​Anteprime di Toscana 2026: un territorio che sa rinnovarsi

Il Rinascimento tra storia e avanguardia

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
10 Febbraio 2026 21:56
​Anteprime di Toscana 2026: un territorio che sa rinnovarsi

A metà febbraio, Firenze sveste i panni della città d'arte per indossare quelli di capitale mondiale dell'enologia. Tra l'eleganza austera di via Cavour e il fermento industriale della Stazione Leopolda, l'aria frizzante porta con sé il profumo delle botti che finalmente si aprono. La Settimana delle Anteprime non è solo un rito per addetti ai lavori; è il momento della rivelazione, dove il lavoro silenzioso di anni in vigna diventa voce corale di un intero territorio. Ma in un'epoca di mutamenti globali e nuove consapevolezze, come riuscirà il vino toscano a bilanciare il peso della sua immensa storia con le sfide di un futuro sempre più esigente?

Il vino toscano non è solo poesia in bottiglia, ma un motore economico complesso. L'inaugurazione di PrimAnteprima (13 febbraio al Cinema La Compagnia) e il successivo BuyWine (11-12 marzo alla Leopolda) mettono a nudo i numeri di una filiera vitale: 175 buyer da 49 paesi pronti a incontrare 190 produttori toscani. Per rimanere leader globale, la regione deve navigare tra acque agitate:

  • Enoturismo ed Esperienza: La necessità di trasformare la cantina in un centro culturale permanente.
  • Mutamenti Normativi e Sociali: Rispondere alle nuove sensibilità culturali e alle richieste di trasparenza.
  • Evoluzione dei Consumi: Intercettare i gusti di un mercato globale fluido e meno incline alle vecchie abitudini.
  • Tensioni Geopolitiche: Gestire l'export in un panorama internazionale caratterizzato da forti incertezze.

Il 16 e 17 febbraio, la Stazione Leopolda ospita la mastodontica Chianti Classico Collection. I numeri parlano chiaro: 223 produttori presenti, a testimonianza di una denominazione in salute che continua a interrogarsi sul proprio futuro, come dimostra il seminario dedicato al progetto "Chianti Classico 2000". In questo contesto di eccellenza, l'esperienza della Tenuta di Nozzole (Ambrogio e Giovanni Folonari) offre una lezione di geografia sensoriale: confrontare il Sangiovese in purezza di Greve in Chianti con la nuova etichetta di Panzano permette di toccare con mano come il terreno possa plasmare l'anima del vino.

La "Gran Selezione" emerge qui non solo come vertice qualitativo, ma come l'interpretazione più autentica del legame tra micro-areale e tradizione. Tra le etichette che meglio descrivono questa spinta verso l'identità territoriale troviamo:

  • Nozzole Chianti Classico DOCG 2023 e l'anteprima 2024: eleganza pura dalle colline di Greve.
  • La Forra Chianti Classico Riserva DOCG 2022: un cru storico che da 40 anni definisce il carattere del territorio.
  • Giovanni Folonari Chianti Classico Gran Selezione DOCG 2021: il confronto diretto tra gli areali di Greve e Panzano.
  • Il Pareto Toscana IGT 2021: un Cabernet Sauvignon in purezza che conferma la potenza intramontabile del progetto Supertuscan.

Se pensate che la Toscana sia fatta solo dai soliti giganti, il 18 febbraio a Palazzo Affari potreste ricredervi. L’evento L’Altra Toscana, giunto alla sua quinta edizione, accende i riflettori su un mosaico di territori meno noti ma carichi di un’energia vibrante. Qui, dodici denominazioni (tra DOP e IGP) protette da otto consorzi diversi fanno squadra per dimostrare che la varietà è la vera forza della regione. Non parliamo di una realtà marginale: questo fronte compatto rappresenta oggi quasi il 40% della produzione vitivinicola regionale. Denominazioni come Maremma Toscana, Chianti Rufina, Orcia, Suvereto, Montecucco o il Bianco di Pitigliano e Sovana raccontano una Toscana sfaccettata, dove storici produttori locali dialogano con le grandi firme dell’enologia nazionale.

"L’obiettivo è offrire nuovi spunti e stimolare la curiosità della stampa internazionale di settore attraverso un viaggio tra Denominazioni nate in territori straordinari, che hanno molto da raccontare. In un’ottica di grande sinergia otto Consorzi presenteranno le nuove annate delle rispettive Denominazioni, insieme rappresentiamo oggi quasi il 40% dell’intera produzione vitivinicola toscana." spiega Francesco Mazzei.

Dal 22 al 23 febbraio, la Fortezza di Montepulciano diventa il palcoscenico per la trentaduesima edizione dell'Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano. Con un record di 57 aziende partecipanti, la prima DOCG d'Italia sta vivendo una vera e propria metamorfosi identitaria grazie al progetto delle Pievi. Questa iniziativa non è un semplice esercizio di zonazione moderna, ma un recupero della classificazione geografica basata sulle antiche pievi (parrocchie) storiche del territorio. Legare il vino al micro-terroir delle Pievi significa trasformare la bottiglia in un documento storico.

Questo legame profondo con le radici trova il suo culmine nelle celebrazioni per il 400° anniversario della nascita di Francesco Redi, il cui spirito aleggia anche nel concorso "Belle Vetrine" che veste a tema l'intero borgo. Secondo il presidente Andrea Rossi, il progetto Pievi è ormai un "patrimonio di tutta la base sociale", un pilastro che eleva il Vino Nobile di Montepulciano a interprete magistrale della triade Storia-Arte-Tradizione.

La Toscana del vino nel 2026 si conferma una regione a due velocità, entrambe entusiasmanti: da un lato la profondità storica dei giganti che si riscoprono attraverso la precisione chirurgica della zonazione, dall'altro l'emergere prepotente di territori meno battuti che offrono freschezza e nuove storie da raccontare.

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