Rubrica — Spettacolo

Lunedì 19 novembre l’attesa tappa fiorentina delle (ultime) Luci della Centrale Elettrica

Vasco Brondi
Foto di Max Cardelli

Il progetto di Vasco Brondi si chiude con uno spettacolo teatrale all’Obihall


Ultimo capitolo per Le luci della centrale elettrica. Vasco Brondi rimette nel cassetto il nome con cui si è imposto nel cantautorato italiano d’inizio millennio, conquistando pubblico, critica e riconoscimenti non da poco, tra cui una Targa Tenco per il miglior esordio discografico. E lo fa con un doppio album e un tour teatrale che ferma lunedì 19 novembre all’Obihall di Firenze (ore 21).

Dal vivo le canzoni che hanno segnato questo decennio si mescoleranno a letture e racconti dell'Italia vista dal finestrino per milioni di chilometri, tra la via emilia e la Via Lattea: “2008-2018, dieci anni di musica tra la via emilia e la Via Lattea” è il libro di Vasco Brondi in uscita in questi giorni per La Nave di Teseo.
Sul palco con Vasco Brondi ci saranno Rodrigo D'Erasmo (violino), Andrea Faccioli (chitarre), Gabriele Lazzarotti (basso), Daniela Savoldi (violoncello) e Anselmo Luisi (percussioni). Ad aprire la serata sarà il cantautore toscano Lucio Corsi.

Info spettacolo
Obihall – via Fabrizio De André / Lungarno Aldo Moro – Firenze
Info tel. 055.667566 – 055.6504112 – www.bitconcerti.it - www.obihall.it

Biglietti (esclusi diritti di prevendita)
Primo settore 30 euro
Secondo settore 24 euro
Terzo settore 18 euro

Prevendite
Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it (tel. 055.210804)
TicketOne www.ticketone.it (tel. 892.101)

L’ALBUM - “2008-2018: TRA LA VIA EMILIA E LA VIA LATTEA” è un doppio album che racconta il viaggio delle Luci della centrale elettrica seguendo un percorso squisitamente musicale e diviso in due parti: nel primo cd trova posto una raccolta di quindici canzoni scelte tra quelle contenute nei precendi dischi e arricchita da un inedito, intitolato “Mistica” e dalla rilettura, anch’essa inedita, di “Libera”, canzone scritta da Vasco Brondi e data in prestito agli amici dei Tre Allegri Ragazzi Morti.
Nel secondo cd c’è invece spazio per una rilettura molto particolare ed attuale di quindici canzoni del repertorio delle Luci impreziosite dalla presenza di due cover, una di Francesco De Gregori e una dei CCCP.
Un “live in studio” che nasce dal lavoro fatto negli ultimi sei mesi con la band formata da Rodrigo D’Erasmo (violino), Andrea Faccioli (chitarre), Daniel Plentz e Anselmo Luisi (percussioni), Daniela Savoldi (violoncello), Gabriele Lazzarotti (basso) e Angelo Trabace (pianoforte).
La stessa formazione accompagnerà Vasco in questo primo tour teatrale della sua carriera.
Dopo dieci anni e centinaia di concerti, dai piccoli bar dei primi tempi ai grandi “spazi rock” degli ultimi tour, la scelta di spostarsi negli spazi teatrali è sembrata la più logica e coerente, assecondando proprio quell’evoluzione che riguarda anche la poetica delle canzoni e l’attenzione per l’aspetto musicale.
Dieci anni, cinque album, due libri, una graphic novel, una serie di incontri importanti da cui sono scaturite collaborazioni preziose per un’evoluzione artistica che non ha mai tradito quell’idea di libertà e di indipendenza, lontana dalla mode o dalle tendenze, che continua a contraddistinguere la produzione di Vasco Brondi.

