Rubrica — Agroalimentare

Presentato il periodico storico ‘Coltivare insieme’

Il presidente del Consiglio Giani: “Pubblicazione per di chi crede nel rapporto sinergico tra ambiente, cultura e toscanità”


Firenze– Nata 28 anni fa da una “grande intuizione” di un gruppo di giovani che volevano parlare agli appassionati di agricoltura e non solo, la rivista ‘Coltivare insieme’ della cooperativa di Legnaia è stata presentata questa mattina, mercoledì 2 maggio, in palazzo del Pegaso a Firenze. Una pubblicazione con un “significato importante” che guarda e parla agli “appassionati del settore” ma anche a chi “crede nel rapporto sinergico tra ambiente, cultura e toscanità” ha detto il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani.

Diretta espressione di una cooperativa nata oltre 100 anni fa (era il 1903 quando tredici agricoltori si misero insieme costruendo una realtà radicata che oggi conta circa 600 soci) quella di Legnaia è “ormai patrimonio e punto di riferimento nel campo dell’agricoltura e di tutto ciò che ad esso appartiene”. Sorta in quello che era il “luogo dell’orticoltura”, oggi dà lavoro a centinaia di persone. “Rilanciare la sua pubblicazione darà prestigio ad un’attività di assoluta qualità” ha rilevato il presidente.

La linea editoriale della rivista, che oggi ha una tiratura di circa 3 mila copie (in passato se ne sono state stampate fino a 40 mila), reperibile anche sul sito della cooperativa e nei punti vendita, è stata tracciata dal direttore responsabile Simone Tofani, uno dei giovani del gruppo che nel 1990 pensarono di scrivere di “agricoltura, giardinaggio, ambiente e vita sociale”. “Allora stampavamo in bianco e nero ma l’idea di un approccio consapevole per offrire uno stimolo ad appassionati e professionisti non è mai cambiata”. Anzi, in tutti questi anni la rivista “ha parlato anche di socialità e di come fare agricoltura in altri paesi” ha spiegato Tofani.

Quello agricolo è un settore in cui la Toscana, purtroppo, “non sta benissimo”, ha detto il direttore generale della Cooperativa Carlo Odoardo Pinferi. “Siamo ai margini e il nostro intento è quello di preservare il territorio e sviluppare buone tecniche di manutenzione”. “Cerchiamo di impostare nuove iniziative e ai soci offriamo supporto tecnico, amministrativo e commerciale”. “Il nostro compito – ha detto ancora – è quello di evitare intermediazioni tra la produzione e il consumatore in modo che gli agricoltori possano trarre il massimo riscontro dalla vendita dei prodotti”.

Redazione Nove da Firenze