Sara Bencini, oggi alle 18 ultimo saluto in Santo Spirito

In Consiglio comunale commosso ricordo di Stefano Di Puccio. "Era davvero amata da tutti". La pagina Facebook della Vecchina di Sammoro: "Sarà una bellissima festa, come Lei avrebbe voluto"


Oggi alle 18 nella chiesa di Santo Spirito si terranno i funerali di Sara Bencini e, nella piazza, una iniziativa per ricordare la "Regina". Organizzata dall'Ant, convoglierà in Oltrarno centinaia di amici dell'artigiana fiorentina prematuramente scomparsa. 

Poco fa in Palazzo Vecchio il consigliere del Partito Democratico Stefano Di Puccio ha effettuato, in Consiglio comunale, una comunicazione per ricordarne la figura.

“Mi è particolarmente doloroso ricordare una persona scomparsa tre giorni fa, per me un’amica, Sara Bencini. Sara è stata una maestra nell’arte orafa, un nome importante e conosciuto dall’alta moda internazionale, avendo collaborato con marchi come Gucci, Louis Vitton, Oscar de la Renta, Luisa via Roma e infine Shazè in India dove si era trasferita da un paio di anni e dove si è manifestata la terribile malattia che l’ha strappata alla vita, al suo amore indiano e l’ha riportata a Firenze, la sua amata città.

Perchè Sara – ha ricordato ancora Di Puccio – era una fiorentina che viveva e lavorava nel quartiere di Santo Spirito, dove era conosciuta da tutti. La “Bencini” la chiamavamo, o semplicemente Sara, ed era facile incontrarla la notte in Santo Spirito o in Piazza della Passera, sempre in buona compagnia, un vero e proprio seguito, perché Sara era davvero amata da tutti.

Aveva aperto la sua bottega in borgo San Jacopo col suo compagno, una ventina di anni fa poi si è messa in proprio e da allora sono partite le collaborazioni importanti per l’alta moda, ma Sara è rimasta la stessa, umile seppur consapevole delle sue capacità, visionaria, sempre un passo avanti, era una eccellente artigiana, disegnava i suoi gioielli e li realizzava personalmente, ma era soprattutto un’artista e da artista ha vissuto la sua breve vita. Genio e sregolatezza potremmo dire, ma per lei vivere la vita momento per momento e goderne fino all’ultimo istante è stata una regola. Sara è stata rivoluzionaria, una vera femminista, senza mai rinunciare alla sua spiccata femminilità, anzi esaltandola e ed esibendola senza pudore, con naturalezza, come dire “eccomi io sono Sara”. Perché Sara era prima di tutto una donna assolutamente libera, difficile che restasse nelle righe, difficile non notarla, quando arrivava era un turbine di vento, un raggio di sole che illuminava le lunghe notti e la bionda Sara è stata davvero la regina delle notti fiorentine, era la donna bionica, la bionda fatina, il tacco dodici con una sua naturale appendice che esaltava il suo corpo di eterna ragazza. Mai stanca, mai ferma, lavorava di giorno e viveva di notte, il riposo giusto per ricaricare le batterie, mangiare, una scusa per stare in compagnia, non amava le mezze misure l’amore per lei era passione, la vita era un film a colori. Nemmeno la sua terribile malattia l’ha fermata e finché è stata cosciente ha combattuto come una tigre, raccontando dei progressi e delle ricadute, sempre col sorriso, prendendosi gioco della malattia. Una sua frase che rende l’idea di chi fosse Sara: “il cancro non può essere una scusa per essere noiosi”.

Ecco questa era Sara Bencini, una giovane donna fiorentina, un’artista, rappresentate di quella Firenze di cui stiamo perdendo un po’ i pezzi, e mi piace associarla – ha concluso il consigliere PD Stefano di Puccio – ad altri illustri e meno illustri personaggi fiorentini, come Brandimarte, il Garga, il Bambino, il Rapisardi, Mario Mariotti o Emilio Pucci. Ci mancherai Sara”.

Una delle pagine Facebook più amate nella provincia di Firenze, La Vecchina di Sammoro, ne parla così: "Oggi alle ore 18, in Piazza Santo Spirito ci sarà l'ultimo saluto a Sara, una nostra grande amica, fiorentina vera, Regina di stile e ironia, nonché eccellente artigiana di gioielli d'alta moda. 

Sarà una bellissima festa, come Lei avrebbe voluto.
Ciao nini, vai a #dignene in Paradiso !!! ❤️❤️❤️❤️"

Redazione Nove da Firenze