​Rinasce Costa San Giorgio, da Caserma a 5 Stelle di lusso

Firenze, il futuro di Costa San Giorgio

L'ex zona militare invalicabile della Vittorio Veneto diventerà un resort di lusso 


Circa 30mila metri quadrati di spazi storici abbandonati dal 1998 nel cuore di Firenze torneranno utili per la ricezione turistica.
Un "Turismo di qualità - esclama il sindaco Dario Nardella - non i turisti mordi e fuggi, ma turisti in grado di spendere".
Il primo cittadino ha voluto puntualizzare "Si tratta di un immobile che fino a ieri è stato chiuso perché abbandonato ed ancor prima era chiuso perché ad uso esclusivamente militare. Non si sottrae nulla ai cittadini di Firenze. Io stesso ammetto la mia ignoranza, è la prima volta oggi che ci entro. La città potrà solo guadagnarci in spazio ad uso pubblico, che la normativa italiana riconosce agli immobili di valore storico, ed in forza attrattiva per quanto riguarda il turismo. Dal mio insediamento lavoriamo con la Giunta per riqualificare i 'buchi neri' di Firenze ed in questi rientrano anche le Caserme dismesse che il Ministro Roberta Pinotti ci ha affidato e sulle quali stiamo operando come San Gallo e Lupi di Toscana".

L'obiettivo della famiglia Lowenstein, l'idea è di investire circa 160 milioni nel progetto, è di essere "custode" di questo patrimonio attraverso un recupero urbanistico ed architettonico che ha inizio con la presentazione di un disegno che "Servirà come base per l'Amministrazione che detiene l'onore ed onere di concedere la variante urbanistica" come ha precisato la Giuria del concorso.
"Gestiremo personalmente la struttura ricettiva - ha precisato la famiglia - per questo abbiamo creato la Marzocco srl perché un immobile simile non avremmo potuto assegnarlo ad un brand alberghiero già conosciuto".
Lavoro. Durante i cantieri è previsto l'impiego di circa 250 operai, la previsione è poi di 300 unità destinate a personale di servizio una volta che il resort sarà a regime.

"Non è una location raggiungibilissima - ha sottolineato Diana Lowenstein - ed anche per questo siamo a chiedere l'aiuto di tutti, in primis dell'Amministrazione affinché il sistema dei trasporti sia funzionale all'uso della futura struttura".
Le vie di accesso sono effettivamente impervie, si tratta di scalare la collina provenendo da Lungarno Torrigiani e Ponte Vecchio o di discenderne dalla panoramica via San Leonardo.
Durante la fase di cantierizzazione dei lavori, che dovrebbe durare 30 mesi, occorreranno accorgimenti particolari per consentire il transito dei mezzi, carico e scarico merci. Anche a regime, con la previsione di circa 130 camere oltre ad appartamenti, sarà necessario revisionare la mobilità lungo le coste San Giorgio, Scarpuccia e Magnoli.

Firenze ed il problema mobilità. Nel misurarsi con questa annosa incognita il progetto vincente che si è aggiudicato i 30mila Euro in palio recita nelle specifiche: "Il modello che proponiamo ambisce a fare a meno dell’automobile studiando al suo posto un sistema multimodale che a seconda della stagione e delle esigenze specifiche metta in condizione gli ospiti di spostarsi in totale comodità e sicurezza limitando al contempo l’impatto ambientale. Gli ospiti che arriveranno in treno o aereo verranno prelevati con mezzi elettrici dell’albergo in stazione o aeroporto; un parcheggio a poca distanza convenzionato o di nuova realizzazione in un luogo identificato di concerto con l’Amministrazione ospiterà le automobili di chi arriva con mezzi propri. La posizione centrale consentirà poi di raggiungere in pochi minuti a piedi o con i mezzi dell’albergo (biciclette, monowheel, caddy elettrici) tutte le destinazioni turistiche del centro di Firenze".

Nell'idea dei progettisti finalisti al concorso c'è lo sfruttamento delle direttrici naturali che si incrociano a valle con il Giardino di Boboli ed a monte con il Forte Belvedere. Una "permeabilità" urbanistica che non dispiace al sindaco Nardella "Mi è piaciuta molto l'idea - ha detto - di aver previsto percorsi pubblici accanto a quelli riservati per coloro che saranno gli ospiti della struttura". Ancora da valutare, extra progetto, la potenzialità degli spazi aperti che se da una parte si sono detti "fruibili durante le varie stagioni e le varie ore del giorno" da un'altra si è parlato di "eventi annuali".

Due importanti investimenti per la famiglia Lowenstein (leoni di pietra) in Toscana e la nascita di un brand, la Marzocco srl (il leone che sostiene il giglio). Dopo la Tenuta Medicea di Cafaggiolo nel Mugello (2007) arriva il Complesso Immobiliare Costa San Giorgio a Firenze (2015) entrambe di inestimabile valore storico-culturale. La Villa Medicea di Cafaggiolo, nel 2013, è stata insignita del titolo di bene culturale Patrimonio Mondiale dell’Unesco, mentre la ex Vittorio Veneto si trova incastonata tra Ponte Vecchio, Palazzo Pitti e relativo Giardino di Boboli e Forte Belvedere.

La Storia della Vittorio Veneto. Il complesso architettonico nasce dalla fusione di due antichi conventi: il più antico e documentato fin dal XII secolo di San Giorgio alla Costa e dello Spirito Santo, con la sua Chiesa annessa il cui impianto risale all’anno 1000 e che fu successivamente ricostruita rappresentando il più importante esempio di stile Rococò in territorio fiorentino; l’altro fondato attorno all’anno 1382 e dedicato ai SS. Girolamo e Francesco. Entrambe le strutture conventuali, con relativa chiesa annessa, si sviluppano attorno a due chiostri di notevole pregio e si inseriscono in un’ampia area verde, di cui fanno parte anche altri edifici annessi costruiti in epoche successive.
Rilevante il repertorio di affreschi e decori parietali rinvenuti ai vari piani delle strutture conventuali, tra cui un bel tabernacolo quattrocentesco di scuola del Verrocchio e un rilevante lunettone affrescato da Bicci di Lorenzo, sopravvissuti nonostante le pesanti alterazioni strutturali che i due conventi hanno subito nei secoli e, in particolar modo, nella trasformazionein caserma.
La fusione dei conventi è avvenuta nel corso dell’Ottocento quando, con iltrasferimento della capitale a Firenze, nell’ottica di riorganizzare le diverse funzioni governative e amministrative della città, le due strutture vennero riunificate e adibite ad ambiente militare destinato a un Reggimento di Fanteria. Nel 1933, infine, gli immobili vennero ulteriormente trasformati per ospitare la Caserma Vittorio Veneto e la Scuola di Applicazione di Sanità Militare, fino al 1998.

Antonio Lenoci