Regionali 2020: in Toscana meno di 3 milioni di cittadini al voto

Voto domiciliare domani 20 settembre e lunedì 21 per chi è in quarantena o in isolamento fiduciario per Covid-19. Sarà raccolto da medici, infermieri e volontari delle unità speciali di continuità assistenziali Uscar. I Dipartimenti di Prevenzione continueranno a rilasciare i certificati sanitari fino a lunedì compreso, pertanto, il servizio sarà garantito fino all'ultimo momento


Seggi costituiti e domani e domani l’altro si vota. Sono poco meno di 3 milioni, per l’esattezza 2.985.115, i toscani che il 20 e 21 settembre saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente della Toscana e i 40 nuovi consiglieri della Regione.

Domenica dalle ore 7,00 alle ore 23,00 e lunedì dalle ore 7,00 alle ore 15,00 si voterà per le elezioni regionali e per il referendum costituzionale. Ricordiamo che è necessario presentarsi al seggio, dove è previsto il rispetto di tutte le normative anti Covid, muniti di un documento d’identità in corso di validità e della tessera elettorale e con l’obbligo di indossare la mascherina. Si precisa che le carte d'identità scadute a partire dal 31 gennaio 2020 restano valide fino al 31 dicembre 2020. Lo scrutinio si svolgerà immediatamente dopo, nel corso del pomeriggio. Nelle sezioni elettorali – 3.936 in tutta la Toscana, tra cui 17 ospedaliere – presidenti, segretari e scrutatori, che sono oltre 23.600, saranno comunque al lavoro fin da sabato, per autenticare le schede e attrezzare i seggi.

Sono gli elettori all’ultima revisione delle liste che c’è stata il 5 settembre, più numerose le donne come sempre (1 milione e 547.077) rispetto agli uomini (1 milione e 438.038). Il numero comprende anche i toscani che vivono all’estero e che sono iscritti all’Aire, i quali, se vorranno votare, dovranno tornare in Toscana. Sono circa 140 mila sparsi nei cinque continenti, cresciuti negli ultimi otto anni come tutti gli italiani all’estero. Per agevolare il loro voto sono previsti rimborsi per il viaggio: fino a 103 euro per chi arriva da un Paese europeo, 206 per chi si muove da un altro continente. Da alcune nazioni, per la pandemia in corso, spostarsi sarà comunque complicato. Cinque anni fa, alle consultazioni regionali toscane del 2015, furono 626 in più gli elettori chiamati alle urne, ma ci andarono effettivamente solo 1.441.504: poco più del 48 per cento, l’affluenza più bassa nei cinquant’anni di storia delle Regione.

In 9 comuni, su 160 chiamati alle urne in tutta Italia, si voterà anche per il rinnovo di sindaci e consigli comunali: ad Arezzo, a Viareggio, Coreglia Alteminelli e Sillano Giuncugnano in provincia di Lucca, a Villafranca Lunigiana (Massa Carrara), a Cascina e Orciano Pisano (Pisa), a Follonica (Grosseto) e ad Uzzano (Pistoia).

Ai seggi occorre presentarsi con un documento di identità e la tessera elettorale. Se smarrita, un duplicato può essere richiesto in Comune. Gli uffici elettorali saranno per questo aperti anche domenica. E’ obbligatorio indossare la mascherina e igienizzarsi le mani prima del voto. Chi è in isolamento a casa per via del Covid-19 ed ha fatto richiesta, sia che si trovi in quarantena sia che si tratti di isolamento fiduciario, potrà votare da casa. Fino a giovedì in 330, su una platea potenziale di circa quattromila elettori, si erano rivolti alle Asl per richiedere il certifico medico.

Alle Regionali 2020 corrono in Toscana sette i candidati alla carica di governatore, sostenuti da quindici liste: due non si presentano però in tutte e tredici le circoscrizioni in cui è suddivisa la Toscana. Se nessuno raggiungerà almeno il 40 per cento dei voti si andrà tra due settimane al ballottaggio: un’eventualità che nessuna delle legge elettorali delle altre regioni contempla. Dal 1970 ad oggi è l’undicesima volta che i toscani sono chiamati ad eleggere i loro rappresentanti in Consiglio regionale. Dal 2005 eleggono direttamente anche il presidente della giunta. Di presidenti ce ne sono stati finora sette. Riguardo alle province con più votanti, in testa quella fiorentina (775.840 cittadini a quindici giorni dal voto), con Firenze è anche il Comune con il maggior numero di iscritti nelle liste elettorali (286.633).

