TAV di Firenze: tra il nato male e la verifica, mancano le scuse

Assist da parte di Idra a Dario Nardella: adesso Assessorato alla Partecipazione


A commentare le dichiarazioni del primo cittadino della Città Metropolitana sono stati in molti, mancava però Idra, l'Associazione conosciuta a livello internazionale impegnata dal Mugello alla Torino-Lione attraverso la Val di Susa, con sconfinamenti su Bruxelles presso il Parlamento Europeo.
Idra Firenze accoglie le parole di Nardella con familiare apprezzamento, ma non lesina stoccate: "Se l'intenzione fosse veramente quella di effettuare una verifica, il primo atto è quello di bloccare tutto per evitare altre spese inutili. E' poi importante che Nardella metta sul tavolo con Enrico Rossi e Matteo Renzi tutto il marcio del sistema".

Tra le chiavi di lettura della sconvolgente inversione di marcia sul nodo Alta Velocità di Firenze non solo una presa di coscienza (seppur tardiva) sulle criticità progettuali, ma anche le complicazioni economiche (800 i milioni già spesi) che potrebbero sempre vedere interessata la Corte dei Conti ed un assetto politico nazionale frastornato dalle recenti elezioni amministrative in cui la Toscana democratica ha perso il feudo di Sesto Fiorentino e l'Italia: Roma, Napoli e Torino. E qui la tradizione italiana vorrebbe che le amministrazioni sensibili alla leadership partitocratica aprissero al 'rimpastino' ovvero la riorganizzazione delle Giunte con accorpamento dei gruppi più quotati.

Girolamo Dell'Olio, punto di riferimento di Idra offre un assist al sindaco di Firenze "Conceda l'Assessorato alla Partecipazione, affinché vi sia una delega istituzionale deputata ad accogliere le indicazioni e segnalazioni sollevate dai comitati civici, indispensabili per riconvertire seriamente il progetto. Purché si tratti di una figura competente e con pieni poteri e non pro forma come tante volte si è visto fare in passato a Firenze"

Prima di proseguire la sua analisi però Dell'Olio chiede qualcosa di più e di propedeutico "Nardella chieda scusa.. sbagliare è umano. Tornare sui propri passi è coraggioso. Ma occorre chiedere scusa, e poi prendere gli applausi".


"E' difficile - prosegue Dell'Olio - accettare che Nardella dica oggi una frase come "Il Progetto è nato male ed è proseguito peggio..." Viene da domandarsi dove sia stato lui quando abbiamo fotografato i danni causati nel Mugello anche da amministratori e non solo tecnici, chiamati a rendere conto alla giustizia del loro operato. Dove fosse Nardella quando la Magistratura è intervenuta per bloccare tutto e quando abbiamo parlato della falda acquifera, delle terre da scavo e della mancanza di una Valutazione di Impatto Ambientale che si è sostenuto fosse 'valida' nonostante riguardasse un'altra stazione da realizzare in un altro luogo". Mentre le dichiarazioni di Regione e Comune si attestavano sul condiviso "Fare presto e bene".

Il leader di Idra punta il dito sul sistema corruttibile prima ancora che corrotto: "Non è pensabile oggi affrontare una verifica, come la chiama ed intende il sindaco, senza mettere mano alla normativa che consente al controllato di essere anche il controllore. Una buona regolamentazione sugli Appalti non può sottostare all'irretroattività, sarebbe un controsenso se proprio Firenze potesse rivedere il progetto senza rivedere le regole che lo hanno falsato e fatto "proseguire peggio". La stessa Autorità guidata da Cantone necessiterebbe di un maggiore organico e maggiori poteri: vedere l'Anticorruzione affannata a districare nodi in vari settori del Paese da una parte la dice lunga, dall'altra preoccupa in merito alla serenità del lavoro da svolgere".

La TAV è una Grande Opera, ma anche una Grande Impresa: "Dietro la TAV lavorano innumerevoli settori dell'edilizia - sottolinea Dell'Olio - e non è vero che i Comitati sono lontani dai sindacati perché non possiamo fare a meno di pensare a tutte le imprese e quegli operai, spesso arrivati dal sud, che hanno avviato una attività con aspettative di mantenere se stessi e le rispettive famiglie che non verranno mantenute a causa di una valutazione politica errata. Ci sono ben altre opere in cui è possibile convertire questa manodopera specializzata ad esempio su infrastrutture relative alla sicurezza del territorio e al rischio idrogeologico"

Bloccare la TAV per sbloccare Firenze: "Nardella non mi pare abbia dato alternative valide e praticabili, ricordo al sindaco che i nostri tecnici sono ancora disponibili per offrire consulenze in merito allo studio di alternative. Fermare l'emorragia di denaro pubblico che la TAV continua a creare anche solo per mantenere aperti i cantieri, potrebbe essere l'occasione per risolvere problemi aperti come l'edilizia scolastica. A Firenze abbiamo il Biennio dell'ITI Leonardo Da Vinci sulla cronaca nazionale come "La Scuola di Amianto" . Noi vogliamo partecipare agli incontri pubblici e tavoli tematici, ma non possiamo più accettare gli inviti che mirano solo a fare numero ed ai quali ottenere il contentino di effettuare una domanda quando abbiamo le competenze per intervenire con vere relazioni tecniche".

Cosa ne sarà dei tunnel e della Stazione?
"Sono state cambiate le morfologie urbane, si è aggredito il territorio ed intere famiglie sono state allontanate dalle loro case. Questo ci impone uno studio attento che metta in discussione l'intero assetto urbanistico alla luce non di nuove tecnologie, perché non è che poi vi siano state queste grandi innovazioni negli ultimi anni, ma una gestione del sistema trasportistico più utile e funzionale. Ricordiamoci che Idra, Associazione alla quale il sindaco di Firenze sembra essersi iscritto negli ultimi giorni visto che cita nostre conclusioni con ritardo di 20 anni, ha prodotto in tempi non sospetti studi di segnalamento del traffico ferroviario che già anni fa avrebbero permesso di potenziare la mobilità sul ferro esistente".

I prossimi passi di Idra sono gli stessi del 1996 attraverso quella cronologia online che a rileggerla oggi può apparire come un bignami delle profezie di Nostradamus. Il 15 Luglio 1998 Idra avvertiva "Lo Stop all'Alta Velocità tra Genova e Milano deve portare ad una verifica seria e approfondita su tutti i progetti cantierati o in via di approvazione".

Antonio Lenoci