Stop ai cantieri in centro, il Comune cerca la conciliazione con Italia Nostra

L'assessore Del Re: "Rinunciando al ricorso, verrebbe meno l'ordinanza del Consiglio di Stato e i lavori potrebbero riprendere". Signorini, presidente dell'associazione: "Disponibili ma servono atti concreti e partecipazione effettiva". Tempi comunque incerti. Intanto domani i proprietari dell'ex Villa La Querce vanno al Tar: la fascia ottocentesca fa parte o no del centro?


(DIRE) Firenze, 9 lug. - Il blocco dei cantieri permane, 'eppur (qualcosa) si muove'. Sul 'caso' Firenze, la sospensione della variante che ha introdotto la ristrutturazione edilizia con limitazioni sancita dal Consiglio di Stato (che ha rimandato la materia al giudizio del Tar toscano), Palazzo Vecchio ha infatti aperto i canali diplomatici con Italia Nostra, che ha acceso la diatriba in tribunale. Lo ha fatto il primo luglio, quando l'assessore all'Urbanistica Cecilia Del Re, come apprende la 'Dire', ha chiesto all'associazione ambientalista il ritiro del ricorso durante un primo faccia a faccia. Mossa ribadita in mattinata, ad un incontro pubblico organizzato nella palazzina Reale, casa dell'Ordine degli architetti fiorentini. "Con Italia Nostra - ha confermato Del Re- abbiamo iniziato un dialogo per arrivare ad una conciliazione del contenzioso, che porrebbe fine in tempi molto rapidi allo stallo. Rinunciando al ricorso verrebbe meno anche l'ordinanza sospensiva del Consiglio di Stato e i lavori potrebbero riprendere". L'iniziativa politica potrebbe essere accolta da Italia Nostra, che però fissa in profondità due paletti quando chiede "atti concreti e partecipazione effettiva, non finta" ai processi di elaborazioni della nuova normativa urbanistica cittadina. Lo ha spiegato Mariarita Signorini, presidente nazionale di Italia Nostra: "Abbiamo avuto già un incontro con l'assessore e ne avremo un secondo la prossima settimana. Noi siamo disponibili, ma serve un impegno molto fermo dell'amministrazione", ha sottolineato durante il dibattito.

Una possibile via d'uscita, quindi, potrebbe passare da due elementi. Un atto formale del Comune, ad esempio una mozione votata in Consiglio che getti le basi per superare quelle criticità messe in luce da Italia Nostra. In sostanza, nero su bianco che orienti i lavori sul nuovo piano operativo, visto che, stando alle tempistiche fornite da Palazzo Vecchio, per far approvare all'aula una nuova variante servirebbe un annetto buono. Ben oltre cioè la scadenza del 9 ottobre, giorno in cui la 'faccenda' riapproderà al Tar. Potrebbe bastare? "Beh si'. Diciamo che valuteremo, ma solo davanti ad atti sostanziali seri e impegni precisi". Non mere proposte, ma "qualcosa di tangibile", ha risposto Signorini ai giornalisti.

La seconda mossa messa in campo per ricomporre il puzzle, potrebbe arrivare dall'idea proposta da Francesco Alberti, presidente toscano dell'istituto nazionale: un forum permanente per affrontare i nodi del comparto urbanistico che metta intorno al tavolo Comune, ordini, professionisti, imprese e associazioni. Un'idea sposata subito da Del Re: "Ci stiamo. Vogliamo aprire un forum permanente che poi porterà anche al nuovo piano operativo". E abbracciata da Italia Nostra: "Vogliamo far parte di questo forum, a differenza di quel che è successo con l'Unesco che non ci ha mai consultato su aeroporto, Tav e tram. Non vogliamo, quindi, essere ancora una volta emarginati dai tavoli".

Se le due fasi e le relative condizioni saranno soddisfatte, Italia Nostra potrebbe interrare l'ascia di guerra. Di certo "non ci sarà accanimento terapeutico e non dovremmo andare oltre il Tar", ha assicurato. Non ci sarà quindi, stando alle rivelazioni di Signorini, un secondo tempo al Consiglio di Stato. Da una parte il Comune e la filosofia impressa dalla propria azione normativa: una conservazione e una tutela attiva del centro storico. Dall'altra le richieste di Italia Nostra, per cui il principio della tutela deve "essere assolutamente imprescindibile". In mezzo i professionisti e le ditte, il cui malessere si è manifestato più di una volta durante la discussione. Soprattutto contro Italia Nostra: "Avete messo in ginocchio la città: mutui fermi, cantieri bloccati e persone che rischiano il posto", hanno tuonato alcuni dalla pancia della sala gremitissima. E rovente, non solo per l'assenza dell'aria condizionata, come ha reso l'idea proprio Signorini: "Dopo la vittoria c'è stato quasi un linciaggio inspiegabile della nostra associazione. Noi abbiamo solo detto che il 're è nudo'".

