Peretola: la tenuta della giunta Giani sulla pista dell'aeroporto

La maggioranza "spaccata" in aula, in attesa della decisione del TAR del 22 ottobre e della Conferenza dei Servizi

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
06 Ottobre 2026 23:50
Peretola: la tenuta della giunta Giani sulla pista dell'aeroporto

Come fa una giunta regionale a proclamarsi "coesa" quando i suoi stessi assessori votano contro l'infrastruttura simbolo del territorio? È il paradosso politico esploso oggi nel Consiglio Regionale della Toscana, innescato da un'interrogazione formale di Forza Italia (primo firmatario Marco Stella, insieme a Jacopo Ferri). Da una parte c'è Eugenio Giani, convinto della tenuta del suo esecutivo; dall'altra un'opposizione sul piede di guerra, pronta a denunciare la paralisi della maggioranza. Al centro della bufera c'è il futuro dell'aeroporto di Firenze-Peretola, tra voti contrari in Giunta, stallo legislativo e un'alleanza di centro-sinistra sempre più spaccata. 

Nel botta e risposta in aula, Eugenio Giani ridimensiona l'impatto dello scontro partendo dal vocabolario. Non parla di un banale "ampliamento" di Peretola, bensì di una "riorganizzazione funzionale" dello scalo. Ma oltre alla semantica, Giani rivendica una trincea politica difesa per decenni. Fin dal suo esordio politico nel 1990, la sua visione sull'aeroporto non ha subito oscillazioni, a testimonianza di una convinzione granitica che dura da quattro decenni: "Mi sono presentato con un volantino che recitava ‘Un aeroporto per Firenze’ e in 40 anni non ho cambiato idea."

Forza Italia punta il dito contro il tallone d'Achille della giunta di centro-sinistra. Nella loro interrogazione, Marco Stella e Jacopo Ferri mettono a nudo le contraddizioni interne all'esecutivo: due assessori hanno votato contro lo scalo in Giunta, un altro del PD ha votato a favore bollando il sì come mero "atto dovuto", e perfino sull'ossicombustore di Peccioli è arrivato un voto contrario.

Il nodo è squisitamente politico: l'alleanza strategica che ha imbarcato il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) paralizza la macchina regionale. Temendo di essere bocciata, la Giunta frena sui provvedimenti e il Consiglio smette di legiferare. Senza una maggioranza solida, atti fondamentali come il piano dei rifiuti, il piano faunistico e soprattutto la variante al PIT (Piano di Indirizzo Territoriale) restano bloccati nel terrore dei voti contrari di M5S, Avs e frange dem.

Stella e Ferri incalzano la giunta senza mezzi termini: "Non è serio presentarsi come coalizione con un determinato programma, e poi non avere i numeri per approvare i punti centrali di quel programma."

L'aut-aut dell'opposizione è drastico: o Giani estromette M5S e Avs dalla coalizione, oppure gli assessori dissenzienti rassegnino le dimissioni per dignità.

Di fronte all'attacco, Eugenio Giani erige un muro difensivo e rivendica la stabilità della propria squadra: si dichiara orgoglioso di una maggioranza che "da un anno ormai, sostiene la politica della Giunta e realizza i punti programmatici", rispedendo al mittente le accuse di sgretolamento. Per Giani, le divergenze su Peretola non rappresentano una crisi di governo, ma rientrano in un dibattito politico e culturale di lungo corso, iniziato nel 1986 con la ripresa dei voli. La pluralità di posizioni non è un segnale di debolezza, bensì un valore. Secondo questa analisi, sensibilità diverse possono coesistere serenamente all'interno dell'esecutivo senza compromettere la compattezza politica dell'indirizzo regionale.

La partita per lo scalo fiorentino entra ora in una fase tecnica e giudiziaria determinante. Il percorso prevede l'avvio imminente della Conferenza dei servizi, ma il vero giorno della verità è già fissato sul calendario.

Tutti i riflettori sono puntati sul 22 ottobre, data in cui è attesa la sentenza del TAR. La decisione dei giudici amministrativi potrà tracciare una strada percorribile fornendo prescrizioni gestibili oppure decretare uno stop definitivo al progetto. Forza Italia evidenzia inoltre un elemento cruciale: il TAR terrà conto del voto del Consiglio Regionale sulla mozione presentata dall'opposizione, trasformando il dibattito in aula in un passaggio decisivo anche sul piano legale.

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