Morti in Puglia: la Cgil Toscana invita a rivendicare diritti per tutti

Una filiera "tipica e tradizionale" da monitorare e da studiare attentamente


Mercoledì 8 agosto alle ore 18.00 si terrà a Foggia una manifestazione contro lo sfruttamento nelle campagne della Puglia di lavoratori italiani e stranieri. 

La morte dei braccianti agricoli in un incidente stradale ha scosso qualche coscienza, in queste ore si è pensato anche a chi lavora la terra, dietro al prodotto finale. Oltre al tema dei diritti sul lavoro si cela la carenza di infrastrutture in un territorio di mulattiere, strade a due sole corsie opposte di marcia e binari unici

"Non è un caso, non è una fatalità: è il brutale sfruttamento, il sottosalario, l’assenza di controlli e di risposte dei soggetti pubblici in materia di casa e di trasporto (il trasporto dei braccianti, non a caso, è uno degli elementi ancora inattuati della legge 199/16). E’ la non applicazione da parte delle aziende della legge contro il caporalato, è la filiera agroalimentare profondamente contaminata da logiche criminali e della ricerca del costo più basso per l’utente finale che si scarica sull’anello più debole della catena" esclama il sindacato.

"Una responsabilità che abbiamo anche come consumatori, che hanno anche la catene della grande distribuzione: quando il costo del prodotto finale è troppo basso qualcosa si è perso per strada. E’ una battaglia nazionale per la sicurezza e la dignità del lavoro: di tutti i lavoratori e le lavoratrici. Si applichi dunque e si mettano risorse per la legge contro il caporalato, non si reintroducano i voucher in agricoltura e nel turismo, che servono a coprire il lavoro nero e a destrutturare il contratto nazionale: si faccia finalmente la lotta da parte del Governo al lavoro nero, e non ai lavoratori neri. Perché non accetteremo mai che si muoia per lavorare, a lavoro o tornando dal lavoro, nei campi o schiacciati da un tir che trasporta proprio quei pomodori rossi raccolti a mano dall’alba al tramonto vivendo in ghetti dove viene meno la stessa dignità di esseri umani.
Manifestare è giusto, si deve. Solidarizzare è giusto, bisogna. Come CGIL Toscana siamo vicini a tutti coloro che nelle terre di Di Vittorio riempiranno le strade e le piazze per una lotta che è di tutti e per tutti". 

Redazione Nove da Firenze