Rubrica — Antiquarium

Montelupo: completati i lavori all'antica Fornace Cioni Alderighi

Da un edificio dell'Ottocento uno spazio multifunzionale in cui sperimentare la ceramica


La Fornace Cioni Alderighi è un luogo speciale, di quelli che conservano importanti tracce della sua storia; ancora oggi sui muri possiamo leggere le firme, le battute, i ricordi di coloro che hanno qui lavorato. Segni lasciati intatti nei diversi interventi di recupero che si sono susseguiti.

L’edificio è addossato alle mura trecentesche che un tempo avevano difeso il borgo di Montelupo sulla confluenza del fiume Pesa.

Si racconta che la fornace sia stata costruita nell’Ottocento per la lavorazione di scaldini e di catini schizzati con la ramina. Una produzione di pentolame in terra rossa a cui fu affidato l’arduo compito del perpetuarsi di una tradizione artigianale. La fornace negli anni Venti del Novecento ospitò la ditta di Carlo Alderghi, nato a Montelupo nel 1869, il quale aveva affiancato alla produzione e commercializzazione di paglia per cappelli e truciolo–avviata sulle orme del padre Serafino -, quella delle stoviglie nell’edificio di via Giro delle Mura, dove nell’agosto del 1929 lavoravano dieci operai spartiti tra stovigliai e pagliaroli, per poi proseguire nella lavorazione delle sole terrecotte. Nell’immediato dopo guerra la fornace Alderighi venne acquisita dai Cioni, che avevano trasferito l’attività da Montespertoli a Montelupo nel 1946 e qui, l’anno successivo, avviarono la produzione della Ditta Dino Cioni, Fabbrica di maioliche artistiche e commerciali.
Uno spazio che per vocazione rappresenta il luogo ideale per rivivere le atmosfere di una bottega di ceramista, per ambientare un luogo di lavorazione dell’argilla in grado di raccontarne gesti e procedimenti che a Montelupo hanno attraversato i secoli, dall’epoca d’oro delle fornaci rinascimentali fino ai giorni nostri.

È qui che, con il coordinamento della Fondazione Museo Montelupo, si realizza un allestimento in grado di rievocare negli spazi originali e ben conservati una bottega rinascimentale, offrendo pertanto un’opportunità unica per far conoscere al grande pubblico l’organizzazione e la funzionalità di una vera e propria piccola impresa.

La bottega del ceramista era un luogo dove venivano svolte una grande quantità di attività: si qualificava come uno spazio dove si produceva, si sperimentava e si imparava un mestiere. Il progetto vuole recuperare queste atmosfere per restituirle ai visitatori, alle famiglie, alle scolaresche.

Da un punto di vista strutturale i lavori hanno previsto il consolidamento dei solai, delle travi in legno, la sistemazione della facciata e l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’edificio viene così adeguato alle funzioni che dovrà ospitare.
Siamo ora nella fase conclusiva del percorso e gli allestimenti saranno completati entro la fine del 2020.

I nuovi spazi articolati su due piani potranno ospitare una pluralità di funzioni: percorso immersivo site-specific dedicato alla ceramica pre-industriale, area convegni e spazio multifunzionale (conferenza stampa, eventi privati, ecc.), area didattica e compleanni, spazi da destinare a mostre temporanee o workshop, e piccole attività legate alle residenze d’artista.

La necessità di utilizzo degli spazi per vari usi obbliga verso una scelta votata alla flessibilità e modificabilità degli spazi.

L'edificio, il cui accesso è da via Giro delle Mura, si colloca a metà strada nel percorso che collega il palazzo podestarile e il Museo della ceramica; la visita della fornace si inserisce, dunque, all’interno di un percorso di visita diffuso.

Nel medio termine, in attesa dello sviluppo del progetto che riguarda la sede del Palazzo Podestarile, il percorso avrà inizio dalla sede del Museo della Ceramica, luogo in cui si acquista il biglietto.
Il visitatore, completata la visita al museo, potrà scoprire la "Fornace", il luogo in cui venivano prodotti gli oggetti ceramici; sarà possibile sperimentare la lavorazione dell'argilla, l'uso degli smalti e la decorazione. Una vera e propria esperienza immersiva, a completamento della visita, anche grazie ai suggestivi video realizzati dal duo artistico Pastis.

«Nel nostro programma di mandato in ambito culturale ci ponevamo l'obiettivo di dare vita a un "Museo diffuso", di delocalizzare in diversi spazi della città pubblici e privati i centri espositivi, i luoghi di incontro e per la didattica. Tassello, dopo tassello stiamo provando a dare forma a questa idea. Il completamento dei lavori della Fornace Cioni Alderighi è una fase cruciale di questo processo. Arricchiamo i nostri spazi di un luogo in cui sperimentare la ceramica, vivere in modo immersivo il processo di creazione di un'opera, recuperare le atmosfere di una "bottega".
Un luogo a disposizione di diverse fasce di pubblico dai ragazzi delle scuole, agli artisti, per arrivare alle famiglie con la possibilità di organizzare proprio qui feste di compleanno», afferma l'assessore alla cultura Aglaia Viviani.

Redazione Nove da Firenze