L'epopea di Amerigo alla foce dal Guadalquivir

Perché il nome di Vespucci è legato alle sponde del fiume che unisce Siviglia all'oceano Altantico


Difficile credere che qualcuno conoscesse Sanlùcar de Barrameda, prima dell’incontro Sánchez-Merkel di due settimane fa. Nell’occasione i media europei hanno mostrato anche le immagini delle caratteristiche Carreras de Caballos, che si corrono dal 1845 lungo la sua spiaggia fluviale. Eppure la cittadina andalusa è legata a Firenze più di quanto si immaginerebbe. Perché tra XV e XVI secolo, quel piccolo borgo di pescatori diventò una delle principali porte verso il Nuovo mondo, poi ribattezzato con il nome di Amerigo Vespucci.

Il centro sorge sulla sponda sinistra del Guadalquivir, dove questo mette foce nell'Atlantico, ed è sovrastata dall’alto da un antico castello moresco, dalla torre del quale la regina Isabella II vide per la prima volta il mare Oceano. Proprio la particolare posizione di accesso al mare dalla città di Siviglia (che dista circa 100 km. di navigazione fluviale) rese Sanlùcar uno dei luoghi chiave della scoperta dell’America.

Vespucci era arrivato a Siviglia nel 1489, su incarico dei banchieri Lorenzo il Popolano e Giannozzo Berardi, per piantare la bandiera fiorentina in uno dei maggiori porti europei. Inevitabile l’incontro con Cristoforo Colombo, che proprio da Sanlùcar, nove anni dopo sarebbe salpato per il suo terzo viaggio verso il nuovo mondo.

Anche Amerigo transitò più volte da Sanlùcar. Nel 1497 partecipò al viaggio di esplorazione con Juan de la Cosa (cartografo di Cristoforo Colombo) e Juan Díaz de Solís. Due anni dopo, ancora in compagnia del cartografo cantabrico, Vespucci si unì ad Alonso de Ojeda, il quale aveva ricevuto dalla corona l'incarico di esplorare, in direzione sud, le coste delle nuove terre scoperte da Colombo. E durante quel viaggio il fiorentino si rese conto che il navigatore genovese aveva raggiunto un nuovo continente e non una rotta occidentale per raggiungere l'Estremo Oriente per mare.

Vespucci raggiunse l’America con altre due spedizioni, tanto che nel 1507 re Ferdinando II, tra i più grandi navigatori scelse proprio lui per la nomina a Piloto Mayor de Castilla, ponendolo così quale più importante dell'epoca. Amerigo era intanto convolato a nozze con una donna spagnola, abbracciandone la nazionalità nei suoi ultimi anni di vita.

L’epopea "americana" di Sanlùcar sarebbe proseguita anche negli anni successivi alla morte di Vespucci. Da lì salpò Ferdinando Magellano, nel 1519 per la sua prima circumnavigazione, da cui non sarebbe ritornato. E il 6 settembre 1522 lì sbarcò la Victoria, capitanata da Juan Sebastián de Elcano e dal cartografo Antonio Pigafetta, unica superstite della spedizione. E ancora una spedizione di Caboto prese avvio dal porto sanluqueno nel 1526.

Dopo la scoperta delle Americhe Sanlùcar divenne un importante centro commerciale, anche se progressivamente in declino a causa della maggiore praticità del porto di Cadice. Oggi Sanlùcar de Barrameda è più popolare per la Manzanilla, il vino bianco locale, che fa concorrenza ai prestigiosi vini della vicina Jerez de la Frontera. Ma resta la memoria dell’epopea atlantica partita da lì. Una lapide rende omaggio ai 18 marinai ritornati dalla prima circumnavigazione del mondo. E la cittadina andalusa si prepara alle celebrazioni del Quinto centenario nel 2022. A partire da una mostra interattiva sulle esplorazioni, ospitata nell’ex convento de la Merced, dove l’immagine del nostro concittadino, Amerigo Vespucci, fa bella mostra di sé.

Nicola Novelli