Ospedali: la Toscana ha la media dell'8

Per l'umanizzazione delle cure nell'indagine Agenas. Ictus: 220 cittadini hanno aderito alle giornate della prevenzione nella Neurologia pistoiese


FIRENZE - Ospedali toscani promossi a pieni voti quanto a umanizzazione delle cure da un'indagine Agenas relativa al 2017. L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha realizzato l'indagine con commissioni "miste" (associazioni di volontariato e tutela assieme a operatori aziendali). Il punteggio complessivo ottenuto dai 23 ospedali toscani che hanno preso parte alla ricerca è stato di 8,3 (su 10). Questi i voti ottenuti dagli ospedali toscani per ogni singola voce:

  1. "Processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto ed alla specificità della persona": 8,3 (dato medio regionale).
  2. "Accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura": 8,6.
  3. "Accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza": 7,8.
  4. "Cura della relazione con il paziente/cittadino": 8,5.

Molto buoni anche, in generale, i risultati ottenuti nell'area specifica (era un modulo a parte) sulla sicurezza delle cure e del paziente: 9,5.

"Fa molto piacere sapere che, oltre che per la qualità delle cure, come hanno già attestato altre classifiche nazionali, la Toscana si colloca ai primi posti anche per l'umanizzazione delle cure negli ospedali - è il commento dell'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi - Sappiamo bene che il rapporto umano è parte integrante della cura, e che se a professionalità e alto livello tecnologico si affiancano anche dedizione, empatia, calore umano, i pazienti stanno meglio e guariscono prima. Anche per questo, un grazie a tutti gli operatori dei nostri ospedali".

Fin dalla sua sperimentazione, nel 2012, la Toscana ha aderito al Progetto nazionale di ricerca del Ministero della Salute, coordinato da Agenas, finalizzato a sperimentare strumenti per il monitoraggio della qualità dell'assistenza ospedaliera secondo la prospettiva del cittadino. La valutazione è stata effettuata con l'ausilio di una check list di requisiti/indicatori collegati ai processi assistenziali e organizzativi orientati alla persona, coinvolgendo i cittadini. Nel 2013 la Regione Toscana ha aderito alla seconda edizione del progetto che, in continuità con i metodi e gli strumenti sperimentati nel precedente progetto, ha realizzato un'indagine nazionale sulla qualità delle strutture ospedaliere. La terza edizione, relativa al 2017, era dedicata, appunto, alla valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero. Per la Toscana sono stati coinvolti tutti i comitati di partecipazione delle ex aziende sanitarie, complessivamente una trentina di associazioni, più di 130 persone tra operatori e cittadini. Sulla base dei risultati ottenuti gli ospedali hanno elaborato un proprio piano di miglioramento e complessivamente 114 azioni di miglioramento, a breve, medio e lungo termine. Le azioni di miglioramento sono ad oggi in fase di monitoraggio, completando così il ciclo di miglioramento continuo del grado di umanizzazione. Proprio di recente, il 6 luglio scorso, si è insediato ufficialmente in Toscana il Consiglio dei cittadini per la salute, un organismo che consente ai cittadini di partecipare alla programmazione della sanità. Del nuovo organismo fanno parte le associazioni che hanno partecipato all'indagine Agenas.

Si sono concluse le giornate della prevenzione dell'ictus cerebrale a Pistoia svolte presso la neurologia dell'ospedale San Iacopo in collaborazione delle Associazioni di volontariato ALICe Pistoia e Punto Unico. In quattro giornate è stato possibile effettuare 220 screening completi in altrettanti pazienti sui fattori di rischio vascolare nelle persone che hanno aderito all'iniziativa. Di particolare rilievo è stata l'individuazione di alcuni casi di fibrillazione atriale misconosciuta in soggetti con età superiore a 65 anni. Dati recenti del “Progetto FAI: la Fibrillazione Atriale in Italia”, del Ministero della Salute in Italia riferiscono che un anziano su 12 sopra i 65 è affetto da fibrillazione atriale. La prevalenza della fibrillazione atriale è strettamente correlata all’età: i tassi vanno, infatti,dal 3% nei soggetti nella fascia d’età 65-69 anni al 16,1% nei soggetti ultraottantacinquenni. La fibrillazione atriale aumenta in maniera significativa il rischio di ictus cerebrale ha spiegato il dottor Gino Volpi, direttore della Neurologia del San Iacopo, ma i farmaci anticoagulanti attualmente disponibili consentono una riduzione di tale rischio di oltre il 70%. Particolare attenzione è stata prestata al sesso femminile con riscontro di fattori di rischio vascolare presenti in donne giovani. Dati recenti stimano che il 55% delle morti delle donne, in Europa, è causato da cardiopatia ischemica e ictus. Dopo gli 80 anni, le donne colpite da ictus sono il 20% in più rispetto agli uomini ma il dato più significativo è che le donne che soffrono di emicrania con "aura'', che utilizzano contraccettivi orali e hanno il vizio del fumo, registrano un rischio 30 volte maggiore di essere colpite da ictus. Nel corso degli ultimi anni si è evidenziato infatti come fattore esclusivamente femminile (ormoni, gravidanza, parto, menopausa) agiscano a breve, medio e lungo termine, aumentando il rischio di ictus lungo l’arco dell’intera vita della donna.

Redazione Nove da Firenze