Regione: via libera alla Manovra finanziaria 2019

Il Consiglio approva il bilancio di previsione, la legge di stabilità per il 2019 e suo collegato. Più 30% di investimenti rispetto al 2018. Aula sospesa per alcuni minuti, cittadini protestano e chiedono risorse per progetto vita indipendente


FIRENZE– Mentre nei confronti dell'Italia tutte le opzioni sono aperte sul tavolo della Commissione europea a Bruxelles, Il Consiglio regionale approva la manovra finanziaria. Il Bilancio di previsione 2019, la legge di stabilità per il 2019 e i provvedimenti finanziari collegati alla legge di stabilità 2019, hanno incassato il voto favorevole di Pd, Art.1/Mdp. Contrarie tutte la opposizioni (Movimento 5 stelle, Lega, gruppo misto/Tpt, Sì – Toscana a sinistra, Fi e Fdi). L’Aula ha approvato, tra gli altri, gli emendamenti presentati a inizio seduta dall’assessore regionale Vittorio Bugli, che prevedono misure e interventi su più fronti. Quelle che riguardano il bilancio sono le seguenti: si prevedono interventi per rispondere a problematiche legate a soggetti a rischio di esclusione nei Comuni, le risorse da trasferire ammontano a un milione; per far fronte a problematiche e necessità del porto di Viareggio, si prevede la misura di 600 mila euro nel 2019 (spese correnti), un milione (spese in conto capitale) e 300 mila nel 2020 (spese correnti) e altrettante nel 2021; per migliorare la sicurezza a bordo dei mezzi di trasporto pubblico locale, viene rafforzata la misura già prevista con ulteriori 500 mila euro nel 2019, arrivando così al totale di un milione. Sul collegato alla legge di stabilità, sono previste misure in favore del Comune di Calci, duramente colpito dall’incendio del settembre scorso, per lo smaltimento di rifiuti speciali. È previsto un contributo straordinario di 50 mila euro per il 2019. Per la viabilità locale, particolarmente colpita soprattutto nell’accesso al nuovo sito scolastico, si prevedono fino a un massimo di 500 mila euro. Il contributo è legato alla stipula di uno specifico accordo di programma con gli enti interessati. Per il sostegno alla promozione turistica dell’Amiata, è previsto un contributo straordinario complessivo fino ad un massimo di 500 mila euro alle amministrazioni facenti parte dell’Unione dei Comuni Amiata Val d’Orcia e dell’Unione dei Comuni montani dell’Amiata Grossetana, per l’esecuzione di opere pubbliche finalizzate al miglioramento dell’attrattiva turistica. Per favorire l’accesso al credito da parte delle micro, piccole e medie imprese impegnate a realizzare investimenti produttivi su ricerca, sviluppo e innovazione, ma anche per la creazione e il consolidamento di imprese per sostenere processi di patrimonializzazione, viene costituito un fondo di garanzia di 3 milioni per ciascuno degli anni 2019-2021.

Nel corso del dibattito sugli ordini del giorno collegati alla manovra finanziaria, un gruppo di cittadini diversamente abili ha costretto la presidenza a interrompere i lavori. A scatenare la rabbia il mancato accoglimento di un emendamento presentato dal gruppo Sì – Toscana a sinistra che prevedeva risorse per 6 milioni di euro nel triennio 2019-2021 a favore del progetto ‘Vita indipendente’. Ai sensi del regolamento interno (articolo 131) gli emendamenti che comportano tagli o aumenti di spesa “devono essere presentati entro il giorno precedente la seduta al cui ordine del giorno è iscritta la proposta di legge alla quale si riferiscono”. La seduta d’Aula è stata sospesa per alcuni minuti durante i quali i cittadini hanno protestato contro i consiglieri e contro il mancato accoglimento di un emendamento volto a “garantire l’ampliamento della platea degli aventi diritto e l’accesso a interventi personalizzati che consentono alle persone con disabilità di condurre una vita autonoma e indipendente”. La protesta ha continuato anche alla ripresa dei lavori, ma tutto è tornato alla normalità grazie all’intervento del capogruppo Sì Tommaso Fattori, che ha assicurato ai cittadini di ripresentare l’emendamento alla prima variazione di bilancio.

