Moby Prince: Livorno aspetta ancora giustizia

Il discorso del Sindaco Nogarin: "Livorno vuole iniziare ad essere ricordata come la città dove dopo 28 si compia e si completi il riscatto sociale e civile di questo Stato, capace finalmente di dare verità e giustizia ai familiari delle 140 vittime"


Livorno, 10 aprile 2019– Oggi si sono svolte le cerimonie commemorative per ricordare la tragedia del traghetto Moby Prince, in cui 28 anni fa, al largo di Livorno, persero la vita 140 persone. Verità, giustizia e sicurezza, questo continuano a chiedere con la stessa forza e senza sentire alleggerito di un grammo il peso del dolore, i familiari delle 140 vittime della Moby Prince. Nel 28° anniversario della tragedia, nella sala consiliare del palazzo civico di Livorno ci sono loro, i familiari, con accanto l’associazione delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio e ci sono le autorità e le istituzioni: gonfaloni di regioni, province e comuni provenienti da ogni parte d’Italia.

Il presidente del Consiglio regionale partecipa alla cerimonia, al suo fianco cinque consiglieri toscani: Francesco Gazzetti, Gabriele Bianchi, Irene Galletti, Monica Pecori e Roberto Biasci. E porta il cordoglio, la solidarietà di 3 milioni e 700 mila toscani:è passato più tempo rispetto alla strage di Viareggio ma c’è ancora più strada da fare per ottenere giustizia. Le responsabilità devono essere accertate, dice Giani rivolto ai presenti, è giusto e necessario che i responsabili paghino per le loro colpe. Troppo frettolosi, prosegue, i processi che portarono alle sentenze di assoluzione e alle richieste di archiviazione. Le inchieste, prosegue Giani, devono essere riaperte sia sul piano civile che su quello penale. Il Consiglio regionale, annuncia, aprirà un archivio della memoria: nella biblioteca Pietro Leopoldo ogni cittadino potrà trovare le relazioni e tutta la documentazione per approfondire la storia di questa tragica vicenda. E il presidente chiede anche la fiducia nelle istituzioni. Lo chiede ai familiari delle vittime e a tutti i cittadini. Qui, assicura, comuni, province e regioni si stanno impegnando con tutta la forza e la determinazione. Ricorda la mozione approvata dal Consiglio toscano che chiedeva l’apertura di una commissione parlamentare d’inchiesta. Oggi, le istituzioni non sono in una torre d’avorio, dice, sono accanto alle associazioni nella loro battaglia di verità e sarà questa forte unità tra i cittadini e le istituzioni a permettere di raggiungere l’obiettivo della giustizia. Il presidente ha poi preso parte al corteo da piazza del municipio al porto e alla deposizione del cuscino di rose del Presidente della Repubblica, della corona di alloro, con la lettura dei nomi delle 140 vittime, e al lancio di rose in mare.

Il Consiglio regionale ha osservato un minuto di raccoglimento in ricordo delle 140 vittime della Moby Prince, a 28 anni dalla tragedia. Il presidente dell’Assemblea toscana ha chiesto all’Aula un momento di raccoglimento in apertura dei lavori di questa mattina, mercoledì 10 aprile, rivolgendo un pensiero a tutte le persone che persero la vita quella notte.

Redazione Nove da Firenze