Rubrica — Spettacolo

Festival dei Popoli: More Human Than Human, il sorprendente documentario sull’intelligenza artificiale

Betty Davis

Nel ricco programma anche la musica di Betty Davis, regina del funk degli anni settanta, e la masterclass di Dominique Marchais


La battaglia per salvaguardare una porzione del Chaco, la foresta paraguayana costantemente aggredita da interventi di deforestazione; l’intelligenza artificiale e la musica di Betty Davis ritratto della regina del funk degli anni ’70, ex-compagna di Miles Davis, scomparsa dalle scene per ben trentacinque anni. Sono alcune delle storie e dei temi raccontati nella quinta giornata del Festival dei Popoli, oggi, mercoledì 7 novembre, nei cinema La Compagnia, Spazio Alfieri e Istituto Francese di Firenze.

Al cinema La Compagnia (ore 21) per il Concorso Internazionale la prima di Chaco di Daniele Incalcaterra e Fausta Quattrini (Argentina, Italia, Svizzera, 2018, 104’): il regista da anni si batte per salvaguardare una porzione del Chaco, la foresta paraguayana costantemente aggredita da interventi di deforestazione mirati alla coltivazione industriale di carne e soya transgenici. La sua battaglia da uomo l’ha trasformata in un progetto filmico che evidenza in maniera netta le logiche della burocrazia e degli interessi finanziari.

Allo Spazio Alfieri, alle 18.30, per KinderDocs, il sorprendente More Human Than Human di Tommy Pallotta e Femke Wolting (Usa, Belgio, Paesi Bassi, 2018, 79’), che esplora il ruolo delle intelligenze artificiali nella nostra vita quotidiana e del ruolo che si apprestano ad assumere nell'immediato futuro e alle 22 la prima italiana di Betty – They say I’m different di Philip Cox (Gran Bretagna, Francia, 2017, 54’) ritratto della regina del funk degli anni ’70, ex-compagna di Miles Davis, scomparsa dalle scene per ben trentacinque anni.

Programma dettagliato

La quinta giornata del festival all’Istituto Francese inizia alle ore 11 con la masterclass di Dominique Marchais “Landscape and politics”. Il programma in piazza Ognissanti prosegue alle 17 proiezione de La mécanique des corps di Matthieu Chatellier (Francia, 2016, 78’), studio su amputazioni e protesi che replichino la meccanica dell’arto mancante e alle 18.30 La ligne de partage des eaux di Dominique Marchais (Francia, 2013, 108’) intreccio di interviste a studiosi, scrittori, contadini e urbanisti lungo la Loira.

Al cinema La Compagnia il consueto incontro con gli autori (ore 11, Saletta Mymovies) aprirà la giornata. Il Concorso Internazionale delle ore 15 propone Inland sea di Kazuhiro Soda (Giappone, Usa, 2018, 122’), film in bianco e nero sul declino culturale della gente di Ushimado, città del Giappone lasciata in disparte nella modernizzazione del dopoguerra. Alle 17.15 omaggio a Filipa Reis con il documentario Terra franca di Leonor Teles (Portogallo, 2018, 82’) sulla vita del pescatore portoghese Albertino, uomo solitario e gentile.

Alle 19 torna il Concorso Internazionale con When the war comes di Jan Gebert (Repubblica ceca, Croazia, 2018, 76’) sul sogno di un adolescente europeo di guidare la società come politico carismatico nel ruolo di capo di un gruppo paramilitare che recluta centinaia di adolescenti slovacchi con la silenziosa approvazione delle autorità. Il loro obiettivo è semplice: prepararsi alla guerra e creare una comunità modello basata su esercitazioni militari, obbedienza e soggezione.

Allo Spazio Alfieri si inizia alle ore 15.00 con alcuni Doc at work Campus. Our street di Petra Feňďová (Repubblica ceca, 2017, 3’), sguardo inedito sulla città di Praga attraverso gli occhi di un venditore di giornali; Cinema di Isabella Mari (Italia, 2018, 12’) sulla presenza di una troupe cinematografica in un quartiere di Napoli che scombussola la gente che ci vive; Pierrot di Antonio Longobardi (Italia, 2018, 11’) storia di un cinema e della passione del suo proiezionista nutrita dalla complicità del pubblico di una sala di periferia; Il villaggio di Caterina Ferrari (Italia, 2018, 39’) sui camionisti del Nord che muovono le merci in tutta Europa formando una grande comunità nomade; Empire builders di Andran Abramjan (Repubblica ceca, 2018, 83’) che mostra attraverso la storia di un filmmaker la galassia nazionalista e sovranista che sta prendendo piede in Europa.

Alle 20.30 prosegue la retrospettiva dedicata a Minervini con Louisiana (the other side) (Italia, Francia 2015, 92’).

Redazione Nove da Firenze