​Tav Firenze, rischio paradosso: fare la Stazione Foster, ma senza i binari

Convegno in programma a Firenze giovedì 10 gennaio sulla mobilità su ferro con ingegneri e sindacati


Giovedì 10 gennaio, dalle ore 17.00, in Consiglio regionale della Toscana, Sala delle Feste (Via Cavour, 18 Firenze), è in programma l'incontro"La cura del ferro per Firenze e la Toscana", sul tema della mobilità e dei trasporti ferroviari.
All’iniziativa, organizzata dal gruppo di Articolo Uno Mdp in Consiglio regionale, che sarà introdotta e coordinata dalla capogruppo Serena Spinelli, interverranno l'assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli insieme all'ing. Angelo Pezzati, già direttore R.F.I. Comp. Firenze, l'ing. Mauro Michelacci, esperto in mobilità ferroviaria, l'ing. Giovanni Mantovani, esperto in trasporti a impianti fissi, Stefano Boni, segretario generale Fit Cisl Toscana e Andrea Gambacciani, segretario genrale Filt Cgil Area Fi-Po-Pt.

"L'incontro vuole essere un'occasione per discutere delle potenzialità e delle prospettive di sviluppo della mobilità su ferro, per il capoluogo e nell'ottica dell'intera regione. La cura del ferro significa continuare a investire sul trasporto regionale, migliorare l'intermodalità dei trasporti, nell'integrazione ferro-gomma, nello sviluppo tramviario e di metropolitane di superficie. Sono temi che riguardano strettamente lo sviluppo e la crescita del nostro tessuto economico e sociale" - dichiara la capogruppo Serena Spinelli. - "E aggiungo anche che per chi si propone di realizzare una società più giusta e di combattere le disuguaglianze socioeconomiche, il tema della mobilità e del suo diritto deve essere centrale. Per dare pari opportunità a tutti è necessaria anche una mobilità accessibile ed efficiente, che abbatta il più possibile le distanze, tra le periferie, le aree interne e i capologhi, limitando al massimo l'utilizzo dei mezzi privati. E che favorisca quindi le possibilità di incontro, di scambio, di circolazione delle persone ma anche delle idee e delle possibilità".   

Intanto il segretario generale aggiunto della Cisl Toscana, Ciro Recce e il segretario della Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni diramano una nota sindacale nella quale commentano “I più danneggiati dal blocco dei lavori TAV a Firenze non sono i passeggeri dell’alta velocità, ma i pendolari, che rappresentano il 95% dei passeggeri: per questo è indispensabile che il governo e tutte le istituzioni coinvolte sciolgano finalmente questo nodo”
“A Firenze – dicono Recce e Boni - rischiamo il paradosso di terminare la stazione Foster, ma senza i binari. In quel cantiere infatti, seppure grandemente a rilento (all’opera ci sono 30 operai anziché 130), i lavori vanno avanti e ad oggi sono già stati spesi circa 830 milioni di euro. Tutto è fermo invece per lo scavo del tunnel, senza il quale non si liberano i binari di superficie e resta l’attuale strozzatura da Rovezzano a Calenzano; in questo tratto sugli stessi binari circolano i treni AV, gli Intercity, i convogli del trasporto regionale e anche i treni merci: tutti in coda in attesa del proprio turno, con i treni regionali che sono i primi a farne le spese. Un problema che non verrebbe risolto neppure dall’adeguamento tecnologico e dai nuovi apparati per la circolazione Ertms/Etcs previsti.”
E’ sbagliato – aggiungono i due sindacalisti - rimettere in discussione il tunnel guardando solo ai pochi minuti che farebbe risparmiare ai passeggeri dell’alta velocità. A noi quest’opera sta a cuore soprattutto per le conseguenze benefiche che avrebbe sul trasporto regionale e locale e quindi sui pendolari e sulla mobilità della Toscana centrale. Perché è in base al tunnel e alla liberazione dei binari di superficie che sono stati fatti tutti i progetti della mobilità dell’area di Firenze e non realizzarlo ora sarebbe una follia. Di questo la ‘Commissione costi-benefici’ voluta dal governo non può non tenere conto e deve decidere in tempi strettissimi.”
“Secondo la Cisl – concludono Recce e Boni - bisogna partire subito con la realizzazione del tunnel, realizzare la stazione Foster per dare un servizio efficiente ai viaggiatori, sia quelli dell’AV, sia quelli dei treni regionali, che con l’infrastruttura realizzata, vedranno aumentare la puntualità e la qualità del servizio. Se vuole guardare avanti, il governo deve mettere al centro il territorio, i pendolari/viaggiatori, nonché rilanciare il lavoro e la buona occupazione attraverso lo sviluppo sostenibile e la realizzazione delle infrastrutture, perno portante dell’ammodernamento e della crescita del Paese.”

