Rubrica — Spettacolo

L'estate calda del jazz in Toscana

Bollani brasiliano al Teatro Romano di Fiesole. Charles Lloyd & the Marvels con Bill Frisell in concerto ad Empoli


Dopo il grande successo di “Carioca”, Stefano Bollani torna al grande amore per le sonorità brasiliane con “Que Bom”, disco e tour dall’estate 2018. Immancabile la tappa al Teatro Romano di Fiesole, martedì 10 luglio (ore 21,15) nell’ambito dell’Estate Fiesolana. I biglietti (35/25 euro, posti numerati, esclusi diritti di prevendita) sono disponibili alla cassa del Teatro Romano, nei punti vendita di Box Office Toscana www.boxofficetoscana.it/punti-vendita (tel. 055.210804) e online su www.ticketone.it (tel. 892.101). Biglietto ridotto per i residenti nel Comune di Fiesole (presso la biglietteria del Teatro presentando un documento d'identità). Dalle ore 20 fino a inizio spettacolo è possibile visitare gratuitamente il Museo Civico Archeologico di Fiesole. Al termine del concerto sarà in funzione un bus navetta da piazza Mino/Fiesole a piazza Stazione/Firenze, con fermate intermedie. Maggiori informazioni alla cassa del teatro. Sul palco insieme a Bollani ci saranno grandi rappresentanti della musica brasiliana come Jorge Helder al contrabbasso, Jurim Moreira alla batteria e Armando Marçal alle percussioni. Artisti molto amati da Bollani, già presenti nel progetto di Carioca e che qui sono in compagnia di un altro percussionista, il giovane e talentuosissimo Thiago da Serrinha. Se “Carioca” rileggeva grandi temi brasiliani, “Que Bom”, realizzato nel cuore pulsante di Rio, è composto quasi interamente da brani originali di Bollani, che così racconta la genesi del progetto: “Avevo voglia di farmi circondare dalle percussioni, perché il pianoforte fa parte della loro stessa tribù. Sono da sempre innamorato della musica brasiliana, che utilizza l’armonia del jazz sposandola con ritmi di origine africana. Quelli di Que Bom sono brani che ho scritto un po’ ovunque nel mondo, ma che guardano a quel sincretismo, al suono avvolgente delle percussioni brasiliane, a quella vitalità ed energia uniche”. In “Que Bom”, Bollani si è avvalso anche della collaborazione di ospiti di pregio, che hanno firmato alcuni brani. In primis Caetano Veloso – “la voce più straordinaria ed emozionante che ci sia” secondo Bollani - che interpreta in italiano ben due brani, uno suo dal titolo “Michelangelo Antonioni” e un inedito di Bollani “La nebbia a Napoli”. Un altro grande ospite, João Bosco – “energia pura che mi incanta sin da quando ero ragazzino” dichiara Bollani - canta la sua “Nação” e arricchiscono i suoni di “Que Bom” altri due meravigliosi artisti brasiliani che hanno voluto partecipare al progetto: Hamilton de Holanda al mandolino, vecchia conoscenza di Bollani con cui ha inciso più di un progetto e un nuovo importante amico che invece suona con Stefano per la prima volta: Jaques Morelenbaum al violoncello. Il legame tra Stefano Bollani e il Brasile è profondo e prezioso. Del 2007 è il grande successo dell’album e tour Carioca - che vendette più di 70.000 copie. Sempre nel 2007 il pianoforte a coda di Bollani suonò nel mezzo della favela di Pereira de Silva per un concerto evento di risonanza mondiale. Prima di lui era entrato a suonare il piano in una favela solo Antonio Carlos Jobim.

Lunedì 9 luglio 2018 (ore 21.30) a Piazza Farinata degli Uberti di Empoli, Charles Lloyd & The Marvels, feat. Bill Frisell, Reuben Rogers, Eric HarlandSecondo concerto in programma per la IX Edizione di Empoli Jazz Festival 2018, ormai diventato un appuntamento fisso dell'estate musicale toscana, con il patrocinio e sostegno del Comune di Empoli e Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni. Sassofonista e flautista, compositore e arrangiatore; Charles Lloyd celebra nel 2018 il suo ottantesimo compleanno, regalando un’ondata di coinvolgimento e innovazione che lo conferma come un impareggiabile talento dotato di una suprema abilità d’improvvisazione che nel tempo è diventata anche l’effige della collaborazione con The Marvels. L’entusiasmante progetto ha coinvolto lo storico bassista del quartetto Reuben Rogers e la magia della chitarra di Bill Frisell, musicista dalla carriera in costante ascesa da più di 35 anni e un suono con caratteri ormai inconfondibili; tra rock e country, jazz e blues è uno dei chitarristi più vitali e produttivi d’America e tra i più ricercati nella musica contemporanea. Insieme a loro, Eric Harland batterista dalla grande adattabilità e uno stile originalissimo e subito riconoscibile, caratteristiche che lo hanno reso uno dei migliori e più ricercati batteristi della sua generazione. Charles Lloyd è uno dei pochi grandi jazzisti storici viventi, una figura mitica della scena musicale della West Coast americana. Sassofonista dal timbro personalissimo, porta la sua espressività ad un livello spirituale come nessun altro nella storia del jazz dopo Coltrane. Nel suo vocabolario entrano flauti e strumenti insoliti, e il linguaggio si pone come crocevia tra un jazz libero dalle strutture armoniche tradizionali e il retaggio bop. Charles conosce notevole fama negli anni ’60: prima con Chico Hamilton, poi nel sestetto di Cannonball Adderley. Nel 1966 si mette alla guida di un quartetto (con Keith Jarrett, Cecil McBee e Jack DeJohnette) che lo impone definitivamente: la miscela di pop, free e world music sfonda ben al di là del mondo del jazz (dal vivo la band condivide il palco con Jimi Hendrix, Janis Joplin, i Cream, i Grateful Dead). Nel 1970, Lloyd si ritira dalle scene jazzistiche. Per un decennio le sue apparizioni sono rare e concentrate nel mondo del rock: lo si può sentire coi Doors, i Canned Heat e i Beach Boys. Poi la rinascita, negli anni ‘80, a fianco di Petrucciani, che lo spinge nuovamente verso il jazz. Lloyd vive una seconda giovinezza musicale: nelle sue performances si percepisce una vibrazione che pare l’eco della spiritualità coltraniana, all’interno di un jazz dalla matrice vigorosa e dallo slancio solistico decisamente anticonformista.

Redazione Nove da Firenze