La Toscana, con questo bilancio, “Non aumenta le tasse e i cittadini non subiscono nuove imposizioni fiscali” . Il consigliere Andrea Pieroni (Pd) ribatte così a chi, dai banchi di opposizione, critica la “continuità” della manovra toscana, e sottolinea anzi la previsione del pil all’1,2%, “ben sopra la previsione nazionale”. Un dato che non è dovuto “al caso” ma che è frutto di scelte che collocano la nostra regione nel novero delle eccellenze sul piano nazionale per risorse investite sull’export (in crescita nel terzo trimestre e nel raffronto allo stesso periodo del 2017). In primo piano le misure pensate per piccole e medie imprese “ad esempio attraverso il nuovo fondo di garanzia, che ha una dotazione iniziale di 3 milioni e che può arrivare a una capacità di moltiplicato di 1 a 8”. Il capitolo “investimenti” offre cifre importanti: “Nel 2019 avremo una dotazione di 421 milioni, una somma mai così abbondante, derivante da risorse regionali e nazionali”. Pieroni cita la decisioni del Cipe per la Toscana e quindi, tra i punti qualificanti, la tangenziale di Pisa, “opera fondamentale perché, tra l’altro, va a servire l’area di Cisanello”, e anche gli investimenti sulla viabilità locale, 2 milioni per le amministrazioni con meno di 5000 abitanti”. Apprezzamento anche per l’impegno della Toscana per Calci , 1,5 milioni: “la Regione si fruga in tasca e lo fa con la responsabilità e l’attenzione che servono”, invece “dal Governo nemmeno un euro”, ma solo “l’autorizzazione a utilizzare le risorse europee, che erano già nella disponibilità della Regione” . Tra i punti in evidenza anche gli investimenti per la sicurezza dei territori - 400 mila euro per i Comuni per l’aggiornamento delle carte idrauliche – e l’attenzione per il tema della coesione sociale e della vita indipendente, che Pieroni ha definito “nodo strategico” ricordando l’ordine del giorno presentato ai lavori d’aula .

Paolo Marcheshi (FdI) ha lamentato “una continuità assoluta delle scelte precedenti” nella manovra al voto. “In termini di competitività siamo addirittura al 171°posto in Europa”, ha detto, fotografando una regione che “Prima era l’ultima delle regioni del centro nord, ora è la prima di quelle del centro sud”. In evidenza le carenze del sistema creditizio e quindi del sostegno alle piccole e medie imprese: il consigliere ha ricordato “il flop di Fidi toscana”-; “la tradizionale distanza della sinistra dal mondo economico”, il “crollo del sistema sociale in Toscana, che era sempre stata un serbatoio di voti per la sinistra”. Nel “ragionamento politico” che Marcheschi ha proposto all’aula, l’accusa a chi “ha governato per quasi 50 anni” è di non aver messo in atto “politiche che guardassero alle generazioni successive”. I cambiamenti demografici si sono avviati fin dagli anni ’70. “Voi – ha detto Marcheschi rivolto ai banchi di maggioranza - avete preferito una politica assistenziale e clientelare”. Oggi c’è un “allargamento della distanza generazionale” e “Fare i figli è diventato un lusso”. “Abbiamo il triste primato della più alta quota di donne senza figli – ha aggiunto il consigliere - : non li fanno per scelta, perchè non li riescono a mantenere”. Marcheschi ha concluso il suo intervento ricordando anche come i giovani ormai “desiderino andarsene e sognare” altrove. “La Toscana è mummificata”.

