Rubrica — Mostre

Palazzo Pitti, gli arazzi di Cosimo e la prima statua di Boboli

In Palazzo Pitti in mostra i meravigliosi tessuti seicenteschi in onore del primo Granduca di Firenze e il cinquecentesco "Villano con la botticella" appena restaurato


A concludere le tre mostre dedicate al cinquecentenario della nascita di Cosimo I, la sala delle Nicchie di Palazzo Pitti ospita La prima statua per Boboli. Il Villano restaurato, dedicata al restauro che ha donato nuova vita alla prima statua di Boboli, il Villano con la Botticella.

Acquistato dalla consorte di Cosimo, Eleonora di Toledo, nel 1550, Palazzo Pitti divenne nel tempo la nuova residenza dei granduchi, con il suo giardino che si impose come modello da imitare per le regge di tutta Europa. Ma Boboli non è soltanto questo, è anche uno dei più importanti musei di scultura all’aperto, con capolavori che datano dall’impero romano fino ai giorni nostri. Nel parco della reggia medicea nacque anche, nel Cinquecento, la scultura da giardino dell’epoca moderna, che più tardi sarebbe stata chiamata “di genere”. Tra queste il Villano con la Botticella, scolpita entro il 1557 da Giovanni di Paolo Fancelli su disegno del maestro Baccio Bandinelli, e capostipite di una fortunata tradizione di statue fatta di popolani ripresi nelle loro occupazioni quotidiane, che tutt’ora animano i percorsi all’aperto nel giardino mediceo

Il Villano era esposto inizialmente in un grande vivaio che serviva il palazzo e insieme alimentava la fontana di piazza della Signoria. Quando al posto di questa conserva d’acqua venne realizzata la Grotta del Buontalenti, il Villano fu trasferito a Pratolino e solo alla fine del Settecento venne riportato a Boboli, la sua ultima collocazione all’aperto, nelle vicinanze dell’ingresso di Porta Romana,dove è stato sostituito ora da una riproduzione marmorea.

Nel corso delle analisi sull’opera è emerso il dettaglio di una roncola impiegata dai contadini per potare i rami minori delle piante, che restituisce con rustica verità, ancor più incisiva della piccola botte, la natura contadinesca della figura. Il restauro completato per la mostra vuole rendere omaggio alla coppia ducale e offrire una spunto di visita a questi luoghi cosimiani, ma è soprattutto un’impresa di tutela: la statua è stata liberata da muschi, alghe, licheni e funghi, nonché dal calcare accumulatosi negli anni con la pioggia.

Presentata oggi anche la mostra Una biografia tessuta. Gli arazzi seicenteschi in onore di Cosimo I . Le esposizioni fanno parte, insieme alla mostra degli Uffizi, Cento lanzi per il principe delle iniziative intraprese dalle Gallerie degli Uffizi per celebrare Cosimo I in occasione del cinquecentenario della nascita del primo Granduca di Firenze. Questo il commento di Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi: "Per celebrare il quinto centenario della nascita di Cosimo I de’ Medici, una mostra di arazzi è quanto di più adatto: fu lui infatti a fondarne la Manifattura nel 1545. Inoltre, la serie di arazzi ora esposti, tessuti all’epoca di Ferdinando II de’ Medici, ci offre un excursus encomiastico sulla figura e sull’opera del sovrano, con una sequenza di episodi che esaltano la centralità del ruolo di Cosimo nella storia della dinastia medicea e del governo della Toscana. Questi splendidi manufatti erano stati originariamente concepiti per la sala di Saturno in Palazzo Pitti, riservata all’udienza segreta del granduca, e dovevano essere appesi sotto il soffitto affrescato da Ciro Ferri, con il Principe ideale che si libra tra la Prudenza e il Valore verso la Gloria e l’Eternità. Tanta abbondanza decorativa – affreschi, stucchi, dorature, arazzi – non dovette sembrare certo ridondante, in piena epoca barocca. È forse impossibile ricreare in una mostralo stesso effetto – ai nostri occhi moderni sembrerebbe di certo caratterizzato da horror vacui – ma l’antico allestimento delle pareti, anche se riproposto inun ambiente diverso, ci mostra tutta l’importanza della serie dedicata a Cosimo I, e ci permette di soffermarci sui fatti più importanti della sua vita senza ulteriori distrazioni".

Redazione Nove da Firenze