VASCO BRONDI - “Con questo disco doppio per me si chiude il progetto Le luci della centrale elettrica – spiega Vasco Brondi - non so ancora spiegarmi del tutto il motivo, ma è una cosa che percepisco con grande sicurezza e serenità. Sento oggi di poter chiudere un progetto nato all’improvviso e con stupore dieci anni fa e che si è evoluto tantissimo nel tempo, cambiando insieme a me, regalandomi anche un “futuro inverosimile”. E’ arrivato il momento di alleggerirsi, di ripartire in altre direzioni e di farlo senza questo nome, credo sia rispettoso non utilizzarlo solo come sostegno o scudo. Quando ho iniziato ero un ragazzino, sono cresciuto all’interno delle Luci e sono cresciuto in pubblico, e credo che questo processo sia giunto ad una fine.
Proprio il nome, Le luci della centrale elettrica, per me è stato molto importante fin dalla prima volta che mi è venuto in mente: è un nome corale, controproducente, sembra quello di una band – anche se ero sempre io da solo – dietro cui mi sono anche nascosto, da cui a volte mi sono fatto proteggere. Molte persone tuttora sono convinte sia un gruppo, e per me è stato un bel gioco, un aiuto, anche se poi mi ha forse reso più impreparato a essere accerchiato, fotografato, insultato, idolatrato. Un gioco a nascondino che ha funzionato solo fino a un certo punto.
Sento che sono cambiate tante cose e che è arrivato il momento di fare spazio ad altro, per la bellezza e la follia di ricominciare.
Ho cercato di raccontare questi dieci anni in un libro, con l’aiuto di Tiziana Lo Porto. Uscirà il mese prossimo e si intitola semplicemente Le luci della centrale elettrica e dentro ha il racconto in prima persona di questi dieci anni visti da dentro e visti dal finestrino, ci sono gli appunti, le voci degli amici incontrati per strada, i disegni, le foto e le grandi imprese nate per caso.
Per moltissime persone questo progetto si chiude senza che ne abbiano neanche mai sospettato l’esistenza e anche questo mi diverte molto, relativizza tutto. Chissà se un segno minimo in questo tempo è stato lasciato, orme sulla sabbia che un po’ di vento cancella ma che per qualche strano motivo qualcuno ricorderà per un po’, anche se sono orme qualsiasi di essere umano in cammino, di passaggio. Volevo ringraziarvi tantissimo ma per questo non ci sono parole, grazie a chi è cresciuto con queste luci della centrale elettrica, a chi mi ha incrociato, incoraggiato o semplicemente ascoltato. Grazie per l’accoglienza. E soprattutto grazie alle persone che mi sono state vicine realmente indipendentemente dalle luci. GRAZIE!”.

IL LIBRO – “ DIECI ANNI DI MUSICA TRA LA VIA EMILIA E LA VIA LATTEA” -  "E’ diventato un libro di avventure - racconta Vasco Brondi - un monologo di questi anni di musica visti da dentro. Coloratissimo con foto sgranate fatte con i primi cellulari e ad alta definizione con gli ultimi. Locandine fotocopiate, copertine e disegni di avvicinamento alla copertina. Mappe dell’Italia e dei posti raggiunti per suonare. Foto sopra e dietro il palco. Le liste dei libri che leggevo mentre scrivevo un disco o dei viaggi che facevo o dei dischi che ascoltavo. Gli appunti scritti a mano e gli scarabocchi. Gli interventi degli artisti che ho incrociato, e che poi lungo il tragitto sono diventati amici, interrompono il mio racconto dicendo la loro sul nostro incontro: Manuel Agnelli, Rachele Bastreghi, Daria Bignardi, Giorgio Canali, Lorenzo Jovanotti Cherubini, Emidio Clementi, Paolo Cognetti, Francesco De Gregori, Dente, Federico Dragogna, Daniele Gaglianone, Marco Lodoli, Enrico Molteni, Elisabetta Sgarbi, Davide Toffolo e Massimo Zamboni. Ci ho lavorato con Tiziana Lo Porto una mia grande amica scrittrice, traduttrice e giornalista, che mi ha stimolato sulle cose da dire e da approfondire senza farlo diventare un libro di interviste ma tenendo la mia voce narrante. Abbiamo lasciato il tono parlato come quando torno a Ferrara e racconto ai miei amici le cose successe.
L’art director è Rossella Merighi anche lei una mia amica da non so quanti anni che ha fatto un po’ da archeologa tra internet e i miei cassetti, ha raccolto tutti questi materiali e li ha assemblati per creare questa fanzine/diario di bordo/zibaldone.
Lo presenterò il 9 al Ferrara Off Teatro e l'11 al FLA - Festival di Libri e Altrecose di Pescara poi parte il tour e per fare altre presentazioni dovrei avere una controfigura o uno stunt-man ma me lo porterò dietro e ne leggerò dei brani durante il concerto. A presto!”.

Redazione Nove da Firenze