Patrimonio in rovina: un Castello da salvare

Il recupero di Castiglioni finisce a Montecitorio, citato in aula l'articolo di Nove da Firenze


Una interrogazione a risposta scritta presentata dall'onorevole ed avvocato  Alfonso Bonafede riaccende i riflettori sul fortino dell'alto Medioevo, poi villa Rinascimentale di Cercina oggi in stato di degrado.
A lanciare l'allarme sullo stato di conservazione del maniero sono stati i ragazzi dell'Isis Leonardo Da Vinci di Firenze, gli allievi del professor Girolamo Dell'Olio per il corso di Fotogiornalismo hanno prodotto un video che ha avuto risalto nazionale grazie al patrocinio di Italia Nostra.

Durante un incontro pubblico tenutosi alle Giubbe Rosse, locale storico fiorentino, nella primavera del 2016 il proprietario del bene ha incontrato gli studenti dichiarando apertamente la propria impotenza davanti alla vicenda burocratica che ha visto coinvolti un immobiliarista lungimirante ed una amministrazione con le mani legate dalla normativa.
Da una parte le proposte di recupero storico culturale e sociale delle nuove generazioni destinate a scontrarsi con la mancanza di fondi, dall'altra una decadenza strutturale inarrestabile che sembra non essere stata in grado di agire nel solco della prevenzione.

Il pentastellato Bonafede interroga il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, ed il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca per conoscere eventuali sviluppi della vicenda.

"Il Castello di Castiglioni - spiega Alfonso Bonafede ai ministri competenti - fortino longobardo dell'Alto Medioevo, trasformato in villa rinascimentale dalla famiglia Catellini, citata da Dante tra le illustri casate della Fiorenza Antica, è situato a Cercina, frazione del comune di Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze, dominando la pieve romanica che prende nome dalla stessa località;
l'edificio si presenta composto da più parti edificate in periodi diversi; l'ala sud-occidentale sembra essere di più antica origine.
L'attuale aspetto si deve a trasformazioni subite probabilmente nel XV-XVI secolo: di questo riordino ed ampliamento sono visibili sulla facciata sud i due portoni di accesso incorniciati con blocchi bugnati di pietra (uno dei quali tamponato) e le ampie finestrate uguali a quelle del lato est nel cortile interno; alcuni lavori di trasformazione interna sono stati eseguiti nel XX secolo, come mostrano i resti di solai laterocementizi semicrollati, alcuni mirati alla suddivisione dell'edificio in unità abitative con il tamponamento di porte interne;
oggi, la struttura, vero e proprio gioiello medievale, è in una situazione drammatica, a tal punto da essere a rischio di crolli; il complesso del castello, bene comune artistico in rovina, è caratterizzato da stanze affrescate invase da mucchi di calcinacci del tetto sfondato e da finestre murate da muschio, edificio diventato un vero e proprio rudere abbandonato a se stesso, pericolante e con arredi razziati; l'edificio, a lungo abbandonato, ha subito diffusi crolli di solai e coperture oltre ai danni causati da vandali e saccheggiatori che lo hanno spogliato di quasi tutto ciò che era possibile asportare;  il bene è stato, altresì, come da notizie di stampa (http://www.nove.firenze.it), oggetto di un braccio di ferro da parte del proprietario dell'immobile ed il comune di Sesto Fiorentino «... Nel 2013 mio padre è deceduto ed io sono diventato Amministratore della sua Società immobiliare. È stato lui ad acquistare il Castello 30 anni fa e da allora c’è stato un braccio di ferro con il Comune di Sesto Fiorentino affinché potesse prendere vita il suo progetto residenziale. Lui era un immobiliarista, intendeva quindi trarne profitto. Oggi la manutenzione del bene si presenta molto costosa ed il mio problema è: cosa ne faccio ?...»".

Prosegue l'on Bonafede "Gli studenti Fotografi dell'ISIS «Leonardo da Vinci» di Firenze, lo scorso anno hanno partecipato a un concorso indetto dall'associazione «Italia Nostra», denominato «Le pietre e i cittadini», che proponeva come scopo l'adozione di un bene storico-architettonico, decidendo di adottare il Castello di Castiglioni e realizzando un video. Gli stessi proponevano, tra le altre cose, anche una serie di soluzioni tra cui la difesa idrogeologica del territorio e dell'ambiente ed il recupero dell'edificio; lo stesso video è stato inviato al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza della situazione descritta in premessa e quali iniziative di competenza intendano adottare al fine di recuperare l'edificio sopra descritto".

Redazione Nove da Firenze