Pistoia, una carta di identità dei bambini basata sul dna dei batteri

Un obiettivo importante lanciato da Rino Agostiniani, direttore dell'Area di Pediatria e Neonatologia dell'Azienda Usl Toscana Centro. Il microbiota è l'insieme di tutti i batteri che vivono nel nostro corpo, Il microbioma è il Dna di tutti questi batteri. Ogni essere umano ha quasi 2 kg di batteri addosso


(DIRE) - "Esamineremo alla nascita 1.000 neonati l'anno per 3 anni e prevediamo di fare follow-up tra i primi 2-3 mesi di vita, per poi rivederli a distanza di 3 anni con i loro pediatri curanti. Questo ci permetterà di avere un resoconto sul percorso dei bambini in termini di salute e malattia. Vogliamo costruire una banca dati, una carta di identità dei bambini di Pistoia basata sul microbioma". Un obiettivo importante quello lanciato da Rino Agostiniani, direttore dell'Area di Pediatria e Neonatologia dell'Azienda Usl Toscana Centro, nell'ambito del progetto 'Pistoia si Rinnova' che parte all'ospedale San Jacopo ed e' promosso e finanziato dalla Fondazione Caript. "Raccoglieremo al momento della dimissione dei neonati un campione di feci che sara' esaminato in collaborazione con l'Università degli studi di Firenze (dipartimento di Medicina sperimentale e clinica). È un lavoro- precisa Agostiniani alla Dire- che permetterà di promuovere uno studio delle caratteristiche del microbiota". 

Dal momento poi che i due grandi determinanti alla nascita sono la modalità del parto e il tipo di allattamento, a tutte le mamme verrà somministrato un questionario, con il loro consenso, per indagare alcune variabili, tra cui l'indice di massa corporea. In verità, sotto la lente di ingrandimento saranno messi sia gli stili di vita che le abitudini. La madre ha fumato o assunto farmaci? Ma non solo, verrà anche chiesta la zona di residenza.

"In alcune aree è emersa un'incidenza maggiore di patologie tumorali", sottolinea il medico. Negli ultimi 10-15 anni "un enorme numero studi evidenzia l'importanza del microbiota, in particolare a livello intestinale, sulle situazioni di benessere e di malattia che riguardano tutto il percorso di vita dell'essere umano. La strutturazione del microbiota, per, avviene nelle primissime ore/giorni di vita, quindi indagare come venga influenzato dalle abitudini materne diventa centrale". 

Il microbiota è l'insieme di tutti i batteri che vivono nel nostro corpo - intestino, polmoni, cute, vagina - e c'è una differenza importante alla nascita nel microbiota tra chi nasce da un parto cesareo e chi viene alla luce da un parto vaginale. "Questo perché se la prima colonizzazione avviene attraverso il livello vaginale- spiega il medico- sarà diversa da quella di chi nasce da un taglio cesareo".

Il microbioma è, invece, il Dna di tutti questi batteri, mentre l'olobioma è dato dall'insieme del Dna dell'ospite e dell'umano. "Se questi due sistemi sono in sintonia- continua Agostiniani- avremo una situazione di simbiosi e di collaborazione, se non sarà così' si parla di una disbiosi che modifica tante situazioni nella produzione dei metaboliti determinanti anche molti aspetti neurologici. Il microbioma lo costruiamo alla nascita- chiarisce il vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip)- e lo ereditiamo dalla nostra mamma al momento del parto e nell'allattamento, poi lo costruiamo con una dieta che necessita di oligosaccaridi non digeribili presenti solo nella frutta e nella verdura".

L'alterazione del microbiota si collega con alcune malattie, ad esempio "la dermatite atopica o patologie infiammatorie intestinali croniche-aggiunge il direttore- ma in generale incide sul famoso asse intestino-cervello e apre un mondo nuovo sulla conoscenza di tante patologie neurologiche: dal controllo dello stato dell'umore o del benessere da parte del microbiota, fino a sindromi importanti come l'autismo".

Il neonatologo ci ricorda che nel nostro intestino "abitano 100 milioni di neuroni e questo sistema nervoso stringe un rapporto intenso con i metaboliti prodotti dai trilioni di batteri anch'essi presenti nell'intestino. Basti pensare che il numero di batteri in un corpo umano e' 10 volte più alto al numero delle nostre cellule- evidenzia Agostiniani- ognuno di noi ha quasi 2 kg di batteri addosso, e meno male che ci sono. Sappiamo che il nostro patrimonio genetico è di 23 mila geni, come nel topo, ed è il doppio di quello di un verme. Ci devono essere altri elementi che governano la nostra variabilità di esseri umani: il Dna di tutti i batteri dentro di noi è pari a 1 milione di geni e si definisce come olobioma- conclude il vicepresidente della Sip- ovvero l'insieme del Dna dei germi più quello dell'umano, che uniti giocano un ruolo importante nel definire o meno lo stato di salute dell'individuo".

Redazione Nove da Firenze