Neonata trovata morta in una borsa: amarezza assoluta

E' successo stamani a Campi Bisenzio. Il cardinale Betori: "Profondo dolore. La morte di questa piccola fa ipotizzare una situazione di grave difficoltà che non si è stati capaci di intercettare". L'assessore regionale Saccardi: "In Toscana è possibile col progetto 'Mamma segreta' partorire in assoluta sicurezza senza avere la preoccupazione di riconoscere il neonato"


(DIRE) Firenze, 19 nov. - "È un fatto molto triste che ci richiama l'attenzione sul fatto che abbiamo realizzato molte cose, ma ancora non sono passate completamente. In Toscana è possibile col progetto 'Mamma segreta' partorire in assoluta sicurezza per la madre e per il bambino negli ospedali pubblici senza avere la preoccupazione di riconoscere il neonato". Lo afferma l'assessore regionale al Diritto alla Salute, Stefania Saccardi, commentando la notizia di una neonata ritrovata morta in una borsa a Campi Bisenzio (Firenze). 

"Peraltro - aggiunge - in queste situazioni abbiamo dei percorsi molto rapidi per dare in adozione il bambino con percorsi in grande sicurezza che tutelano anche la salute della mamma. Abbiamo ad esempio a Firenze due culle termiche dove comunque è possibile abbandonare il bambino con la certezza che quella vita non sarà buttata via in qualche modo". 

Vedere, invece, "una vita appena nata gettata via - sostiene Saccardi - e senza alcuna opportunità è davvero una cosa molto triste, soprattutto se si considera che abbiamo i percorsi più tutelati per la madre e per il bambino anche nel rispetto di chi un figlio non lo vuole tenere, ma lo vuole lasciare. Ci sono tante famiglie che accolgono questi bambini". Quindi, conclude, "evidentemente c'è ancora molto da lavorare sull'informazione e forse il progetto 'Mamma segreta' converrebbe a questo punto riprenderlo e diffonderlo ulteriormente". 

"Questo gesto di disperazione lascia tutti profondamente addolorati e sconcertati. La morte di questa piccola fa ipotizzare una situazione di grave difficoltà che non si è stati capaci di intercettare". L'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, commenta così la notizia. "La nascita di una nuova vita - riflette il cardinale- deve essere accolta e salvaguardata in ogni modo. La Chiesa e molte realtà cattoliche non fanno mancare la presenza e la vicinanza alle mamme in difficoltà che possono rivolgersi ai consultori familiari, ai centri di aiuto alla vita, e come ultima scelta possono lasciare in sicurezza i neonati nelle culle termiche affinché siano affidati ad una famiglia". Sono possibilità, prosegue, "che insieme al parto in anonimato negli ospedali devono essere più valorizzate e promosse. Rivolgiamo una preghiera per questa creatura accolta nella luce del signore, invochiamo pietà cristiana e misericordia per i genitori".

"Una scoperta dolorosa e sconvolgente, sia pensando alla bimba sia pensando alla sua mamma. Purtroppo, non è la prima volta che accadono storie simili. Povertà umane, affettive, spirituali che conducono alla svalutazione della vita umana in un impasto di solitudine e disperazione". Lo dichiara Marina Casini, presidente del Movimento per la vita (Mpv), commentando il ritrovamento della piccola. "Accanto a questi abbandoni ci sono poi quelli terribili che non vengono neanche riconosciuti come abbandoni: quelli, numerosissimi, che avvengono per i bimbi cui viene impedito di nascere- sottolinea Casini-. Qui il rifiuto, prima che fisico, è mentale, perché l'abbandono è nel pensiero, nella mente, nel cuore; di questi bimbi viene cancellata anche la possibilità di essere guardati, è come se non esistessero; di loro, come esseri umani a pieno titolo, non si deve parlare". Per la presidente del Movimento per la vita, "è necessaria una inversione di rotta per non limitarci solamente a scuotere la testa, addolorati, quando si scoprono bambini neonati tra i rifiuti". In Italia, ricorda Casini, "i centri di aiuto alla vita si trovano in ogni regione, isole comprese, e spesso sono abbinati a case di accoglienza. Esiste poi la possibilità di partorire in forma anonima, in qualunque ospedale pubblico ricevendo assistenza per la salute della mamma e del nascituro".

"Ci sono, inoltre, spesso associate a ospedali, le culle termiche, le 'culle per la vita' dove collocare il neonato in forma anonima". Di qui l'appello: "È necessario che queste realtà siano conosciute. La scarsa informazione e' probabilmente dovuta ad una cultura che cerca di mettere il silenziatore sul bambino nella fase prenatale e, di conseguenza, non favorisce la conoscenza di strumenti che potrebbero evitare infanticidi e tragici abbandoni".

Redazione Nove da Firenze