Santa Maria Novella e Tramvia: il nodo al fazzoletto per il 2019

Intervista a Miriam Amato ex candidata sindaco del Movimento 5 Stelle, oggi in Potere al Popolo


  Il dibattito in Palazzo Vecchio ha portato ad alcune riflessioni: a partire dal 2019  la città di Firenze potrebbe ospitare nuovi cantieri per la realizzazione di nuovi rami a completamento dell'attuale sistema tramviario, con l'uso di nuove tecnologie, oppure accontentarsi di quanto già realizzato in attesa di capire se e come e con quali tempi adottare altre soluzioni per migliorare la mobilità.

 Da Palazzo Mazzoni alla fessura dell'urna. Il passaggio della Tramvia per le elezioni appare inevitabile, nel 2019 lo scontro si giocherà anche sul futuro della cura del ferro. A confermarlo l'acceso dibattito sui prolungamenti verso Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Bagno a Ripoli. Una parte della Città Metropolitana potrebbe dover rinunciare al tram e trovare altre soluzioni.

Il nodo al fazzoletto. A confermare il valore strategico della Tramvia sul palcoscenico politico è Miriam Amato ex candidata sindaco per il Movimento 5 Stelle nel 2014, poi fuoriuscita e passata al Gruppo Misto ed oggi attiva sul fronte di Potere al Popolo. Tutto il bene ed il male della Tramvia finiranno nella propaganda elettorale: cantieri e disagi, frequenze e tempi di percorrenza, cordoli, incroci a raso, pali e barriere, numero di passeggeri, rumore, traffico e semafori, alberature vecchie e nuove, aree verdi, marciapiedi, fermate e segnaletica orizzontale. I fiorentini saranno chiamati a valutare e decidere.

Amato ha richiamato l'Assessore Stefano Giorgetti, intervenuto in Palazzo Vecchio per fare il punto sul sistema tramviario, ad una maggiore puntualità sull'analisi dei dati reali legati al sistema: "Quello che più inquieta e certo ai fiorentini non è passato inosservato, è che ancora una volta pur di non riconoscere gli errori commessi, l'Amministrazione non è entrata nel merito della questione: sistema trasportistico e vivibilità. Ci hanno parlato di biglietti venduti e di posti occupati in piedi, ma non hanno parlato dell'impatto dell'infrastruttura sulla Città di Firenze rispetto ad una promessa di sostenibilità. Di quale sostenibilità parliamo? Di spazi vivibili sul territorio, e quanti ne sono rimasti? Di dati sull'inquinamento, e quanto ossigeno producono oggi le nuove alberature rispetto a ieri? Di flussi pedonali, ciclabili, del traffico privato, e come convivono oggi con il tram? Niente di tutto questo, ma è sui dati che si giocano le discussioni e si programmano le scelte per il futuro di una comunità" spiega Amato a Nove da Firenze.

Amato ricorda di aver dichiarato in Aula "La maggioranza ha perseguito nel progetto Tramvia a testa bassa per 5 anni e non ha mai pensato alle alternative come i mezzi elettrici a batteria su corsia protetta, utilizzabile anche dal resto del trasporto pubblico e realizzabile in minor tempo, che bloccherebbe un ciclo d’infrastrutture per niente virtuoso. Si può dire che sono riusciti a rendere impattante un mezzo ecologico" tornando così sul tema del trasporto pubblico su gomma lungo tracciati protetti, un pallino dei sindacati dei trasporti fiorentini che dagli anni '90 chiedono corsie preferenziali sorvegliate da telecamere. Un escamotage alla cura del ferro messo in atto dall'ultima gestione pubblica di Ataf su alcune vie di comunicazione a più corsie.

La partecipazione. "Da ex Presidente della Commissione Affari Istituzionali sono stata sfiduciata - ricorda Amatoperché invitavo i comitati cittadini alle riunioni e concedevo loro la parola. Adesso sotto elezioni, come accaduto anche nel 2014, si tirano in ballo i cittadini. Ma questo non è servizio pubblico. La partecipazione non è una Maratona di ascolto, ma di confronto. Non si ascolta l'Amministrazione che spiega cosa ha già deciso di fare, ma si offrono le basi affinché ognuno possa esporre la propria problematica ed alla fine occorre agire per fare l'interesse di tutti. Non è questione di dover decidere perché si è stati eletti e dunque occorre prendersi la responsabilità, è questione di scegliere con cognizione e metodo la cosa migliore per tutti".

All'indomani della discussione sulla Tramvia e sui pali a Santa Maria Novella il Partito Democratico lancia un attacco sulla toponomastica "Ci sorprende - ha commentato la Vice Capogruppo del Partito Democratico Francesca Paolieri - che una consigliera, che è stata anche candidata a sindaco di Firenze, scriva di pali per la Tramvia in piazza Santa Maria Novella parlando di sfregio architettonico. Quando mai ha sentito parlare di pali della tramvia in piazza Santa Maria Novella? Non sappiamo se l'errore sia voluto, col solo scopo di creare polemiche sterili, oppure frutto di una semplice disattenzione per la quale consiglio vivamente la consigliera di munirsi di una mappa della città così da evitare di incorrere in affermazioni false”.

La replica di Amato. "Ammetto di aver sbagliato, ho parlato di piazza Santa Maria Novella. Nell'immaginario collettivo la Tramvia impatta su Santa Maria Novella intesa come area Stazione, zona piazza Unità, piazza Adua.. Resta il fatto che la collega Paolieri prosegue ad attaccarmi sui miei errori cercando di evidenziare il mio non essere fiorentina. Sì, non sono di Firenze, ma ho scelto Firenze 20 anni fa ed oggi mi occupo della mia città. Questo del PD è un pregiudizio incommentabile, un provincialismo che non fa onore a Firenze". 

Antonio Lenoci