Regione Toscana: tre milioni a sostegno della spesa a domicilio per gli anziani

Oggi incontro con i Sindacati. Gli esercizi commerciali sono diffusi su tutto il territorio. Vademecum per le attività commerciali: pizzerie a taglio e kebab devono rimanere chiusi, le rosticcerie da asporto possono stare aperte.


Oggi i segretari generali dei sindacati pensionati di CGIL CISL e UIL hanno incontrato l’assessore alla sanità e al sociale della Giunta Regionale Stefania Saccardi. Nell'incontro l’Assessore ha illustrato la delibera regionale 322 dell'11 marzo 2020 sulle “Misure per la prevenzione e la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19"che prevede l’assegnazione di 3 milioni di euro per l’attivazione del servizio di consegna della spesa a domicilio: a favore di persone anziane o affette da patologie croniche o comunque tali da dover evitare luoghi affollati. Il progetto oltre alle risorse stanziate chiede ai Comuni di dotarsi di un apposito numero verde per la raccolta delle richieste da parte dei cittadini. Affida alle zone distretto, tramite le Case della salute, il compito di organizzare il servizio logistico di distribuzione anche con il coinvolgimento associazioni di volontariato, terzo settore e protezione civile. I sindacati dei pensionati hanno apprezzato l’iniziativa perché mette a sistema, in modo omogeneo su tutto il territorio regionale, le numerose e positive iniziative già intraprese da numerosi comuni. Si ritiene quindi indispensabile un coordinamento regionale che offra alle persone residenti in tutti i territori della toscana servizi omogenei. Per ottenere il risultato si promuove una rete logistica di prossimità: infrastruttura ancor più necessaria in un momento di emergenza come quella prodotta dall’epidemia di Covid-19. Nel confronto è stata ribadita la necessità di produrre misure che mitighino la pressione che in questo momento grava sui lavoratori della sanità e della distribuzione. Cosa che può ottenersi con misure che determinino una dissaturazione dei ricorsi alle strutture sanitarie o dei servizi fondamentali di distribuzione.

A Firenze Pizzerie a taglio e kebab assimilati a bar e ristoranti devono stare chiusi mentre forni, pastifici e rosticcerie con servizio di solo asporto sono assimilati a negozi alimentari e possono stare aperti. Queste alcune fra le indicazioni di Palazzo Vecchio, condivise con la Polizia Municipale, in merito al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che dispone le chiusure delle attività per contrastare l’emergenza Coronavirus.

“Abbiamo fatto questo ulteriore vademecum – ha spiegato l’assessore al commercio e alle attività produttive Federico Gianassi – per dare una interpretazione chiara e univoca a tutti quelli che in queste ore ci stanno chiamando per chiedere informazioni sulla corretta applicazione del decreto del Governo e per dare una chiara linea alla Polizia municipale che sta eseguendo i controlli. Queste decisioni, ovviamente, rimangono valide sul territorio del nostro Comune fino a indicazioni diverse del Governo”. Questo il vademecum preparato dalla direzione Sviluppo Economico e condiviso con la Polizia Municipale.

I ristoranti, bar, pub, pizzerie, possono restare aperti?

No, le attività sono sospese, tranne se ubicati nelle aree di servizio, impianti di carburante, stazioni ferroviarie o aereoportuali, e negli ospedali, garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. In base al punto 2 dell'art. 1 del DPCM, sono assimilate ad esse le gelaterie e le pasticcerie, che quindi sono sospese.

I ristoranti, pizzerie e simili che vogliono consegnare pasti a domicilio dei consumatori possono farlo?

Sì possono farlo e senza dover presentare comunicazione al Suap. L’aggiunta dell’attività di consegna in proprio a domicilio da parte di imprese che già esercitano attività di produzione e somministrazione di pasti non è soggetta ad alcun adempimento amministrativo. Questo in base ai decreti legislativi attuativi della riforma Madia del 2016, così come chiarito a suo tempo anche da una circolare della Regione Toscana. Resta salvo ovviamente il rispetto delle norme igieniche sia alimentari che sanitarie (fra cui uso di mascherine) e l’aggiornamento delle proprie procedure di autocontrollo di cui all’art. 5 del Reg. CE 852/2004.

Anche gli esercizi di vendita di prodotti alimentari possono consegnare la spesa al domicilio dei consumatori?

Si, possono consegnare al domicilio la spesa. Per le stesse ragioni e con le stesse modalità dei ristoranti, pizzerie e simili.