“Non riesco a trovare un provvedimento che vada ad attenuare la pressione fiscale” ha detto Maurizio Marchetti (FI), invocando anche misure riferite “alla diminuzione della burocrazia”. Il consigliere ha posto l’attenzione sul piano di razionalizzazione delle società partecipate e la dismissione delle società termali. Il bando per le Terme di Montecatini “è andato deserto, in una città che è al collasso e in cui un rilancio del termalismo sarebbe salutare”. “La capacità politica – ha affermato Marchetti – sta nel portare l’ interesse pubblico su un piano che si combini con un utile del privato. Mettiamoci subito in moto”. Tornando al bilancio Marchetti si è concentrato sui “servizi” e sui “problemi legati alla sanità”. A proposito di rifiuti ha invocato “qualche colpo di reni: la Regione si è accartocciata, non si riesce a fare gli impianti. Ci sono settori, come il cartario, ma anche il tessile, che sono IN grandissima difficoltà”. Critica anche la situazione sul fronte dei trasporti, con investimenti che non si riesce a realizzare da anni.

Serena Spinelli (Art.1 –Mdp) ha cominciato puntualizzando che “la legge di Bilancio dello Stato ancora non è approvata” e quindi ha messo a fuoco alcuni dei passaggi emersi nel corso del dibattito. A proposito della situazione demografica, e del riferimento alle regioni del sud, la consigliera ha invocato la lettura dei dati, che vanno letti “con riferimento al cambiamento dei tempi”. Venendo al reddito di cittadinanza, ha ricordato il tema “dello stipendio troppo basso, di cui si discute in tutta Europa”e parlando di meritocrazia ha invocato gli investimenti “nella scuola da 0 a 6 anni e sulla formazione continua”. Rivolta ai banchi della minoranza che governa a Roma, e parlando di sanità, ha invocato strumenti per “ davvero” e si è detta “disponibile” ad accogliere “la sfida sui ticket”.

Leonardo Marras (Pd), ha passato in rassegna le misure della manovra per la Toscana a fronte della “manovra nazionale, che in effetti ha permesso alle Regioni di sottoscrivere un accordo che vale 3 anni sulla base di una saldo zero”. “Ma quale manovra?” si è chiesto il capogruppo e “con quali implicazioni sui bilanci delle Regioni”. La differenza, ha ricordato Marras, “sono i 421 milioni di investimenti iscritti a bilancio” , la gran parte dei quali dovuti agli impegni del Governo precedente. “La vera incognita, oggi, è l’impegno del governo sulle opere pubbliche in Toscana”. “E’ tutto sospeso”. Secondo il consigliere “è legittimo pensare che oggi ci sia un’azione addirittura punitiva verso la Toscana e l’orientamento del suo governo regionale”. Così di fronte “al saldo finanziario enorme, gigantesco”. “Sono sei mesi che l’Italia sta rischiando di precipitare in una crisi indotta solo dall’incertezza e dalla conflittualità della maggioranza che ci governa”. In primo piano l’attenzione sugli interventi sul credito e il fondo istituito per le imprese, sapendo che il 2019 sarà un anno difficilissimo per l’accesso al credito delle pmi.

Per Marco Niccolai (Pd) “c’è una scelta politica ben precisa nella manovra finanziaria della Toscana: la sicurezza non è uno slogan, ma è una risorsa investita, nonostante la non competenza regionale in materia”. Il consigliere ha infatti ricordato l’attività di prevenzione sociale, i contributi ai Comuni per mettere in rete impianti di sicurezza, accanto al sostegno delle attività della polizia locale e agli interventi per la sicurezza sul trasporto pubblico locale. “C’è una notevole differenza tra noi e alcune forze che governano il paese – ha concluso – noi sosteniamo i Comuni e diamo nuova speranza ad alcune zone della nostra regione”.

“Nel 2019 avremo nel preventivo una cifra analoga a quella del 2018: circa 16 miliardi di euro”, ha esordito Jacopo Alberti (Lega), con alla mano tutti i numeri del bilancio, che ha ripercorso a partire dal disavanzo e dagli interventi sul fronte della tutela della salute e della sanità per il 2019. “Non ci risultano 86 milioni di aumento in sanità – ha affermato – ma il 12,63 per cento in meno rispetto al 2018, e questo cosa significa?”. “Se vuol dire avere curato peggio i cittadini toscani noi non ci stiamo”, ha concluso: “cari colleghi e assessori, noi pensiamo che i conti pubblici toscani non siano felix, ma infelix”.

