Rifiuti: la commissione d’inchiesta a Civitella Paganico e Piombino

Lunedì 18 febbraio i sopralluoghi. Il presidente Giannarelli: “Tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini, a fronte delle esigenze del sistema produttivo”. 80 volontari ripuliscono Montenero. Barni e Fratoni su Bio2energy: “Innovazione e sostenibilità, la risposta al modello di economia circolare”. Approvata la proposta di piano economico finanziario deliberata dall’Autorità per il servizio di gestione integrata Ato Toscana centro. L’assessore regionale Federica Fratoni ha risposto a un’interrogazione del consigliere del Pd Nicola Ciolini sugli scarti tessili del distretto pratese


La commissione d’inchiesta sulle discariche sotto sequestro e sul ciclo dei rifiuti in Toscana continua il suo programma di sopralluoghi. Lunedì prossimo, 18 febbraio 2019, alle 10,30, sarà nel comune di Civitella Paganico (Gr) in visita alla società Civitella Paganico 2000 srl, che gestisce la discarica di Cannicci, dove è attivo un impianto per il recupero di biogas. Alle ore 14,30 sarà invece in visita a Rimateria spa nel comune di Piombino (Li), in un’area industriale che per decenni ha avuto a che fare con rifiuti speciali e pericolosi.

“La tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini ci spingono ad approfondire sempre di più le nostre valutazioni sulle varie tipologie di discarica – ha osservato il presidente della commissione Giacomo Giannarelli (M5S) – Abbiamo di fronte anche ipotesi di ampliamento all’interno di un sito di interesse nazionale, che impongono riflessioni sulle esigenze del sistema produttivo”.

Plastica, sacchi rotti, vetri, elettrodomestici abbandonati, mobili e persino lastre di amianto coprivano uno dei luoghi più belli di Livorno. C’è di tutto tra le 6 tonnellate di rifiuti rimossi nel corso della mattinata da viale del Tirreno dagli oltre 80 volontari che hanno partecipato all’operazione di pulizia straordinaria di Montenero. Un’iniziativa promossa dalle associazioni Reset e Acchiapparifiuti e realizzata in collaborazione con Aamps che, per l’occasione, ha portato a Montenero anche lo “Sgomberatutto”, dando la possibilità agli abitanti del quartiere di liberarsi gratuitamente degli ingombranti. Alla giornata di pulizia ha partecipato anche l’assessore all’Ambiente Giuseppe Vece“Fa male constatare che ci sia così poco rispetto per un’area di pregio qual è la Panoramica di Montenero, che qualcuno ha pensato bene di trasformare in discarica. Però è sempre stupefacente vedere che esiste un gruppo di volenterosi, uomini, donne e persino bambini, pronti a mettere il loro tempo a disposizione della collettività e tutelar l’ambiente circostante. Ringrazio Reset, Acchiapparifiuti e Aamps per aver reso possibile questa giornata speciale che fa il paio con l’operazione di pulizia di Calafuria di qualche settimana fa. E ringrazio l’associazione Anpana per la preziosa collaborazione. Senza lo sforzo di tutti non saremmo riusciti in questa piccola grande impresa”.

Incrementare la produzione di energia rinnovabile si può. Per esempio producendo biocombustbili dai rifiuti organici. La Toscana si sta organizzando e lo ha dimostrato venerdì, all'evento conclusivo del progetto regionale Bio2Energy intitolato "Un nuovo modello di economia circolare" organizzato da Alia Spa, che si è tenuto nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università di Firenze e durante il quale si è illustrato il modello evoluto di digestione anaerobica che vede gli impianti di depurazione come possibili cellule di trattamento rifiuti. Bio2Energy è infatti il primo progetto regionale che esporta a scala preindustriale il trattamento di rifiuti organici e la conseguente produzione di biocombustibili (in particolare il bioidrogeno), sfruttando l'impiantistica di depurazione esistente.

"I risultati di progetti come Bio2energy – ha detto la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni intervenendo alla tavola rotonda - costituiscono tanto un avanzamento della frontiera delle conoscenze e delle nuove tecnologie quanto elementi chiave per supportare la competitività delle imprese, la loro crescita e la creazione di lavoro qualificato, in linea con le aspettative dei nostri giovani formati. Bio2energy, insieme agli altri progetti finanziati sul bando FAR FAS 2014 – ha proseguito Barni - è stato frutto di un accordo importante e complesso tra Regione Toscana, Mise e MIUR. Il valore di questa linea di finanziamento consiste proprio nel promuovere una fruttuosa collaborazione fra il sistema della ricerca pubblico e privato dando vita a progettualità che propongono soluzioni tecnologiche innovative a problemi reali delle nostre imprese e della collettività. Con Bio2energy ci siamo riusciti, abbiamo creato un volano che ha dato importanti risultati in merito al tema della gestione evoluta del recupero dei rifiuti organici di origine urbana e sperimentato a scala industriale dei sistemi di trattamento innovativi che consentono di parlare del nuovo concetto di "bioraffineria anaerobica". "La Regione Toscana – ha quindi detto l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni - ha da tempo intrapreso la strada dell'economia circolare, puntando sulla sostenibilità e sulle energie rinnovabili. Non solo, con i maggiori settori produttivi toscani abbiamo avviato specifici tavoli, al fine di risolvere le problematiche legate ai cicli produttivi e favorire le migliori forme di riuso, riciclo e recupero, prevedendo al tempo stesso quelle più ottimali di smaltimento. Un confronto impegnativo ma fondamentale per la proposta di legge sull'economia circolare alla quale stiamo lavorando. Certo il passaggio da una economia lineare ad una circolare rappresenta un cambiamento profondo per tutto il sistema, anche dal punto di vista culturale. In questo senso è fondamentale promuovere una corretta educazione ambientale per sensibilizzare a modelli di consumo più sostenibili".