Domani, intanto, la vicenda potrebbe arricchirsi di un nuovo colpo di scena. Al Tar si presenteranno i proprietari dell'ex villa la Querce, gli indiani del gruppo Leeu che hanno acquistato l'ex collegio abbandonato per trasformarlo un hotel di lusso. Il gruppo ha impugnato lo stop dei lavori imposto dal Comune dopo l'ordinanza del Consiglio di Stato. Se i giudici dovessero dar ragione agli imprenditori, sospendendo la misura di Palazzo Vecchio, i cantieri situati nella fascia ottocentesca potrebbero beneficiare di una boccata di ossigeno. Il Tar, infatti, in questo modo delimiterebbe l'ordinanza al solo centro storico. (Dig/ Dire)

L'incontro, come sottolinea una nota dell'Ordine degli Architetti, si è tenuto questa mattina alla Palazzina Reale di piazza Stazione, sede di Ordine e Fondazione Architetti Firenze, ed aveva per titolo “Fare e disfare… iniziamo a ragionare – Attività urbanistico-edilizia tra voglia di ripresa e ordinanze sospensive”. Vi hanno preso parte i soggetti coinvolti nel dibattito sull’attività urbanistico-edilizia in città dopo l’ordinanza del Consiglio di Stato, che hanno risposto all’appello lanciato dalla Consulta Interprofessionale della Città Metropolitana di Firenze.

Erano presenti Duilio Senesi per la Consulta Interprofessionale della Città Metropolitana di Firenze; l'assessore all'Urbanistica del Comune di Firenze Cecilia Del Re; Alberto Di Cintio – Unità di Ricerca PPCP – Università di Firenze; Carlo Francini – Ufficio UNESCO – Firenze; Mariarita Signorini – Presidente nazionale Italia Nostra; Francesco Alberti – Presidente INU Toscana; Valerio Tesi – Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Firenze – Pistoia – Prato; Oberdan Armanni – Ancsa (Associazione Nazionale Centri Storico Artistici).

Un’iniziativa che ha visto una grande partecipazione di pubblico e che “voleva sottolineare la drammaticità della situazione in cui ci troviamo attualmente”, ha spiegato Duilio Senesi. “Ora questa drammaticità è chiara a tutti i soggetti coinvolti, nessuno può più nascondersi, la mattinata di oggi lo ha mostrato chiaramente”, ha aggiunto Senesi.

“La Consulta Interprofessionale raccoglie l'invito, emerso questa mattina, di partecipare a un forum permanente e aprire un percorso di confronto vero tra questi importanti soggetti delle istituzioni culturali fiorentine, anche in vista del prossimo Piano operativo – ha detto ancora Duilio Senesi, rappresentante della Consulta interprofessionale di area tecnica della Città Metropolitana di Firenze e vicepresidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze – soggetti che si riuniscano, si confrontino e lavorino per portare ognuno il proprio contributo. Riuscire a ingranare questa marcia in più potrà dare risultati importanti e portare una grande spinta: noi siamo pronti e disponibili”.

L’importanza dell’incontro che si è tenuto questa mattina, mettendo insieme i vari soggetti coinvolti nel dibattito, è stato sottolineato anche dalla presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze Serena Biancalani: “C’è stata una grande partecipazione – ha spiegato – come già fatto in diverse occasioni anche in passato, l’Ordine degli Architetti è pronto a mettere nuovamente a disposizione gli spazi della Palazzina Reale”.

 “Facciamo nostra la preoccupazione crescente di commercianti, professionisti e famiglie per il blocco all'edilizia sancito dalla ordinanza del consiglio di Stato. Abbiamo appreso che il Comune ha aperto un dialogo con Italia Nostra per far ritirare il ricorso dell'associazione ambientalista. Ci auguriamo che questo percorso vada a buon fine perché la situazione non è più sostenibile e ogni giorno che passa cresce in modo esponenziale il danno a tutta la città.” E' quanto dichiarato da Jacopo Ferretti, segretario generale di Confartigianato Firenze.

“Da quanto emerso dall'incontro odierno fra gli ordini professionali, il Comune e Italia Nostra promosso dalla Consulta interprofessionale della Città Metropolitana di Firenze, abbiamo appreso della volontà di costituire un Forum permanente teso a districare i nodi dell'urbanistica. A quel tavolo vogliamo esserci anche noi per contribuire alla definizione del nuovo piano operativo che potrebbe essere lo strumento capace di sanare la situazione una volta per tutte.” conclude Ferretti.

Redazione Nove da Firenze