Movimento 5 Stelle in Toscana: il sogno italiano che passa dal Meetup

Gli Amici di Beppe Grillo alla guida del Paese


Oggi Firenze cerca di aggiudicarsi la cittadinanza del Premier Giuseppe Conte, con buona pace di San Giovanni Rotondo dove fervono già preparativi per una visita istituzionale, ma non dimentica altri protagonisti della straordinaria ascesa dei grillini.
Oggi per molti giovani gli esponenti del Movimento 5 Stelle rappresentano una sorta di american dream. Accusati di non avere una base strutturata, di non aver fatto la "gavetta" al seguito dei politici di professione, partecipando a convegni e feste di paese, oggi sono l'emblema di chi nutre la speranza di poter cambiare le cose. Per alcuni godono di una giustificazione basata sui troppi errori del passato: sono in un certo senso già scusabili, ma sono comunque attesi ad una prova di carattere e di abilità; il che equivale all'abusato "mettersi in gioco" ma speso stavolta nel significato opportuno. 

Faceva parte degli Amici di Beppe Grillo, il giovane avvocato Alfonso Bonafede, che nel circolo di via Mercadante a pochi passi dalla Manifattura Tabacchi e dal Parco delle Cascine partecipava all'organizzazione del calendario delle iniziative da realizzare sul territorio.
Erano piccoli gruppi, qualche sedia messa in cerchio, per scambiarsi opinioni sulla raccolta differenziata, sulle energie alternative e sulla spesa solidale da dividere all'interno dei condomini.
Nella redazione improvvisata di quello che era un ciclostilato in proprio si dibatteva su quali quotidiani e riviste poter inserire, con il benestare degli edicolanti, le poche pagine sulle quali prendevano vita le idee dei meetup.
Una forma di comunicazione dal basso che sarebbe diventata poi la famosa piattaforma delle news e votazioni.

L'avvocato Alfonso Bonafede, giovane caparbio dallo spiccato accento meridionale, si è messo in mostra sostenendo le piccole battaglie di zona per poi passare a proporre, sempre al fianco dei comitati, class action su argomenti di interesse nazionale. 
I contatti con la base di un potenziale elettorato non sono certo mancati ed in tanti a Firenze ne hanno apprezzato la disponibilità e la partecipazione alla ricerca di atti e stesure di richieste ufficiali.
L'ingresso in Parlamento ne ha fatto ancor più un paladino delle cause portate avanti da "sparuti gruppi" di cittadini Don Chisciotte, che oggi sono la maggioranza del Paese ed iniziano ad intravedere la possibilità di avere voce sui grandi temi e le strategie del futuro.

Difficoltà ed attriti non con i cittadini ma con gli attivisti sono emersi nel momento in cui Bonafede ha rappresentato il braccio del M5S sul territorio; soprattutto quando si è arrivati alle candidature e alle selezioni dei nomi da portare in Consiglio comunale, regionale e in Parlamento, perché in tanti hanno cercato spiegazioni che non riuscivano a trovare altrove, forse in troppi.

Oggi qualcuno che lo ricorda ai primi passi si domanda "Sarà in grado di ricoprire un ruolo di primo piano?", ma è proprio questa opportunità, l'occasione di mettere in pratica quanto imparato al fianco del popolo, che rende oggi Bonafede, assieme a Luigi Di Maio e Roberto Fico, un modello del "sogno italiano" e non più solo americano. Il sogno di chi un giorno esce di casa, si libera delle zavorre del passato e pensa "Perché no. Proviamoci".  

Antonio Lenoci