No degli azionisti MPS: azzerati i piani di fusione con Mediobanca

Intesa Sanpaolo ottiene il via libera per il controllo della banca senese. L'impatto umano e sui territori

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
29 ottobre 2026 23:40
No degli azionisti MPS: azzerati i piani di fusione con Mediobanca

Un drammatico scenario sì consumato tra il 28 e il 29 ottobre 2026 a Siena, dove l’Assemblea Ordinaria e Straordinaria degli Azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (presieduta dal Prof. Cesare Bisoni, con una partecipazione del 65,86% del capitale sociale) ha bocciato i piani strategici del vertice aziendale. Il voto contrario dei grandi soci e dei fondi d'investimento ha provocato un effetto domino sull'intero settore creditizio italiano, azzerando le manovre preparate dal Consiglio di Amministrazione di BMPS e accelerando dinamiche concorrenziali parallele.

La mancata approvazione delle delibere straordinarie (punti 3 e 4 dell'ordine del giorno straordinario) da parte dell'Assemblea MPS ha fatto decadere il presupposto essenziale per il progetto di fusione per incorporazione di Mediobanca S.p.A. in BMPS. L'operazione è definitivamente tramontata nonostante l'Assemblea degli Azionisti di Mediobanca, riunitasi parallelamente con l'intervento dei soci esclusivamente tramite il Rappresentante Designato, avesse espresso voto favorevole al progetto di fusione (nominando altresì in sede ordinaria la Dott.ssa Pasquina D'Onofrio quale Amministratore non indipendente nel proprio CdA).

In seguito alla bocciatura delle delibere straordinarie, BMPS ha preso atto dei risultati ufficializzando la decadenza formale sia dell'Offerta BPM sia dell'Offerta Banca Generali.

Approfondimenti

L'architettura del voto assembleare ha attivato meccanismi di corporate governance:

  • Annullamento delle delibere su Generali: La discussione e la votazione sui punti 4 e 5 della parte ordinaria (inerenti l'acquisizione delle azioni ordinarie di Assicurazioni Generali S.p.A. detenute da una controllata e la successiva distribuzione di riserve in denaro e azioni) erano esplicitamente condizionate all'approvazione dei punti 3 e 4 della parte straordinaria. La loro mancata approvazione ha reso giuridicamente non necessaria la trattazione di tali punti.
  • Mancato quorum per buyback e compensi: Non è stato raggiunto il quorum costitutivo e deliberativo per l'autorizzazione all'acquisto e disposizione di azioni proprie (punto 2 ordinario), né per le modifiche al sistema incentivante 2023, 2024 e 2025 (punto 3 ordinario).
  • L'unico via libera ordinario: L'Assemblea senese ha approvato unicamente l'integrazione del CdA con la conferma a Consiglieri degli amministratori cooptati l'8 settembre 2026: il Prof.

    Avv. Gianluca Brancadoro (indipendente) e il Dott. Alessandro Caltagirone (non indipendente).

Mentre il piano autonomo di MPS crollava sotto il voto dei soci, sul versante opposto del mercato si completava l'iter regolamentare per l'operazione concorrente. Il 28 ottobre 2026, Intesa Sanpaolo S.p.A. (ISP) ha annunciato di aver ottenuto le ultime autorizzazioni preventive dalle competenti autorità regolamentari estere per l'acquisizione del controllo di MPS e delle sue controllate, nell'ambito dell'OPAS volontaria promossa l'8 giugno 2026 (e depositata presso CONSOB il 27 giugno 2026).

Dal punto di vista tecnico e legale, il rilascio di tali autorizzazioni ha determinato l'avveramento formale della condizione di efficacia dell'OPAS prevista al paragrafo 1.5, punto (i) della comunicazione pubblicata l'8 giugno 2026 ai sensi dell'articolo 102, comma 1, del TUF.

Con l'ottenimento dei permessi di settore, si attende ora l'approvazione del documento d'offerta da parte della CONSOB entro dieci giorni dal rilascio dell'ultima autorizzazione, come previsto dall'articolo 102, comma 4, del TUF. Nell'arco di ventiquattrore, la caduta dei piani d'integrazione di BMPS ha spalancato la strada al consolidamento guidato da Intesa Sanpaolo.

Il terremoto societario di Siena mette in risalto la differente postura patrimoniale degli altri grandi player del credito italiano. Il 28 ottobre 2026, Banco BPM ha reso noti gli esiti del Supervisory Review and Evaluation Process trasmessi dalla Banca Centrale Europea per il 2027. La BCE ha confermato per il Gruppo Banco BPM un Pillar 2 Requirement complessivo pari al 2,25%. Il requisito minimo di Common Equity Tier 1 ratio su base consolidata per il 2027 è stato fissato al 9,53%. A fronte di un requisito di Tier 1 ratio dell'11,45% e di Total Capital ratio del 14,01%, i dati finanziari di Banco BPM al 30 giugno 2026 evidenziano un'ampia "roccaforte" di capitale a tutela dell'istituto.

Al di là delle architetture finanziarie, l'esito assembleare apre una fase di profonda tensione sociale per le strutture operative e la forza lavoro di Monte dei Paschi. Le reazioni sindacali della First-Cisl Toscana e della FISAC CGIL Toscana mettono a nudo la distanza tra le dinamiche di governance e le garanzie per i dipendenti. Sul fronte della dirigenza, l'Amministratore Delegato di MPS, Luigi Lovaglio, ha affidato il suo commento a una dichiarazione sintetica ripresa dalla First-Cisl: "La partita non è finita."

A questa laconica apertura si contrappone la presa di posizione netta e accorata di FISAC CGIL Toscana, che rivendica il valore sociale dell'istituto: "Le lavoratrici e i lavoratori del Monte non sono un asset, non sono una sinergia, non sono una voce di bilancio. Sono la Banca."

Marco Lenzini, Segretario Generale di First-Cisl Toscana, ha richiamato l'attenzione sul ruolo strategico che spetterà ora all'Autorità Antitrust. Sarà infatti l'Antitrust il nodo cruciale che determinerà i pacchetti di cessione e il perimetro effettivo dei rami d'azienda, impattando direttamente sui livelli occupazionali, sulla clientela e sulla tenuta del tessuto economico locale ("MPS è Siena, è Toscana"). Nel dettaglio, i sindacati hanno espresso forti preoccupazioni per:

  • Rete di filiali: I rischi di sovrapposizioni e cessioni di sportelli sul territorio toscano.
  • Poli di Direzione Generale: La difesa delle sedi direzionali di Siena e Firenze, affinché non vengano declassate a "una targa sul portone".
  • Indotto e società esternalizzate: La tutela dei lavoratori dei servizi in appalto e delle società esternalizzate, spesso trascurati nei piani di ristrutturazione.

La bocciatura delle delibere da parte dell'Assemblea MPS, il via libera normativo all'OPAS di Intesa Sanpaolo, la solidità patrimoniale mostrata dai concorrenti e il nodo delle garanzie occupazionali in Toscana segnano un punto di svolta per il sistema bancario italiano.

Mentre i fari del mercato si spostano ora sui pronunciamenti dell'Antitrust e sulle prossime mosse della CONSOB, resta un interrogativo fondamentale: quale sarà il destino dell'identità storica della banca senese e quali ricadute concrete subiranno le famiglie e le imprese del territorio negli anni a venire?

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