Sul podio, uniche altre città con più di 100.000 elettori, ci sono anche Livorno (136.899) e Prato (133.899). Tra le province invece, dopo la città metropolitana fiorentina, il primato per numero di elettori va a Lucca (344.537), seguita da Pisa (335.637), Livorno (280.479), Arezzo (270.581) e Pistoia (237.945). Le province con meno elettori sono Siena (208.547), Prato (182.755), Grosseto (177.332) e Massa-Carrara (171.462). Tra i 273 comuni toscani – sei in meno rispetto a cinque anni fa, per le fusioni che ci sono state – il primato dei meno popolati e con meno elettori va a Sassetta in provincia di Livorno (370 elettori), che scavalca rispetto a cinque anni fa Capraia Isola (388 iscritti), sempre nel livornese. Terzultimo è Montemignaio (489) in provincia di Arezzo. Tutti comuni con una sola sezione elettorale, come Orciano Pisano, Fosciandora, Ortigiano Raggiolo, Chitignano, Careggine, Guardastallo e Casale Marittimo

Le Asl continueranno a rilasciare i certificati medici per la richiesta del voto a domicilio anche nei prossimi giorni, on line così come è stato fino ad oggi; e i sindaci, a cui va inoltrata la domanda, si sono detti disponibili ad accogliere le richieste. Lo faranno fino a quando le esigenze organizzative, in questo caso più complesse del solito, lo permetteranno: in ogni caso superando la ‘dead line’ del 15 settembre, ovvero il quinto giorno prima delle elezioni, che era il termine ultimo indicato in via ordinaria dalla norma nazionale per votare da casa. Stavolta però i potenziali elettori a domicilio sono molti di più. Il caso riguarda tutte le persone che si trovano in quarantena o isolamento fiduciario per Covid-19, perché positive e dunque contagiose. perché entrate in contatto con persone malate e dunque in sorveglianza attiva oppure tornate dall’estero e in attesa dell’esito del tampone. Ci può esser chi si è trovato in queste condizioni dopo il 15 settembre (e non poteva dunque far richiesta prima) o che ancora non lo è ma lo sarà da qui a domenica. Nella straordinarietà della situazione Regione ed Anci, l’associazione dei Comuni, ritengono che il termine per inoltrare la richiesta di voto a domicilio possa dunque essere derogato, in modo da non ledere il diritto costituzionale al voto. La Prefettura di Firenze, per conto di tutte le prefetture toscane, ha posto nei giorni scorsi un quesito al Ministero dell’interno. Potenzialmente sarebbero almeno 4.000 i toscani, isolati o in quarantena, chiamati alle urne il 20 e 21 settembre per eleggere il nuovo presidente e consiglio della Regione e che non vi potranno andare. Dai quasi settemila oggi costretti in casa o in alberghi sanitari vanno tolti infatti i minori, gli stranieri che non possono votare e chi, rientrato dall’estero e in attesa del tampone, ragionevolmente potrebbe uscire dalla sorveglianza attiva nei prossimi due giorni. Fino a giovedì 17 in 330 avevano già richiesto alle Asl il certificato medico. Una volta acquisito la richiesta di voto va inoltrata al sindaco del comune di residenza, che poi la gira al sindaco del comune sede della sezione ospedaliera più prossima. Per raccogliere il voto a domicilio la Regione ha scelto di utilizzare medici, infermieri e volontari delle speciali unità di continuità assistenziali Uscar, che liberamente si sono resi disponibili: persone dunque professionalmente preparate a rapportarsi con malati Covid riducendo al minimo i rischi di contagio. Altre Regioni hanno fatto ricorso al personale della Protezione civile. Grazie queste persone sono stati costituiti così sessantanove seggi speciali ‘volanti’. Sarà loro cura raccogliere il voto a casa e consegnare poi le schede, riunite in una busta apposita, al presidente della sezione elettorale a cui saranno accorpati, per essere immesse nell’urna destinata. Il voto a domicilio, poiché le sezioni speciali faranno capo a quelle ospedaliere (diciassette in altrettanti Comuni in tutta la Toscana), potrà essere garantito per le Regionali e il referendum ma non per tutti i Comuni al voto, se non sede di ospedale. Lo prevede la normativa nazionale. Nel caso delle Regionali inoltre la circoscrizione di riferimento (e dunque la scheda e i candidati consiglieri che si potranno votare) sarà sempre quella del territorio in cui ricade l’ospedale. Dopo ogni votazione domiciliare visiere ed occhiali indossati dal personale di seggio dovranno essere sanificati e i dispositivi monouso gettati: lo stesso per le mascherine (quelle FFP2) dopo sei ore. All’elettore, se sprovvisto, sarà fornita mascherina chirurgica. Le matite vanno cambiate od adeguatamente disinfettate dopo ogni utilizzo.

Redazione Nove da Firenze