Il Comitato No Tunnel TAV legge le dichiarazioni dei dirigenti CISL Ciro Recce e Stefano Boni ed esprime imbarazzo "perché parrebbero più espressione della voce del padrone piuttosto che di chi dovrebbe difendere gli interessi dei lavoratori, sia nei cantieri, sia di quelli fuori, cioè i lavoratori pendolari, che dovrebbero essere i destinatari delle risorse buttate al vento per un progetto sbagliato come quello TAV fiorentino".
Il Comitato prosegue " Si chiede ancora “lo scavo del tunnel, senza il quale non si liberano i binari di superficie e resta l'attuale strozzatura da Rovezzano a Calenzano”. Ma chi parla sa dove dovrebbe essere il tunnel progettato? Non certo da Rovezzano a Calenzano. Anzi, a Rovezzano, dove si ha davvero una strozzatura, non è previsto alcun potenziamento. I tunnel andrebbero da Campo di Marte a Castello; anche Calenzano – che si trova a nord di Castello - non sarebbe minimamente interessata ai lavori. La linea Firenze Prato, lungo la quale è posta Calenzano, ha i binari di superficie ampiamente liberati con il passaggio dei treni AV sulla nuova linea TAV e con il sostanziale smantellamento dei treni InterCity e merci, ma non si è visto alcun miglioramento o aumento dei treni pendolari su quei 4 binari. E allora di che si parla quando si invocano nuovi binari se, quando ci sono, nulla cambia?
 Ci si lamenta poi che “ad oggi sono già stati spesi circa 830 milioni di euro” e per questo si chiede a gran voce di proseguire i lavori. Se teniamo conto che fin’ora quanto realizzato, tra tunnel e stazione, ha un valore di circa 200 milioni, circa il 20% delle opere da realizzare, ci si dovrebbe rendere conto di dove stiano andando le spese. Se la progressione dovesse andare avanti con questi ritmi il sottoattraversamento verrebbe a costare fra i 3 e i 4 miliardi di €uro. Ma Recce e Boni si rendono conto di quanti posti di lavoro si potrebbero creare con queste risorse se ben impiegate? I rappresentanti del sindacato dimenticano o vogliono dimenticare come esista un progetto di fattibilità che consiste nell’aggiunta di due binari sullo stesso percorso dei tunnel sognati dai costruttori; purtroppo avrebbe il costo di un quarto di quanto si è già speso per fare un buco inutile ai Macelli. Questo progetto non si limiterebbe a “liberare i binari di superficie”, ma consentirebbe l’avvio di un trasporto suburbano metropolitano sui binari del nodo fiorentino senza penalizzare la città come invece stanno facendo le tranvie.
L’affermazione che "i progetti sulla mobilita' dell'area fiorentina sono tarati attorno alla realizzazione del tunnel” non si capisce su che base sia stata fatta. Sulla mobilità nell’area fiorentina non esiste nessuna pianificazione: i tracciati delle tranvie e le strutture sono stati decisi dai costruttori del tram, la stazione Foster non si sa come collegarla al resto del trasporto ferroviario, si sono pensati collegamenti solo con il centro della città dimenticando di mettere in comunicazione tra loro le periferie. L’unica “taratura” che si riesce a vedere nei trasporti fiorentini è quella tesa a garantire profitti generosi ai costruttori e gestori privati dei servizi. È davvero imbarazzante vedere come una struttura che dovrebbe tutelare i lavoratori sia diventata così sincrona con i proclami di una Confindustria che non è più nemmeno capace di tutelare gli interessi della miriade di piccole e medie imprese, ma sostiene solo la peggior élite che vede nel cemento l’unico progetto industriale possibile" conclude il Comitato No Tunnel TAV Firenze.

Redazione Nove da Firenze