Quali altri esercizi commerciali possono restare aperti?

Possono restare sempre le farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccai e tutte le attività indicate nell'Allegato 1 del DPCM 11 marzo in quanto ritenute di prima necessità e che comunque attuano modalità di vendita che di per sé rispettano le norme di sicurezza (esempio: commercio online).

Le pizzerie al taglio, i kebab, che effettuano attività di produzione artigianale e vendita sul luogo di produzione di alimenti di pronto consumo, possono restare aperti?

No, sono assimilati a bar, gelaterie, pasticcerie e ristoranti che devono osservare la chiusura stabilita dal DPCM ma potranno, come la ristorazione, fare servizio di consegna a domicilio.

I forni, pastifici, gastronomie, rosticcerie, gastronomie, forni, che vendono per asporto, possono stare aperti?

Si, sono esercizi di vendita al dettaglio di generi alimentari pertanto possono stare aperti, anche per rifornire la grande distribuzione. Qualora gli stessi siano abilitati al consumo sul posto dei prodotti venduti, lo stesso è sospeso per lo stesso motivo per cui è sospesa la ristorazione. Potranno pertanto solo vendere per asporto senza far consumare i prodotti acquistati nel locale di vendita con l'utilizzo delle attrezzature.

Le erboristerie possono stare aperte?

Si, per il settore non alimentare, sono assimilate alle profumerie e prodotti di igiene per la persona, che possono pertanto restare aperte, in quanto considerati generi di prima necessità. Se vendono anche prodotti alimentari, a maggior ragione possono restare aperte.

Gli internet point?

No, devono restare chiusi.

Parrucchieri, estetisti, barbieri, possono stare aperti?

No, sono ammessi solo i seguenti servizi alla persona: lavanderie, tintorie, servizi di pompe funebri e attività connesse

Posso recarmi in banca o alla posta?

Restano garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi, ma potrebbero essere stabiliti dagli stessi orari di apertura ridotti. Naturalmente sempre nel rispetto delle distanze di sicurezza.

Comunicazione di sospensione dell’attività

Alcune leggi di settore come il Codice del Commercio (Lr 62/2018), quello del Turismo (LR 86/2016) ed altre normative regionali (estetisti, acconciatori, ecc.) prevedono in caso di sospensione delle attività la comunicazione espressa al Suap. Considerata la situazione contingente, legata all’emergenza in atto, e dato che l’obbligo di chiusura è stato imposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm del 11/03/2020), si ritiene non necessaria la trasmissione di questa comunicazione da parte di: esercizi di commercio al dettaglio, esercizi di somministrazione alimenti e bevande, acconciatori, estetisti e altre attività di servizi.

Dalla direzione Sviluppo Economico e turismo, in questi giorni chiusa al pubblico ma contattabile alla mail att.economiche@comune.fi.it, fanno sapere inoltre che per le strutture ricettive, dato che la LR 86/2016 prevede l’obbligo di comunicazione per sospensioni delle attività per periodi superiori a 15 giorni, tale comunicazione potrà essere fatta al Suap tramite PEC (suap@pec.comune.fi.it) senza bisogno di modulo specifico e indicando nell’oggetto della mail ad esempio “Sospensione albergo Xy”. Tale comunicazione non prevede pagamento di diritti di segreteria.

Il Laboratorio Diladdarno, assieme ad altre realtà e singoli cittadini del quartiere di San Frediano (Occupazione di via del Leone e Bianchi di Santo Spirito), sta organizzando un servizio di consegna a domicilio gratuito per le persone più bisognose e a rischio della nostra comunità: "Essendo il nostro un quartiere demograficamente anziano ci rivolgiamo ad essi qualora avessero bisogno di aiuto nel fare la spesa, andare a comprare le medicine, ritirare qualcosa alle poste -spiegano dal Laboratorio Diladdarno- Siamo organizzati per rispettare le norme igieniche e, salvo diversa indicazione, non entreremo a diretto contatto con le persone che necessitano aiuto, ma ci limiteremo a consegnare le cose richieste sul portone di casa, minimizzando così i rischi".

