Rubrica — Mostre

Lungo un binario tutta la bellezza di un presepe da sogno

la Natività del presepe di Siena

Il presepe della stazione di Siena è un'autentica perla. Visitabile su prenotazione, sorprende per la cura dei dettagli degli autori, G. Palazzi e F. Bonechi


SUCCEDE A SIENA — Quando le feste natalizie sono ormai terminate, succede la cosa che non ti aspetti. Il presepe più bello dell’anno lo scopri, quasi per caso, in una tiepida domenica di questo gennaio senese: siamo alla stazione, binario 1 e questa la splendida creazione del Signor Giancarlo Palazzi: ferroviere è stato, pensionato lo è, sognatore ci è nato. Dalla sua idea, meglio dalla sua fantasia, un’opera nata nel 1996 e da quella data arricchita sempre di più fino ad arrivare ad oggi.

Il signor Palazzi che si definisce "ideatore e costruttore" ci tiene a precisare: "non sono l’unico. Accanto a me il lavoro di Fabrizio Bonechi e di altri artisti locali che ci hanno dato una mano".

Al signor Bonechi dunque si deve la puntualità dei meccanismi che rendono i protagonisti perfetti nel contesto: la lavandaia impegnata con i panni, il fabbro intento a battere il ferro, il maniscalco operoso sugli zoccoli di un asino. Senza dimenticare la natività: dolce e intima. Insieme a loro, decine di statue animate a comporre un mosaico di colori e suoni che stupiscono grandi e piccini.

"Il presepe è delle Ferrovie ed è custodito dai volontari dell’associazione Ferrovia Val d’Orcia" si affretta a precisare il signor Palazzi che, nel frattempo, fa da guida ai visitatori mostrando l’accuratezza di dettagli che regalano anche l’incedere del tempo con il sole che tramonta lasciando spazio alla luna. E mentre la neve cade anche su una Piazza del Campo bella più che mai così vestita, come in un sogno, di un’atmosfera natalizia, ci si accorge che il nuovo giorno sta nascendo e con lui l’arcobaleno.

"Abbiamo avuto una grande affluenza, fin dallo scorso 2 dicembre, grazie alle tante scolaresche che ci sono venute a trovare. In generale, arrivano qui persone da tutta Italia e, di anno in anno, ci accorgiamo che il presepe è sempre più apprezzato". Sorride la nostra guida. E’ compiaciuto dallo stupore degli adulti e dalla curiosità dei bambini.

Uno, tra i più piccoli, allunga una manina verso il babbo: vuole una monetina. L’offerta è libera e, caduta la moneta nell’apposito contenitore, un pastore fa l’inchino ringrazia e rivolge gli auguri. Qui nulla è lasciato al caso.

"Ora dovrei andare mia moglie mi aspetta in macchina, sapete il presepe è la mia vita e ciò che sogno la notte ma noi siamo solo volontari. In ogni caso, se vorrete ancora visitare il presepe basterà che mi chiamate, come fanno tutti gli altri, al 3388992577". Il tempo è volato, sono le 19.45 passate e della tiepida domenica senese non c’è più traccia: un freddo pungente ha preso il suo posto. Una stretta di mano con il signor Palazzi chiude la nostra visita: usciamo da una grotta, perfetta scenografia generale, per tornare alla realtà.

Guardo negli occhi i miei bambini che, generosi, hanno appena salutato il pastore. In mia moglie leggo la mia stessa consapevolezza: a volte, le vere opere d’arte, le più belle le abbiamo vicino, molto vicino. In una stazione, lungo il primo binario dove aprendo una porta si spalanca la bellezza di un sogno.

Mostre — rubrica a cura di Giuseppe Saponaro

Giuseppe Saponaro

Giuseppe Saponaro — Pugliese di origine e senese di adozione è giornalista pubblicista, operatore dell'informazione nel pubblico impiego e scrittore

E-mail: tonio.saponaro@virgilio.it