Rubrica — Mostre

Musei civici: a Prato riaprono dal 18 maggio, a Firenze no

Musei statali verso la riapertura, quelli comunali no. L'assessore alla Cultura Sacchi: "Decisione dolorosa ma un mese e mezzo di apertura parziale, solo nel weekend, di appena tre musei, costerebbe mezzo milione di euro perché avremmo visitatori limitatissimi e spese alte". Anche i teatri della Fondazione restano chiusi. A Prato invece il Comune riapre i suoi musei (gratis fino al 3 giugno)


“Non è possibile riaprire i musei civici dal 18 maggio”. Lo afferma l’assessore alla cultura di Firenze Tommaso Sacchi. Quelli statali, invece, dovrebbero riaprire proprio in quella data.

“In questi giorni - spiega Sacchi - abbiamo raccolto le stime e le valutazioni dell’area tecnica di Palazzo Vecchio: un mese e mezzo di apertura parziale, solo nel weekend, di appena tre musei, costerebbe mezzo milione di euro. Sono soldi che non abbiamo e senza le rassicurazioni che abbiamo richiesto al Governo nelle ultime 5 settimane sul ristoro anche parziale della tassa di soggiorno non possiamo impegnare questa spesa”.

“Abbiamo fatto di tutto per non arrivare a questa decisione dolorosa e anche fortemente simbolica - continua Sacchi - ma siamo costretti a farlo: avremmo visitatori limitatissimi e spese alte per adeguarci alle indicazioni che sappiamo saranno disposte per far fronte al rischio sanitario. Il tutto con un ammanco totale nelle casse del Comune, ad oggi, di 190 milioni di euro”.

Sacchi, che è presidente della Fondazione teatro della Toscana, annuncia anche la mancata riapertura dei teatri della Fondazione. “Per quanto riguarda la graduale riapertura dei nostri teatri - sottolinea Sacchi - e d’intesa col direttore Marco Giorgetti abbiamo deciso di non riaprire: anche in questo caso troppo alti i costi di sanificazioni e dovuti alla riduzione del pubblico, si stimano 40 mila euro aggiuntivi al mese, con un pubblico giustamente prudente e colpito da questa crisi economica. Credo che sia meglio proseguire con gli ammortizzatori sociali e riaprire quando non ci sarà più rischio di ricadute o recrudescenze della pandemia”.

Questa mancata riapertura è una specie di "beffa" perché i Musei civici sono proprio quelli che il sindaco Nardella, lo ricordiamo, avrebbe voluto tenere aperti gratis un paio di mesi fa. "Apriremo tutti i nostri musei gratuitamente nel weekend dal 6 all'8 marzo", disse a fine febbraio il primo cittadino intervenendo a SkyTg24 creando la reazione indignata di alcuni virologi. Poi l'evoluzione in negativo dell'epidemia da Coronavirus impedì l'attuazione del proposito di Nardella.

I Musei in questione, di competenza diretta del Comune di Firenze sono Palazzo Vecchio, la Torre di Arnolfo dello stesso palazzo, la Cappella Brancacci del Carmine con gli affreschi di Masaccio, la chiesa e i chiostri di Santa Maria Novella con opere di Giotto e innumerevoli altre, il Museo Stefano Bardini, il Museo Novecento, il Forte di Belvedere, la Fondazione Salvatore Romano, la Torre di San Niccolò, il Museo del Bigallo, il Museo del ciclismo Gino Bartali. Tutti questi dal 18 maggio resteranno chiusi.

Discorso diverso a Prato, dove il Comune riapre i suoi musei. Nel corso delle settimane di chiusura, l’assessorato alla cultura del Comune di Prato ha promosso numerosi incontri virtuali tra i direttori di tutti i musei cittadini con l’obiettivo di condividere strategie finalizzate alla riapertura e oggi, molto probabilmente, ci siamo.

“Siamo pronti a riaprire le porte dei musei della città – commenta l’assessore Simone Mangani – grazie alla condivisione: attenzione alla sicurezza e alla salute dei lavoratori e dei frequentatori, consapevolezza della ricchezza di un patrimonio pubblico, di un patrimonio di tutti stratificatosi nel corso del tempo”.

Non solo un confronto cittadino in queste settimane, infatti l’assessore Mangani ha partecipato a numerose riunioni virtuali promosse dalla vice presidente della Regione Toscana Monica Barni, riunioni a cui hanno partecipato i musei toscani, pubblici e privati. Nel corso di questi incontri sono state elaborate le linee guida per la riapertura, buone pratiche da condividere oggetto delle osservazioni e delle proposte di modifica da parte dei direttori e degli staff. Dopo 70 giorni di chiusura - 70 giorni durante i quali i musei hanno dovuto integralmente, o quasi, ripensare la programmazione del 2020 e anche del 2021 - tornano quindi le collezioni e tornano anche le mostre temporanee. E tutti e sei i musei cittadini saranno gratuiti, per tutti, collezione e mostre temporanee, fino al 3 giugno 2020.

Il primo sarà Palazzo Pretorio. La mostra Dopo Caravaggio è stata prorogata e sarà visitabile. Il Pretorio apre lunedì 18 maggio e seguirà l’orario consueto: da lunedì alla domenica orario 10.30/18.30 giorno di chiusura martedì.

Ma il 18 riapre anche il Museo della Deportazione e della Resistenza di Figline, nei giorni di lunedì, giovedì e venerdì dalle 15 alle 18.30; sabato e domenica dalle 15 alle 19. Un viaggio dentro la memoria italiana, pratese ed europea.

Martedì 19 sarà la volta del Museo del Tessuto e del Museo di Scienze Planetarie. Il Museo del Tessuto ha prorogato la meravigliosa mostra sui costumi del Pinocchio di Matteo Garrone, visitabile unitamente alla collezione permanente il martedì, il mercoledi e il giovedi: 16-20 e venerdi sabato e domenica: 10-20 (giorno di chiusura il lunedì). Il Museo di Scienze Planetarie sarà aperto dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13.

Giovedì 21 riapriranno il Centro Pecci e il Museo dell’Opera del Duomo. Presso il Centro Pecci sarà possibile visitare, dal giovedì alla domenica dalle 12 alle 20, la grande mostra The Missing Planet. Visioni e revisioni dei ‘tempi sovietici’ e l’esposizione del fotografo ivoriano Mohamed Keita KENE/Spazio.

Il Museo dell’Opera del Duomo riaprirà giovedì 21 maggio con orario 14-17 per poi esser aperto da lunedì a domenica con lo stesso orario e chiuso il martedì.

“Dopo i contatti di queste settimane, con l’appaltatore e con i rappresentanti dei lavoratori, all’inizio della prossima settimana ribadiremo il contenuto dei protocolli per le aperture. E’ giusto ed opportuno che tutti i lavoratori coinvolti siano perfettamente informati. Abbiamo optato, anche in questo caso, per un’apertura progressiva. Solo il Pretorio, per il momento, mantiene il 100% dell’orario di ingresso pre-emergenza – continua l’assessore Mangani – nel corso delle prossime settimane, in base alla risposta ed anche in relazione alle decisioni governative sulle scuole, decideremo tutti assieme come progressivamente ristabilire le aperture al livello pre-crisi.

La gratuità fino al 3 giugno – conclude l’assessore – è una scelta frutto della volontà di tutti i musei di accogliere i visitatori nel migliore dei modi”.

Redazione Nove da Firenze