Podere Rota, Capecchi-Veneri (Fdi): “Non si può essere green solo a parole”

Chiassai: “Perché de Robertis e Ceccarelli non prendono posizione?” Monni: “Parole gravi e inqualificabili, la Regione assicura coinvolgimento dei cittadini”. Con una mozione Fratelli d’Italia porta in consiglio regionale la vicenda della discarica


Firenze 06/02/2021 – Fratelli d’Italia porta in Consiglio regionale la vicenda della discarica di Podere Rota con una mozione a firma dei consiglieri Alessandro Capecchi, vicepresidente Commissione Ambiente, Gabriele Veneri, Consigliere regionale di Arezzo, e Francesco Torselli, capogruppo. Nell’atto si chiede che venga avviato il provvedimento di chiusura della discarica, rigettando quindi l’istanza di ampliamento presentata da C.S.A Impianti, esattamente come da impegni presi dalla Regione con il territorio del Valdarno e dell'Assemblea dei Sindaci dell’Ato Toscana Sud. In questo ambito, era stata, infatti, decisa la chiusura della discarica di Podere Rota fino all’esaurimento naturale dei volumi previsti per il 31 dicembre 2021.

Non si può pensare di continuare imperterriti a sotterrare rifiuti in discariche sparse in tutto il territorio regionale. Il sistema sta saltando e non è possibile nascondere problemi e rifiuti sotto terra –commenta il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Ambiente, Alessandro Capecchi-. La Regione Toscana deve decidere che direzione vuole prendere, occorre dunque al più presto un nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti in cui si delinei, una volta per tutte, la propria volontà in materia di smaltimento”.

Il Pd vince le elezioni regionali con Firenze che manda l’immondizia ad Arezzo. Le province devono essere autosufficienti in termini di smaltimento rifiuti. E’ facile essere “green” in campagna elettorale, “green” però non significa alimentare le discariche ma investire in tecnologia, significa trasformare l’immondizia in risorsa -dichiara il Consigliere regionale Gabriele Veneri (Fdi)- Podere Rota doveva chiudere nel 2021 e invece vorrebbero rimandare la chiusura al 2023, ma proponendo un investimento da 24 milioni di euro? La Provincia di Arezzo è stata fin troppo generosa con Firenze”.
Perché la presidente della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale, Lucia De Robertis, ed il capogruppo Pd in Regione, Vincenzo Ceccarelli, espressione della provincia di Arezzo, rimangono in silenzio? Perché non prendono posizione e difendono il territorio che rappresentano e che li ha eletti? Non sono interessati alla salute dei cittadini e al nostro ambiente o ci sono altri motivi? -afferma Silvia Chiassai Martini, Presidente della Provincia di Arezzo e Sindaco di Montevarchi- La provincia di Arezzo si è adeguata al piano regionale dei rifiuti trovando una soluzione alternativa per rendersi autosufficiente e per giungere, dopo 30 anni, alla chiusura definitiva della discarica di Podere Rota. Mentre Firenze continua a sfruttare il Valdarno, da decenni per smaltire i due terzi dei rifiuti che produce. Non abbiamo più intenzione di essere la pattumiera del fiorentino. Mi aspetto che la Regione pretenda che anche Firenze si adegui alle loro direttive, che la Regione si esprima chiaramente a difesa dei legittimi interessi dei cittadini e della volontà espressa dai loro sindaci, invece di agevolare gli interessi di un gestore che sfrutta da decenni il nostro territorio”.

“Sono gravi e inqualificabili le parole pronunciate dalla presidente della Provincia di Arezzo e mi impongono di intervenire a tutela dell’operato della Regione Toscana. Le sue affermazioni testimoniano una scarsa conoscenza della materia e confondono la giusta esigenza di ascolto dei sindaci, che troveranno sempre la massima disponibilità e apertura, con un superficiale tentativo di strumentalizzazione e propaganda a cui non intendo offrire ospitalità”. L’assessora all’ambiente, Monia Monni, replica così alle dichiarazioni della sindaca di Montevarchi e presidente della Provincia di Arezzo, Silvia Chiassai, sul futuro della discarica di Podere Rota.

“La Regione Toscana – puntualizza Monni - non ha aperto alcun ‘percorso molto agevole e molto rapido’ rispetto all’istanza di ampliamento relativa a Podere Rota ed affermarlo, come fa Chiassai, è un fatto grave e lesivo dell’operato degli uffici regionali. La presidente dovrebbe sapere che si tratta di un’istanza di ampliamento per accogliere rifiuti speciali, che non rientrano nelle competenze di pianificazione regionale e che quindi la Regione può solo sottoporre il progetto ad un’attenta valutazione tecnica che ne verifichi ogni aspetto ai fini del possibile rilascio dell’autorizzazione. Non si tratta di scelte discrezionali – prosegue -, ma di precise procedure disciplinate da norme nazionali e regionali. Un percorso che, peraltro, è stato puntualmente illustrato anche alla presidente della Provincia di Arezzo durante la riunione di inizio dicembre tenuta con i sindaci e l’autorità di ambito: lo stesso incontro in cui ho assunto l’impegno di attivare l’inchiesta pubblica su richiesta della sindaca del Comune di San Giovanni Valdarno, Valentina Vadi”.

“Quanto ai pareri di Arpat e USL – dice ancora l’assessora - è evidente che saranno tenuti assolutamente in considerazione nell’ambito del procedimento. Su questo voglio aggiungere che la mia determinazione sarà massima: se sarà rilevato un inquinamento nell’area, saremo inflessibili. Il comportamento della Regione è chiaro e trasparente e ha assoluto rispetto dei sindaci e delle loro esigenze. A questo proposito voglio ricordare alla presidente che è stata la Regione, autonomamente, a ricomprendere tra i Comuni potenzialmente interessati dagli impatti anche quello di Montevarchi, di cui lei è sindaca”.

“Quanto, infine, alle insinuazioni secondo cui gli interessi economici verrebbero prima di quelli dei territori, sarebbe bene che la presidente Chiassai spiegasse e dimostrasse, fatti alla mano, a quali interessi si riferisce per non scadere in una propaganda di basso livello tipica di alcune campagne elettorali. Ci tengo a precisare un ultimo fatto: ci sono almeno due modi di manifestare il proprio dissenso, uno è quello della sindaca Vadi che, leggi alla mano, chiede di esercitare il proprio diritto ad essere ascoltati attraverso l’inchiesta pubblica; l’altro è un modo, invece, becero, che inventa bufale e avvelena i pozzi a scapito di un necessario e produttivo confronto. Lascio alla presidente Chiassai – conclude Monni - le sue dichiarazioni senza logica e continuo a lavorare con serietà, trasparenza e correttezza per assicurare la massima partecipazione possibile dei territori”.

Redazione Nove da Firenze