Libero: anche da Firenze esposto disciplinare contro il titolo sulla "Vice mulatta"

Intellettuali e attivisti dei diritti civili segnalano all'Ordine dei giornalisti quella prima pagina del quotidiano milanese dai toni offensivi ai danni della neoeletta Us Vice-president Kamala Harris


Anche da Firenze parte una segnalazione indirizzata al Consiglio di disciplina territoriale dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia in relazione all’articolo intitolato «La vice mulatta ha già rubato la scena a Biden», pubblicato il 9 novembre 2020 dal quotidiano Libero, per chiedere di verificare violazioni del Testo unico dei doveri del giornalista. Quella pagina era già stata oggetto di un esposto disciplinare, nei giorni successivi la pubblicazione, che porta la firma del Presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna.

Adesso arriva il turno di Firenze, culla della lingua italiana, a stigmatizzare l'uso di una parola che dovrebbe essere limitata dal vocabolario solo al servizio della zoologia. L'iniziativa è di Antonella Moro Bundu, madre fiorentina e padre del Sierra Leone, che da un anno e mezzo siede in consiglio comunale a Palazzo Vecchio, dopo essersi candidata sindaco per la lista Firenze a Sinistra. Al suo fianco, tra i firmatari, oltre una nutrita rappresentanza di giornalisti toscani, due docenti della New York University in Florence, Angelica Pesarini e Justin Randolph Thompson, e la scrittrice di origine somala Igiaba Scego.

"La parola italiana proviene dallo spagnolo, per indicare l’accoppiamento incrociato delle specie cavallo e asino -spiega Antonella Bundu- ma i termini mulatto e meticcio erano presenti nel linguaggio fascista e coloniale, nei testi delle leggi razziali, con il deliberato fine di ridicolizzare e ridurre a uno stato animale gli esseri umani definiti in questo modo".

Proprio nelle ore in cui si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l'obiettivo della segnalazione disciplinare partita da Firenze, oltre a denunciare l'oltraggio arrecato a una massima carica di stato estero, è di far maturare in Italia una maggiore consapevolezza sull'uso di termini che dovrebbero essere relegati nella pattumiera della storia.

Nicola Novelli