“Rivendichiamo questo pacchetto di manovra, in continuità con le scelte della nostra region, ma anche con l’orecchio attento ai cambiamenti”, ha esordito Massimo Baldi (Pd), parlando di un’idea di sviluppo per una Toscana coesa dal punto di vista sociale, rispettosa della qualità ambientale e alla ricerca della crescita vera, pronta a lottare contro la povertà e a investire in sicurezza. E in tema di Vita Indipendente: “va detto che la Regione Toscana investa molto di più di quanto non faccia lo Stato”, ha concluso Baldi, invitando “gli amici dei 5 Stelle a rendere la Vita Indipendente un diritto, a partire dalle scelte del governo nazionale”.

“Abbiamo discusso in commissione Sanità e pensiamo che questo Bilancio dia risposte a chi ha bisogno”, ha affermato il presidente Stefano Scaramelli (Pd), che ha parlato di questioni di carattere abitativo, di contrasto alla povertà con l’ausilio del terzo settore, di risorse per la violenza di genere, di acquisto di generi di prima necessità per persone in difficoltà, di attenzione alle famiglie con bimbi disabili o in procinto di fare trapianti fuori regione, di investimenti nella prevenzione. “Questo bilancio ci metterà nella condizione di aumentare i servizi – ha concluso – e di ridurre il super ticket”.

“Il nostro sarà un voto contrario per una visione politica che non condividiamo”, ha affermato Giacomo Giannarelli (M5S), soffermandosi in particolare su due aspetti: le grandi opere e l’economia circolare. “Noi siamo a favore delle grandi opere purché non siano uno spreco di denaro pubblico e soprattutto siano utili per la popolazione”, ha affermato, sottolineando che l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze “non è utile per la Toscana”. E ancora: “la Regione Toscana ha come obiettivo la domanda energetica da fonti rinnovabili, ma tale indirizzo dovrebbe essere nel Piano ambientale energetico regionale e così non è”, ha concluso Giannarelli.

La “strategia complessiva” che sta al fondo della manovra finanziaria della Regione, ossia Bilancio di previsione 2019, legge di stabilità per il 2019 e suo collegato, nota di aggiornamento al Defr 2019, risente di una “impostazione vecchia”. Ne è convinto il capogruppo di Sì – Toscana a sinistra, Tommaso Fattori, che ha aperto il dibattito in Consiglio regionale. Due le mancanze sollevate: i soldi, tanto che nel suo insieme Fattori ha parlato di “manovra di austerità” senza tuttavia dare colpe alla Giunta che deve “gestire la miseria; l’attuale Governo nazionale non è affatto del cambiamento e non segna discontinuità”, la mancanza di coraggio a cambiare la rotta. Un venir meno della politica su punti fondamentali quali la controriforma sanitaria che “non ha portato razionalizzazione al sistema o risparmio, i servizi si sono assottigliati” ha detto rilevando che “puntare su esternalizzazioni, intramoenia e privato non migliorerà la situazione”. Anche la politica infrastrutturale e trasportistica “di fatto ancora agganciata alla gomma” è tra le mancanze su cui si è concentrato il capogruppo. “Apprezziamo i timidi segnali di allungamento verso Sud della tramvia fiorentina, ma non condividiamo le mega tangenziali o gli assi viari di Lucca” ha detto ancora definendole “opere illusorie” che “non risolveranno il traffico”. E tornando alla tramvia, ha ricordato che “può essere realizzata anche a Lucca”. “La metropolitana di superficie deve essere la strada da percorrere” ha continuato ricordando la “lingua di cemento che taglia il Parco di San Rossore solo per movimentare barche da un porto a un altro”. “L’Italia è una penisola - ha concluso - l’autostrada del mare è la vera infrastruttura da sviluppare”.

