Monitoraggio urgente sulla viabilità: una verifica inutile senza risorse

Il Direttore di Anci Toscana: "I comuni toscani hanno risposto all'appello, adesso però servono fondi perché altrimenti resta solo un elenco di cose da fare"


 La tragedia di Genova ha aperto gli occhi sulla manutenzione delle infrastrutture stradali, come già accaduto nel corso degli anni a seguito del crollo di alcuni viadotti, ma ancor più visto il numero delle vittime su un unico evento.
La manutenzione stradale è un tema delicato che attraversa l'Italia da nord a sud e desta preoccupazione soprattutto nei comuni minori dove i collegamenti sono spesso affidati a poche vie di comunicazione ed è facile restare isolati per le avversità geologiche e climatiche. Con buona pace della promozione turistica che ai vari servizi offerti potrebbe aggiungere la garanzia della viabilità.

A seguito del crollo del Ponte Morandi i Provveditorati alle opere pubbliche regionali, dietro invito del Ministero delle Infrastrutture, hanno sollecitato le amministrazioni locali a monitorare e stimare, con preventivo, la spesa per gli interventi urgenti entro il 30 agosto.

Alla scadenza dei termini anche Anci Toscana ha ricevuto le segnalazioni da parte dei sindaci per quanto concerne la situazione sul territorio regionale.

"Abbiamo inviato tempestivamente la comunicazione ai sindaci - spiega a Nove da Firenze Simone Gheri, Direttore di Anci Toscana - ed abbiamo chiesto il monitoraggio della situazione con l'elenco degli interventi e la previsione di spesa per ciascuna situazione critica".
Sulla viabilità però esistono situazioni complesse dove le strade comunali diventano provinciali "Se c'è un ponte provinciale che presenta criticità spetta alle province interessarsi della segnalazione. Anche loro hanno fatto il monitoraggio sulle situazioni a rischio come ad esempio i ponti chiusi in via precauzionale nelle scorse settimane in tutta Italia".

Ma i sindaci come si comportano davanti ad una viabilità pericolante? "Sono responsabili per le tratte di competenza comunale. Nulla però vieta di occuparsi anche dei viadotti che ad esempio passano sul proprio territorio, invitando Autostrade oppure Anas ad effettuare verifiche e fare una relazione sulla stabilità dell'infrastruttura".
 
Adesso, elenco alla mano, cosa vi aspettate che accada? "Dipende dal Governo. Se ha fatto solo un censimento, il lavoro svolto resta solo un elenco di cose da riparare. Auspichiamo che siano messe in campo risorse, secondo una apposita programmazione, per poter consentire di intervenire con le riparazioni. Ricordiamoci sempre che per consentire un intervento strutturale servono i fondi, ad iniziare da quelli tagliati alle province nel corso degli anni passati".

Il presidente di Anci nazionale, Antonio Decaro, intervenendo sull'iniziativa del monitoraggio straordinario ha commentato "Un’intenzione ottima soprattutto visto che appare un naturale preludio a investimenti necessari per i quali i comuni non hanno risorse. Pensate quanto complicato possa essere per i piccoli comuni dell’Appennino prendersi adeguata cura dei tanti ponti e viadotti che attraversano i loro territori”.
Il presidente e sindaco di Bari a fine agosto ha però aggiunto la richiesta di concedere più tempo alle amministrazioni locali "Altrimenti sembra solo un modo per i provveditorati di dimostrare di essersi attivati. E significa non potere materialmente fare un lavoro di verifica serio. E invece la serietà è quello che si aspettano i cittadini italiani”.

 Il problema è attuale e sentito tanto che in queste ore nel Mugello il Partito della Rifondazione Comunista è intervenuto nel Municipio di Borgo San Lorenzo per sollecitare l'amministrazione sul dissesto del territorio con una interrogazione sulla frana di Panicaglia, ricordando poi altre criticità su Vicchio, dove in località La Boscheta, a marzo scorso una parte della strada è sprofondata sul fiume sottostante ed a Polcanto dove da otto anni si è verificato un grave smottamento che ha modificato la viabilità.

Antonio Lenoci