Prospettive critiche: il nuovo format dell’Ambasciata di Francia sul dibattito di idee

A ottobre due incontri a Firenze: Serge Paugam (02/10) e Myriam Revault d'Allonnes (28/10)


Giovedì 02 ottobre 2014 alle ore 10 il sociologo francese Serge Paugam interviene al Polo di Scienze Sociali dell’Università di Firenze (via delle Pandette) per presentare il suo libro Le forme elementari della povertà (Il Mulino, 2013), in cui l’autore analizza, dal punto di vista sociologico, il fenomeno della povertà. Ad introdurlo Fulvio Conti, professore di Storia contemporanea. Partecipazione gratuita. Info: sc-politiche.unifi.it
Il libro. La povertà è un fenomeno ingombrante, espressione di una disuguaglianza difficile da accettare in società complessivamente ricche e democratiche. Il destino cui l’Occidente moderno ha creduto di poter sfuggire non è forse rappresentato proprio dai poveri? Questo originale studio si concentra non tanto sulla povertà in sé, definita attraverso soglie quantitative e misurata con indicatori di vario tipo, quanto sulle relazioni tra una società e i «suoi» poveri. Le rappresentazioni sociali della povertà, da un lato, e l’esperienza vissuta dagli individui etichettati come poveri, dall’altro, consentono di cogliere, oltre le variazioni di intensità del fenomeno, la sua diversa «qualità», secondo tre principali forme tipiche: povertà integrata, marginale e squalificante.
L’autore. Serge Paugam è Directeur d’études nell’École des hautes études en sciences sociales e Directeur de recherche presso il Cnrs di Parigi. Questo volume è già stato tradotto in spagnolo e in tedesco.
L'incontro fa parte del nuovo format dell'Ambasciata di Francia dal titolo Prospettive critiche: ciclo di conferenze nell’ambito del dibattito di idee «non fiction», inteso essenzialmente nel senso delle scienze umane, economiche e sociali. Le grandi linee di questa programmazione saranno le seguenti : partire dall’attualità editoriale italiana e collaborare con gli editori italiani per invitare intellettuali francesi o francofoni accessibili in traduzione italiana, con testi editi negli ultimi cinque anni. Partner del progetto: Institut français - Ambassade de France en Italie / IFI – Fondazione Nuovi Mecenati – Air France – Università italiane e francesi
Il secondo incontro fiorentino del ciclo è in programma martedì 28 ottobre 2014 ore 11:00 con Myriam Revault d'Allonnes al Dipartimento Scienze della Formazione e Psicologia dell’ Università di Firenze (via Laura 48) che presenterà La crisi senza fine (O Barra O Edizioni, 2014), indagine filosofica sulle le diverse implicazioni dell’uso della parola “crisi“.
Il suo intervento si terrà all’interno del seminario « Proxemics », organizzato da Università di Firenze, Institut français Italia/Ambasciata di Francia, IMLR International Mind Laboratory Research, in collaborazione con Istituto Superiore di Sanità / Dipartimento di Neuroscienze, Consiglio Superiore di Sanità. (Gli altri relatori del Seminario saranno Mario Pissacroia, MyRed'Al, Alberto Peruzzi, Università di Firenze, Marco Costa, Università di Bologna, Federico Brunetti Politecnico di Milano ed Enrico Alleva ISS). Partecipazione gratuita
Il libro. “Oggi abbiamo tutti la sensazione di vivere una crisi senza fine – scrive Myriam Revault d'Allonnes - Ma una crisi che non finisce mai non è più una crisi. Diventa il sintomo di qualcos’altro”. Per gli antichi Greci, la parola krisis indicava lo stadio più critico della malattia, il momento in cui era necessario intervenire attraverso una diagnosi a cui seguivano decisioni che, in un modo o nell' altro (con la guarigione o con la morte), avrebbero fatto uscire il malato da quella condizione. Krisis era dunque il momento del giudizio e della decisione, quindi dell'azione. Oggi la crisi è invece uno stato perenne e cristallizzato: più che un concetto, è una metafora della nostra esistenza, che indica la difficoltà dell'uomo contemporaneo a rapportarsi con il proprio futuro.

L’autrice. Myriam Revault d'Allonnes è una delle voci più autorevoli della filosofia francese contemporanea, insegna Filosofia politica a Parigi, presso l'École Pratique des Hautes Études e a Sciences Po. Ha lavorato in particolare sul Terrore della Rivoluzione francese, sul male della politica e sulle passioni come tessuto originario del legame sociale. Tra le sue opere L'Homme compasionnel (2008) e Pourquoi nous n' amons pas la démocratie (2010).

Redazione Nove da Firenze