“Sono diversi ormai i volontari – tra cui nostri militanti – che a livello di quartiere (nel Q1 e nel Q5) si stanno organizzando per portare la spesa e le medicine alle persone che, per motivi di salute o di età è bene stiano in casa. Sappiamo di per certo che la grande distribuzione non è abbastanza attrezzata per il food delivery, molte domande sono rimandate infatti a fine marzo, con il rischio che anche le persone più a rischio sono costrette a uscire e fare la spesa. Per questo – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Antonella Bundu, Dmitrij Palagi, Giorgio Ridolfi, Francesco Torrigiani, Vincenzo Pizzolo e Lorenzo Alba di Potere al Popolo – chiediamo che il Comune si attrezzi per dare la possibilità ai volontari di agire in sicurezza, distribuendo ad ogni quartiere mascherine, guanti e un disinfettante spray, attivando un numero verde cittadino per raccogliere le richieste, smistando le domande ai gruppi di volontari e fornendo protocolli di sicurezza. È infatti necessario che la popolazione venga messa in condizione di attivarsi e che si eviti che le persone a rischio siano costrette a uscire di casa. Abbiamo già un modello funzionante in questo senso, ossia quello messo in piedi durante l’alluvione del 1966, in cui parrocchie e case del popolo organizzavano i soccorsi rione per rione, chiedendo e ricevendo dal comune e dallo Stato formazione assistenza e risorse, per poter agire nel rispetto dei protocolli. Chiediamo inoltre che anche i fattorini del food delivery possano ricevere guanti e mascherine. Purtroppo, nonostante si tratti di attività non essenziali, le aziende di fast food più grandi, pur non aperte al pubblico, continuano a consegnare pasti. Noi siamo perché la produzione in questi settori si fermi, evitando rischi per i lavoratori, ai quali va fornito un sostegno al reddito trattandosi di lavoratori parasubordinati. Nel frattempo i riders che viaggiano di casa in casa col rischio di essere contagiati e di essere a loro volta veicolo di contagio, devono poter lavorare in sicurezza. Le aziende – concludono Antonella Bundu, Dmitrij Palagi, Giorgio Ridolfi, Francesco Torrigiani, Vincenzo Pizzolo e Lorenzo Alba – devono fornire loro tutto il necessario, ispettorato e comune dovrebbero controllare dare la possibilità ai riders di procurarsi guanti, mascherine e disinfettante”.

A Firenze Le Cirque Catering, parte con un servizio a domicilio di Delivery (come consentito nel ultimo DM 11/2020), per la consegna a casa o in uffici, di pranzi e cene. Un operatore effettuerà consegne di un ottimo pranzo/cena calda presso il vostro domicilio, in modo sempre sterile e asettico. Ogni giorno, all’ora di pranzo o cena, le persone potranno ordinare il loro pasto allo 055.4222446. Il pasto sarà composto da: un primo ed un secondo con contorno e il pane. Il tutto, rigorosamente confezionato in vaschette termosigillate, che verrà consegnato nel luogo e nei tempi richiesti all’momento dell’ordine.

Sono 36 le attività commerciali sancascianesi, distribuite su tutto il territorio comunale che hanno deciso di aderire al servizio gratuito attivato dal Comune di San Casciano. “La tua spesa a domicilio” è stato messo in piedi per sostenere gli anziani e le persone in difficoltà over 70, limitate negli spostamenti dalle misure del governo necessarie a contrastare l’emergenza epidemiologica del CoronavirusIl progetto, che non ha alcun costo per i cittadini che lo richiedono, propone di dare una mano, facendo recapitare a casa propria la spesa alimentare dai tanti volontari che si sono resi disponibili grazie al supporto delle associazioni locali. Delle 36 attività aderenti 26 sono alimentari/forni/latterie, 3 ortolani e 6 macellerie e sono situate nel capoluogo e in diverse frazioni fra cui San Pancrazio, Ponterotto, Chiesanuova, Montefiridolfi, Bargino, Mercatale, Cerbaia. Per aderire è molto semplice: occorre contattare il negozio aderente entro le ore 12 nei giorni lunedì, giovedì e sabato. La spesa verrà consegnata tra le ore 16 e le ore 19 degli stessi giorni. Il servizio è realizzato in collaborazione con le associazioni Oxfam, Contrade sancascianesi, Consulta dei Giovani, Pro loco di San Casciano, Centro commerciale naturale La dolce gita, Arci, Auser, Anteas, CSC Cerbaia. Per avere la spesa a domicilio è necessario chiamare direttamente i negozi. Per informazioni sul servizio contatta l'educatrice professionale del Comune Laura Dainelli tel. 055 8256314.

Redazione Nove da Firenze