“Ragionieristico” è l’aggettivo per definire la manovra dal consigliere del Movimento 5 stelle Gabriele Bianchi. Una manovra “perfettamente in linea con quelle degli anni precedenti e con il Prs” che “non segna discontinuità”. Ciò che preoccupa il consigliere sono i dati sulla crescita in Toscana che “non sono quelli programmati dalla Giunta” quindi i problemi che si credeva superati “potrebbero diventare una grande illusione” ha detto ancora rilevando come il “peggio potrebbe ancora venire”. Bianchi ha parlato di una regione in “stagnazione da dieci anni. A livello nazionale la strada è invece tracciata, c’è una discontinuità che dovrebbe essere colta” soprattutto, per il consigliere, su tematiche quali il reddito di cittadinanza, una “grande sfida per dare risposte strutturali al problema dei problemi, la povertà che negli ultimi anni è triplicata”. E su questo punto il consigliere ha esortato affinché diventi la “bandiera di tutti, per non lasciare solo nessuno” esortando all’unità le istituzioni. A detta di Bianchi sarebbe necessaria una strategia per dare più competitività e produttività. “La Toscana si è caratterizzata per una crescita lenta” e rispetto alle altre regioni “che si muovono, noi siamo drammaticamente fermi”. “È sempre il solito modello, non c’è nulla di forte, è tutto un procrastinare. Resta una regione divisa che non riesce a fare squadra” ha concluso.

“Molto perplessa” dell’intero complesso finanziario si è definita la presidente del gruppo misto/Tpt Monica Pecori. Ripercorrendo le misure contenute nei provvedimenti, ha rilevato che in tema di politiche per l’Elba e l’Arcipelago del mare, gli interventi sull’apertura dei punti di salute erano “già previsti l’anno passato e nel 2016”. “Sembra che siamo fermi al punto di partenza, non siamo riusciti a stringere” ha chiosato. Sempre sull’Elba e sul potenziamento dell’ospedale di Portoferraio, anche in vista dell’aumento di presenze nel periodo estivo, “dobbiamo risposte ai cittadini”. Critiche sono poi arrivate in merito ai milioni spesi per l’elettrificazione della banchina del porto di Livorno che a detta della consigliera “non funziona”. Ancora, sulle politiche sanitarie, Pecori ha rilevato di quanto si parli di “sanità di iniziativa”, di case della salute che “a Livorno sono assenti” senza tuttavia pensare al personale “che è sempre insufficiente”.

Dal consigliere della Lega Marco Casucci è arrivato l’appunto che il bilancio di previsione è stato redatto sulla base della manovra finanziaria contenuta nel disegno di legge di bilancio per l’anno 2019 che prevede l’azzeramento del concorso agli obiettivi di finanza pubblica delle regioni a statuto ordinario in termini di saldo netto da finanziare e in cambio della rinuncia a risorse già stanziate nel bilancio dello Stato e destinate a essere trasferite ai ministeri per finanziare interventi.“Questa è una grande occasione” ha spiegato il consigliere. “Le regioni possono proporre al Governo di realizzare investimenti aggiuntivi diretti o indiretti su tematiche quali adeguamento sismico, dissesto idrogeologico, tutela dell’ambiente, della viabilità, dei trasporti e dell’edilizia residenziale pubblica”. Casucci ha anche ricordato l’importo degli investimenti aggiuntivi per la Toscana: 62 milioni nel 2019, 71 per il 2020 e altrettanti per il 2021. Sul fronte entrate, il bilancio di previsione prevede entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa per il 2019 pari a 8 milioni e mezzo, “principalmente destinate a finanziare il fondo sanitario nazionale”. “Non possiamo che augurarci che la Toscana intercetti al più presto il treno per l’autonomia per avere maggiori competenze e maggiori risorse” ha chiosato e sul “continuo ricorso al debito per coprire interessi, deficit e disavanzi”, ha parlato di andamento “inammissibile”. Quel che manca“totalmente” è una “visione strategica”. “Presi a uno a uno gli interventi possono anche avere una logica e un’utilità” ha ammesso Casucci citando le misure su battente, povertà e disagio sociale. L’anima definita “politica ed elettoralistica” di una manovra che si “lega a singoli consiglieri o assessori” è la forte critica avanzata dal consigliere che ha aggiunto rivolgendosi alla maggioranza: “abbiamo le nostre idee per la Toscana, diverse dalla vostra pessima gestione”

Redazione Nove da Firenze