Domani, martedì 3 febbraio, allerta meteo di ‘codice giallo’ per rischio idrogeologico e idraulico su tutta la Toscana settentrionale. A diffonderla la Sala operativa unificata della protezione civile regionale, che ha inviato un avviso di criticità valido per tutta la giornata.
In particolare saranno interessati da rischio idrogeologico e idraulico del reticolo minore il Valdarno inferiore, la costa a nord della foce dell’Arno, la Lunigiana, la Garfagnana, la Versilia, l’area lucchese, la Valle del Serchio e quella del Reno, mentre nelle valli del Bisenzio e dell’Ombrone pistoiese l’attenzione è focalizzata soprattutto sul rischio idraulico del reticolo principale.
Dalla sera di oggi, lunedì 2 febbraio, sono attese precipitazioni sulle zone di nord ovest, che nel corso della notte si estenderanno prima verso le zone settentrionali e, successivamente, al resto della regione. L’intensità maggiore è attesa in Lunigiana, Garfagnana, Valle del Serchio e Valle del Reno. Previsti anche occasionali temporali e vento, con raffiche di Scirocco che nell’Arcipelago e sottovento all'Appennino potranno arrivare a 60-80 km/h. Mare molto mosso.
Ulteriori dettagli e consigli sui comportamenti da adottare, a seconda del rischio, si trovano all'interno della sezione Allerta meteo del sito della Regione Toscana, accessibile all'indirizzo http://www.regione.toscana.it/allertameteo.
"I drammatici fatti di Niscemi, in Sicilia, richiamano tutte le Regioni a vigilare. Sono quasi 40mila in Toscana le zone a pericolosità molto elevata da dissesto idrogeologico e frane, chiamate anche aree rosse, e oltre 108mila quelle a pericolosità elevata per una superficie, rispettivamente, del 5% e 16% della regione. Chiediamo al Presidente della Regione, Eugenio Gianni, che ha le deleghe alla protezione civile e alla difesa del suolo, di venire in aula a riferire sul monitoraggio delle zone a rischio, sugli interventi di messa in sicurezza fatti e di quelli da fare". Ad avanzare la richiesta, il capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella.
“È necessario - sottolinea Stella - sorvegliare con attenzione terreni sabbiosi e argillosi anche in Toscana. Il Piano di assetto idrogeologico (Pai), adottato da marzo 2024 dall'Autorità di bacino del distretto dell'Appennino Settentrionale, conta 39.852 aree P4 e 108.927 P3, a pericolosità molto elevata (interessate da dissesti attivi) o elevata (potenzialmente instabili). In sostanza, il 70% della regione è soggetto e perimetrato a rischio frana in particolare zone collinari e montane, il resto del fondo valle è invece esposto a rischi alluvionali. Bisogna intensificare i monitoraggi non solo dei terreni, ma anche delle abitazioni costruite in passato in luoghi a rischio, in modo da prevenire eventuali disastri".