Firenze, 2 febbraio - Il Comune di Niscemi ha attivato un conto corrente per donazioni volontarie per l'emergenza frana. Ma anche molte zone di Firenze a rischio idraulico, come attestano le carte dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale. In alcuni punti incombe una pericolosità classificata come ‘alta’. Per esempio, là dove il Mugnone incontra il fascio di binari che escono ed entrano nella stazione di Santa Maria Novella.
"I drammatici fatti di Niscemi, in Sicilia, richiamano tutte le Regioni a vigilare. Sono quasi 40 mila in Toscana le zone a pericolosità molto elevata da dissesto idrogeologico e frane, chiamate anche aree rosse, e oltre 108 mila quelle a pericolosità elevata per una superficie, rispettivamente, del 5% e 16% della regione. Chiediamo al Presidente della Regione, Eugenio Gianni, che ha le deleghe alla protezione civile e alla difesa del suolo, di venire in aula a riferire sul monitoraggio delle zone a rischio, sugli interventi di messa in sicurezza fatti e di quelli da fare". Ad avanzare la richiesta, il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella.
“È necessario - sottolinea Stella - sorvegliare con attenzione terreni sabbiosi e argillosi anche in Toscana. Il Piano di assetto idrogeologico, adottato da marzo 2024 dall'Autorità di bacino del distretto dell'Appennino Settentrionale, conta 39.852 aree P4 e 108.927 P3, a pericolosità molto elevata (interessate da dissesti attivi) o elevata (potenzialmente instabili). In sostanza, il 70% della regione è soggetto e perimetrato a rischio frana in particolare zone collinari e montane, il resto del fondo valle è invece esposto a rischi alluvionali. Bisogna intensificare i monitoraggi non solo dei terreni, ma anche delle abitazioni costruite in passato in luoghi a rischio, in modo da prevenire eventuali disastri".