncini - ad una vicenda che ha creato pesanti disagi a migliaia di lavoratori in tutto il paese e questo è stato possibile grazie alla pressione continua esercitata dalle Regioni sul Governo. Risolviamo la questione per il 2013, ma con forza affermiamo che una situazione del genere non dovrà riproporsi per il futuro e per questo le Regioni, unitariamente, chiedono un intervento immediato anche per iniziare i pagamenti per il 2014".

Per quanto riguarda la Toscana, sarà adesso possibile mettere in pagamento 3.853 richieste di ammortizzatori sociali in deroga (3789 domande di cassa integrazione e 64 di mobilità), che coinvolgono un totale di quasi 14.900 lavoratori. La Regione aveva peraltro già inviato all'Inps le richieste relative ad agosto e settembre e per le domande corredate dalla documentazione necessaria da parte delle aziende, l'Inps ha già iniziato ad erogare le indennità ai lavoratori interessati.

"Siamo di fronte – prosegue Simoncini – ad un fatto certamente molto positivo, così come lo sono le garanzie del ministro Poletti sulla copertura di tutto il 2014. Tuttavia voglio anche in questa occasione ribadire la necessita di superare lo strumento degli ammortizzatori in deroga per una una copertura universalistica per tutti i lavoratori, indipendentemente del numero di addetti dell'azienda. E' una posizione - conclude Simoncini - che esprimerò anche questo pomeriggio in Commissione lavoro del Senato in sede di audizione sul disegno di legge delega del Governo, che sembra andare proprio in tale direzione".

"I processi di ristrutturazione e rinnovamento non possono tradursi in dequalificazione e marginalizzazione, tanto più per realtà come Esaote, che hanno grande tradizione produttiva e forte vocazione all'innovazione" lo ha detto l'assessore a lavoro e attività produttive, Gianfranco Simoncini, nel corso dell'incontro che si è tenuto stamani in Regione sulla situazione dell'azienda fiorentina ed al quale hanno partecipato il presidente della Provincia, Andrea Barducci, il Comune di Firenze e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

La riunione di oggi era stata chiesta dai sindacati per esprimere la forte preoccupazione dei lavoratori per le prospettive dell'azienda, dopo che è stato reso noto un piano di ristrutturazione che che prevede 70 esuberi e 120 esternalizzazioni. Per la sede di Firenze questo potrebbe tradursi in una perdita di 60 posti di lavoro rispetto agli attuali 227. Non solo, il rischio è che si perdano anche funzioni strategiche nel settore della ricerca e dell'innovazione.

"Lo ribadiremo con forza anche domani ai responsabili di Esaote – ha sottolineato Simoncini –, il futuro del sito fiorentino non può essere quello di un ridimensionamento all'interno del gruppo. In questi anni l'azienda ha potuto contare anche su finanziamenti regionali per progetti di sviluppo e innovazione, il cui presupposto era ovviamente il mantenimento di una forte presenza sul territorio. La Regione – prosegue - conferma in pieno questo suo impegno, anche alla luce delle possibilità ulteriori che, proprio per un'azienda come questa, potranno aprirsi con i nuovi fondi europei 2014-2020. Ai vertici di Esaote chiederemo un impegno nel segno della crescita produttiva e della tutela dell'occupazione". 

Gli assessorati al lavoro e al diritto alla salute continueranno ad avere incontri periodici con la società Glaxo per monitorare la situazione degli insediamenti produttivi Novartis di Siena e Rosia (SI). Lo ha comunicato l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni rispondendo a un’interrogazione dei consiglieri regionali Rosanna Pugnalini, Marco Spinelli e Claudio Marignani, per chiedere notizie circa il mantenimento e il potenziamento dell’insediamento di Siena e Rosia dell’azienda farmaceutica Novartis, recentemente acquisito dalla multinazionale Glaxo. Marroni ha ricordato che l’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini ha incontrato i sindacati e i lavoratori dei due stabilimenti senesi, raccogliendo le loro preoccupazioni circa il mantenimento delle attività produttive e occupazionali. In particolare, lavoratori e sindacati chiedevano rassicurazioni circa il mantenimento della produzione di vaccini. Della questione, ha riferito Marroni, sono stati interessati anche l’assessorato al diritto alla salute e la presidenza della Regione. Nell’incontro avuto con l’amministratore delegato di Glaxo, ha spiegato l’assessore, la Regione ha avuto rassicurazioni circa il fatto che gli stabilimenti senesi saranno valorizzati e che non ci sono sovrapposizioni, all’interno della multinazionale, circa la produzione di vaccini. Rispetto alla possibilità che possa essere dismessa la produzione di vaccini antinfluenzali, Marroni ha riferito che l’Ad di Glaxo ha precisato che se questo dovesse avvenire i lavoratori interessati, circa una decina, saranno riqualificati per assumere altre mansioni all’interno del sito produttivo. Infine, l’assessore ha detto che la Regione ha interessato il Governo affinché segua da vicino la questione perché il comparto dei vaccini è un comparto all’avanguardia in Italia.

Il consigliere Marco Spinelli si è detto soddisfatto della risposta e ha chiesto che la Regione continui a seguire con estrema attenzione la situazione, perché il polo senese rappresenta un comparto strategico per l’economia di Siena e della Toscana. 

Redazione Nove da Firenze