Rubrica — Editoria Toscana

Prato: ancora senza risposta la schedatura dei giornalisti

Ordine Odg Toscana: “Incomprensibile e inaccettabile decisione delle autorità. Si guarda dalla parte sbagliata”. Enrico Rossi: "Si faccia chiarezza in Parlamento". Sangermano (lista "Nardella Sindaco"): "Ruolo cronisti insostituibile, non avversario da combattere". On. Giorgio Silli: "Propongo un encomio per Questore e Prefetto di Prato"


FIRENZE- L’Ordine dei giornalisti della Toscana esprime allarme e stupore per una decisione che rischia di mettere in discussione il diritto degli organi di informazione di poter seguire un fatto di cronaca rilevante.

Sulla schedatura dei giornalisti avvenuta lo scorso sabato ad opera della Questura di Prato in occasione della celebrazione dei Fasci di combattimento organizzata da Forza Nuova, interviene anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, presente alla manifestazione antifascista. "È necessario che quanto subìto dai cronisti a Prato sia quanto prima affrontato dal Parlamento affinché mai più nessun giornalista sia schedato in occasione dello svolgimento della professione, nel pieno rispetto dell'articolo 21 della Costituzione, nata dalla Resistenza al fascismo, che indica chiaramente come ‘la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure'", ha detto Rossi. "Auspico che dalle risposte che il ministro degli interni darà ai parlamentari venga fuori che si è trattato di un eccesso di zelo di qualche funzionario". Il presidente ha infine annunciato che la Regione Toscana porterà all'ordine del giorno la questione anche in tutti i tavoli della sicurezza che prossimamente saranno convocati dai prefetti nelle città capoluogo: "La democrazia va difesa in ogni luogo e in ogni momento. L'Italia del 2019 non può consentire pratiche che l'hanno caratterizzata nei periodi più bui della sua esistenza".

"Per anni, nella mia attività da giornalista, ho raccontato episodi di cronaca e manifestazioni di piazza, anche ricche di tensione, ma mai nessuno si è sognato di schedare me o i miei colleghi impegnati a fare il nostro lavoro -interviene anche Sangermano (lista "Nardella Sindaco")- Quello che è accaduto a Prato non può e non deve passare sotto silenzio e non può e non deve accadere in un Paese dove la libertà di stampa è tutelata dalla Costituzione. Troppo spesso, negli ultimi tempi, si è guardato a cronisti e a giornalisti come un avversario da combattere dimenticandosi invece del lavoro insostituibile che svolgono al servizio della collettività sia come veicolo di informazione sia come strumento d'inchiesta. Sono e sarò sempre orgoglioso della tessera che porto in tasca dal 2004 e oggi più di sempre esprimo vicinanza, solidarietà e stima all'Assostampa e a tutti i colleghi dei quali conosco personalmente la professionalità e la dedizione al lavoro che nessuna schedatura potrà mai mettere in discussione".

Eppure c'è anche chi propone un encomio per il Questore e per il Prefetto di Prato. Il deputato pratese Giorgio Silli, responsabile nazionale ‘Immigrazione’ di Forza Italia, chiede ufficialmente al ministero dell’Interno che le forze dell’ordine della sua città siano premiate per quanto accaduto in occasione delle due manifestazioni dello scorso 23 marzo, quando “hanno dato prova di svolgere il proprio lavoro in maniera ineccepibile assicurando un’adeguata sicurezza per i cittadini nonostante i numeri importanti di manifestanti nelle piazze e l’alta tensione sviluppatasi nelle giornate precedenti a causa del dibattito politico”. Il deputato ha scritto una lettera al ministro dell’Interno e al sottosegretario all’Interno Nicola Molteni nella quale si chiarisce come “con la decisione assunta dal comitato provinciale di pubblica sicurezza sia stata “applicata la legge e garantito il rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione di manifestare ed esprimere la propria opinione”.

Redazione Nove da Firenze