Giovedì mattina l’assemblea composta dai 59 Comuni compresi nell’ambito territoriale che raggruppa le province di Pistoia, Prato e Firenze, ha approvato la proposta di piano economico. Il documento finanziario presentato in assemblea, a Scandicci, contiene consistenti aumenti dovuti anche ad un riequilibrio economico richiesto dal gestore del servizio, Alia Spa, che sostiene di aver avuto maggiori costi rispetto a quanto preventivato a causa delle carenze degli impianti di smaltimento e al conseguente conferimento dei rifiuti fuori dall’ambito regionale di riferimento.

L’assessore comunale di Pistoia alle partecipate Margherita Semplici, delegata dal sindaco Alessandro Tomasi, ha bocciato la previsione di aumento dei costi contenuta nel piano economico dell’Ato, quello da cui derivano le tariffe dei rifiuti: «Occorreva e occorre – dice il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi – un’adeguata programmazione regionale sull’impiantistica. Il ciclo dei rifiuti necessita di risposte concrete altrimenti si andrà presto verso l’emergenza. Pistoia sta facendo la sua parte mettendo in campo, seppur con ritardo, tutte le misure necessarie per raggiungere adeguati livelli di differenziata, con l’introduzione entro la fine di quest’anno degli interrati nel centro storico e poi, nel corso del 2020, con l’avvio di un diverso sistema di raccolta differenziata su tutto il territorio comunale. Ma questo ha senso soltanto a fronte di una concreta programmazione a livello regionale per la gestione del ciclo dei rifiuti. Abbiamo deciso di votare contro al piano economico dell’Ato convinti che il problema dell’impiantistica non dovrebbe ricadere sulle spalle dei cittadini. Una goccia nel mare probabilmente, ma non potevamo accogliere con favore aumenti calati dall’alto».

Nelle scorse settimane il Comune di Pistoia, attraverso l’ufficio ambiente e il servizio finanziario, ha inoltrato una richiesta di chiarimenti ad Ato e ad Alia Spa rispetto agli aumenti previsti sul 2019 nella misura complessiva di 2 milioni e 727 mila euro per Pistoia.

Il gestore ha motivato il riequilibrio con la constatazione oggettiva che il quadro impiantistico posto alla base di gara per il gestore unico non è stato realizzato “e – scrive Alia - non è realizzabile”. I costi dovuti a queste carenze pesano in modo particolare su Pistoia che ha basse percentuali di materiale differenziato e conferisce, quindi, una grande quantità di indifferenziata. Una parte degli aumenti è dovuta inoltre all’incremento del costo dei servizi di base già previsto negli anni scorsi per il 2019, con la concessione siglata a seguito della gara per il gestore unico. Altro punto, questo, su cui l’amministrazione comunale ha espresso perplessità.

Un’interrogazione in merito alla situazione degli scarti derivanti dalla lavorazione tessile nel distretto di Prato, presentata dal consigliere dell’assemblea toscana Nicola Ciolini (Pd), è stata mercoledì oggetto della risposta in Aula dell’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni. Ciolini ha infatti interrogato il presidente della Giunta per conoscere “nelle more di un auspicato recepimento della normativa in materia di economia circolare da parte del legislatore nazionale e nella prospettiva di un nuovo modello di trattamento degli scarti di produzione tessile, la disponibilità della Giunta regionale a valutare l’opportunità di predisporre ulteriori interventi a sostegno degli operatori del settore tessile, tenuti a conferire in discarica gli scarti della lavorazione a oggi ritenuti un rifiuto tout court, a partire dall’esclusione per tali rifiuti dal pagamento di detto tributo speciale per il deposito in discarica”. Il consigliere ha chiesto inoltre di conoscere “la quantità di flussi relativa allo smaltimento dei rifiuti del distretto pratese inviati al conferimento sia presso gli impianti ubicati in ambito regionale, che verso destinazioni extraregionali, nonché quali implicazioni possa avere su tali flussi l’aumento delle aliquote”. Fratoni ha spiegato che la Regione è impegnata affinché vengano predisposte le linee guida per il riconoscimento delle applicazioni relative al sottoprodotto, “in modo da dare cornici formali a pratiche già applicate da molte aziende del distretto”; distretto da sempre all’avanguardia in materia di economia circolare. L’assessore ha inoltre spiegato, tra le altre cose, che se le 50 mila tonnellate di rifiuti venissero smaltite interamente in discarica questo corrisponderebbe allo 0,15 per mille del fatturato del distretto. “Oggi gli scarti tessili vengono portati fuori dalla Toscana – ha aggiunto – ma stiamo lavorando per riportarli all’interno della regione”. Il risparmio sui costi di trasporto compenserebbe la percentuale calcolata.

Ciolini, riconoscendo che “la Regione ha fatto molto in questi anni, ma che permangono le difficoltà a smaltire gli scarti tessili”, ha invitato la Giunta “a cercare soluzioni che rispondano alle promesse fatte al distretto pratese” e “a essere più pressanti nei confronti del governo nazionale”per il riconoscimento degli scarti tessili come sottoprodotto e quindi come risorsa.

Redazione Nove da Firenze