Replica all'articolo sul Contact Center 055055

In riferimento a quanto riportato nel nostro articolo sul rischio sciopero a Firenze riceviamo dalla società consortile Clsl e dalla cooperativa aCapo


Seppur non riportato nel nostro articolo, all'invito rivolto dai sindacati a intervenire pensando anche di affidare la gestione del Call Center ad un’altra consorziata, il Consorzio Leonardo Servizi e Lavori replica e informa che non provvederà al cambio dell’affidataria del servizio in quanto non sussiste alcun presupposto a sostegno di tale azione: “In riferimento a quanto dichiarato da Umberto Marchi (Filcams Cgil) e Federico Fontanini (Fistel Cisl) sul servizio di Contact Center 055055 di Firenze, il Consorzio Leonardo Servizi e Lavori intende rispondere a quanto riportato. Tale servizio è stato affidato alla cooperativa Capodarco di Roma (oggi ACapo), consorziata del CLSL appunto, tramite gara d’appalto bandita da Linea Comune Spa. Il Consorzio Leonardo non è esecutore del servizio e precisa che i rapporti sindacali sono gestiti dalla consorziata affidataria del serviziospiega Gabriele Terreri, Responsabile comunicazione.

Anche la Cooperativa aCapo ci tiene a fare alcune precisazioni in merito alle osservazioni mosse da Umberto Marchi (Filcams Cgil) e Federico Fontanini (Fistel Cisl): "Siamo noti e vogliamo continuare ad esserlo per la disponibilità della Cooperativa al mantenimento di sane relazioni con tutte le parti sindacali attraverso il dialogo e nel rispetto delle rispettive prerogative. Oggi la Cooperativa è presente in sei regioni italiane dove svolge servizi di supporto alle amministrazioni pubbliche e ai cittadini agendo, molto spesso, come fattore di stabilizzazione e argine alla precarizzazione del lavoro, specie per le persone con disabilità. Ad esempio, nel caso del contact center 055055 del servizio Linea Comune, nel rispetto di un dialogo che deve partire da elementi di sostanza e concretezza, ricordiamo di aver avviato il servizio a partire dal 01/05/2017 assumendo tutti i lavoratori già presenti sul servizio con contratti a tempo indeterminato, stabilizzando mansioni e livelli contrattuali secondo quanto indicato in risposta al bando di gara.L’intervento di aCapo, peraltro, ha posto fine a mesi di disagio e precarietà subito dai lavoratori rimasti per mesi senza retribuzione prima del nostro arrivo. Riguardo al cambiamento di nome della Cooperativa, la scelta attiene semplicemente a logiche di posizionamento sul mercato che non dovrebbe essere ambito di discussione con il sindacato. aCapo ha comunque comunicato a tutti gli stakeholder interessati, comprese le organizzazioni sindacali toscane, di aver cambiato nome. Possiamo infine assicurare che il percorso che ha portato a tale cambiamento è stato condiviso con i lavoratori ed i soci anche attraverso sondaggi e comunicazioni interne e, soprattutto, votato in assemblea dopo una democratica discussione come previsto e normale in cooperativa".

Redazione Nove da Firenze