Rubrica — Spettacolo

Lunedì 15 giugno si torna a teatro

A Firenze i Chille riaprono 15" dopo la mezzanotte di domenica 14


Lunedì 15 giugno finalmente riaprono i Teatri.

Chille lanciano una proposta-provocazione. Vanno in scena appena 15” dopo la fine di domenica 14 giugno: esattamente cioè a mezzanotte e 15”. E lo faranno per soli 15 spettatori - in prevendita con biglietto a 1,5 € - presentando uno spettacolo storico: l’evento simbolo della compagnia napoletana residente da oltre vent’anni nell’ex manicomio fiorentino. Parliamo di “C’era una volta…il manicomio?”, giunto alla replica n. 609, un’affabulazione teatrale di e con Claudio Ascoli. Lo spettacolo è tutto nel segno del 15: 15 giugno, 15 spettatori, 1,5 il costo simbolico del biglietto. Fatto non irrilevante, il 15 è il numero che nella smorfia napoletana - cui non può non riferirsi un napoletano doc come Ascoli! – sta ad indicare “‘o guaglione: il ragazzo che abbia eletto per proprio regno la strada, dove sa muoversi con maestria, si diverte, gioca e magari presta la sua piccola opera servizievole nell’intento di procurarsi…un piccolo guadagno”. Quest’edizione speciale, nel cui titolo è aggiunto a quello originale un ?, durerà solo 40 minuti e sarà priva del momento itinerante, nel rispetto delle normative vigenti. Ma l’attore-regista partenopeo non si è arreso, anzi – così almeno assicura – il momento Covid-19 ha aperto nuovi orizzonti, stimolato singolari, amaramente divertenti momenti di confronto tra la realtà manicomiale di un tempo e l’oggi. Sopravvivere e Vivere allora come adesso spesso erano alternativi tra loro. Tanti i possibili punti in comune che prenderanno vita nel nuovo racconto di Ascoli: l’assenza della Persona, il dominio del numero, la morte nascosta, il potere assoluto dei “tecnici”. Di forte attualità la favola del Serpente che entra in corpo e domina l’uomo che lo ospita sino ad impedirne l’azione anche una volta uscito, favola che Ascoli riprende da “L’Istituzione negata” di Franco Basaglia con l’invito a ritrovare il senso della Vita una volta restituiti a una qualche forma di libertà. “C’era una volta…il manicomio”, nata nel lontano 1999, ogni sera diversa dalle precedenti, ha superato i 60.000 spettatori! Vanta il riconoscimento di Unesco e Consiglio d’Europa come Passeggiata patrimoniale, proprio grazie alla parte in cui Ascoli accompagna i suoi passeggiatori lungo i viali di San Salvi, come in un viaggio nella memoria che si confronta l’oggi. Negli ultimi anni l‘evento ha girato in lungo e largo tra gli ex-manicomi italiani - tra cui, oltre Firenze, Trieste, Gorizia, Udine, Volterra, L’Aquila, Aversa, Napoli, Reggio Emilia, Quarto-Genova, Fermo e Palermo - in edizioni riferite alle singole realtà e situazioni. Su “C’era una volta…” sono stati scritti saggi, redatte tesi e condotti dottorati di ricerca, e negli anni si sono accumulate decine di recensioni critiche: ci piace qui riportare il commento, che oggi appare quasi profetico, scritto dal critico Enrico Fiore nel 2015: ”La situazione odierna, purtroppo, non appare diversa, poiché, se è stato eliminato il manicomio, non è stato eliminato ciò che stava dietro il manicomio. Scontiamo, tutti, la stessa condizione che fu degli ex matti. I meccanismi di potere ci privano del nostro «status» di persone e, dunque, della possibilità di stabilire un contatto vero e proficuo con gli altri. Siamo dei semplici numeri su un cartellino, appunto com’erano i ricoverati negli ospedali psichiatrici.” Informazioni ulteriori e prenotazioni: whatsapp 335 6270739, mail a info@chille.it.

Anche a Cecina si torna a teatro. E lo si fa, in linea con le disposizioni nazionali e regionali, il prima possibile: il 15 giugno ma a mezzanotte e 5 minuti. Il 15 giugno alle 00.05 Dario Marconcini e Giovanna Daddi danno vita al reading “Poesia degli Ultimi Americani” dall’antologia di Fernanda Pivano e altri testi. L'iniziativa è promossa dall'amministrazione comunale in sinergia con Teatro dell'Aglio, soggetto gestore del De Filippo e in collaborazione di Fondazione Toscana Spettacolo.

“Naturalmente abbiamo messo a punto uno specifico protocollo – sottolinea l’Assessora Lucia Valori -. L'accesso al teatro sarà possibile da 30 minuti prima l'inizio dello spettacolo e all’interno potranno accomodarsi un massimo di 120 spettatori, a distanza dove necessario. Ma siamo orgogliosi di poter dire che siamo il primo teatro in Toscana a programmare la riapertura, un segnale importante in continuità con l’'mpegno portato avanti in questi mesi difficili di permanenza forzata a casa durante i quali abbiamo lavorato a rassegne teatrali virtuali, con la collaborazione di tanti artisti che hanno portato l'arte del teatro nelle case delle persone, attraverso facebook, i computer e gli smartphone”. 

"E' un piccolo miracolo - dice il direttore artistico Alessio Pizzech - abbiamo fortemente voluto questa riapertura. Il De Filippo, appena ristrutturato e inaugurato qualche giorno prima del lockdown per l'emergenza sanitaria del Covid19, apre finalmente al suo pubblico nel rispetto delle regole riannodando i fili della cultura". Lo spettacolo in programma è un reading di 55 minuti, “Poesia degli Ultimi Americani” di Dario Marconcini e Giovanna Daddi, dall’antologia di Fernanda Pivano e altri testi. “E’ uno spettacolo legato agli anni ’70 – spiega Alessio Pizzech, coordinatore artistico del De Filippo - che ruota attorno al concetto di libertà, un dialogo tra poesia e improvvisazione musicale, impreziosita dalla presenza di due jazzisti, Andrea Lupi e Valerio Perla. Marconcini e Daddi, autori e protagonisti dello spettacolo, sono due figure storiche del teatro toscano, nomination Premio Ubu alla carriera 2019, e tra i fondatori del Centro di Ricerca Teatrale di Pontedera a cui sono particolarmente legato”.

Biglietto 12 euro, prenotazioni a info@teatrodefilippo.it.

Redazione Nove da Firenze