Nuovi direttori dei musei fiorentini: parla Eike Schmidt

Image by Dan Dennehy, MIoA

Cellai (FI): “Il paradosso dell’ex ‘vicedisastro’ Franceschini”


Migliorare l’ingresso dei visitatori e diminuire le code, anche grazie alle nuove tecnologia. È questa una delle prime cosa da fare agli Uffizi secondo il neo direttore Eike Schmidt intervenuto a Si Può Fare Estate su Radio 24. “Ci sono cose interessanti della mia esperienza in America che potrei portare in Italia, adattandoli” ha spiegato. La prima cosa su cui intervenire, ha detto Schmidt riguarda il fatto che “ci sono spesso tante code davanti agli Uffizi e non è ideale iniziare la visita a un museo con questi capolavori stando in coda per molto tempo. Naturalmente si sono già messi in atto dei sistemi, anche informatici, però c’è la possibilità di migliorare ancora molto. Sono sistemi che ora vanno studiati, per esempio ci sono alcuni musei internazionali che usano il ticket attraverso il cellulare”. Affittare le sale ai privati potrebbe essere un modo per generare introiti con gli Uffizi? “In tutto il mondo si fanno collaborazioni col settore privato”, risponde Schmidt a Radio 24, “soprattutto in America è una cosa normalissima affittare o dare la possibilità di usare certe sale dei musei (come a Minneapolis) per eventi privati. Però non esporterei in Italia la cosa così com’è. Questo sarebbe sbagliato. Prenderei il principio e lo adatterei alla realtà italiana che è diversa. Gli Uffizi sono un museo unico nel mondo, uno dei più antichi al mondo e questo va considerato. So che per questi eventi esiste già un regolamento agli Uffizi, quindi non sarebbe una cosa completamente nuova. Io quando arrivo devo studiarlo per bene, sarà tra le prime cose parlarne con i colleghi perché è una cosa importante.” Infine, una risposta a Vittorio Sgarbi che rispetto alla nomina di Schmidt aveva detto: “è solo un giovane storico dell’arte”. “Io giovane? – replica Schmidt - mica tanto così giovane... Ho già quarantasette anni quindi ho già qualche esperienza alle spalle, direi”.

"I nuovi direttori dei super musei fiorentini potranno contare su uno stipendio ben più alto di quello dei loro predecessori che talvolta hanno rinunciato ad altre carriere per dedicarsi con passione alla guida dei musei loro assegnati in condizioni spesso difficili. Ciò vale soprattutto per l'ex direttore Natali che ha saputo trasformare gli Uffizi nei Nuovi Uffizi rendendoli ancora più strepitosamente belli e portandoli da 45 a oltre 100 sale espositive senza mai chiudere la Galleria, come invece hanno fatto altri musei per lavori di simile portata, perché ha anche tenuto in considerazione ciò che Galleria significa per l'economia della città" intervengono con un documento le Guide professioniste dell'Associazione Mercurio.

Questo l’intervento di Jacopo Cellai, Capogruppo di Forza Italia: “Se avevamo dei dubbi sulle nomine agli Uffizi e alla Galleria dell'Accademia il ministro Franceschini ce li ha tolti del tutto. Confermando perché, un tempo, quello stesso presidente del consiglio che gli ha affidato uno dei ministeri più importanti d’Italia lo chiamava vicedisastro. Il ministro ammette candidamente che non c'è alcuna responsabilità dei singoli dirigenti o funzionari che hanno diretto i musei, privi di autonomia contabile, che anzi hanno fatto miracoli, e che la colpa è delle regole che non funzionavano. E allora se il problema italiano sono le normative da semplificare è evidente che la sola ed unica ragione che giustifica la sostituzione di Natali e Tartuferi è che il ministro abbia individuato persone più capaci con alle spalle esperienze ed un curriculum che ne accreditano questa "superiorità". E questo, al momento, non si vede. Ecco perché se davvero le nomine, come lui stesso sottolinea, sono solo l'ultimo tassello di una riforma più complessiva era giusto dare ancora spazio e tempo a Natali e Tartuferi. Il nostro Sindaco che insiste nel tenersi le deleghe alla cultura (mentre noi insistiamo perché vi sia specifico assessorato) non ha avuto nient'altro da dire se non che va bene il metodo di selezione col bando. Primo, il bando non è un obbligo costituzionale. Secondo, Nardella, come gli chiedeva ieri l'on. Bergamini è d'accordo o no con le sostituzioni fatte? E sempre l'on. Bergamini ieri sottolineava un passaggio un po' inquietante della vicenda: la singolare iniziativa del ministro Franceschini sembra evidenziare l'ennesimo paradosso italiano, per cui il nostro Paese esporta know-how in tutto il mondo in materia artistico-culturale ma si trova ad importare risorse umane per la gestione del nostro straordinario patrimonio museale”.

Redazione Nove da Firenze