Siamo abituati ad associare la Toscana all'iconica bellezza dei suoi quadri rinascimentali, alle code di turisti davanti agli Uffizi o ai viali di cipressi che disegnano le colline del Chianti. Eppure, la vera anima di questo territorio risiede spesso al di là dei percorsi battuti, al riparo dalle classiche cartoline. Esiste una Toscana segreta che vive dietro portoni di palazzi privati, cancelli militari sorvegliati, collezioni d'archivio inaccessibili e cavità sotterranee custodi di storie dimenticate.
L'occasione imperdibile per varcare queste soglie e vivere un'esperienza da autentici esploratori culturali torna con la 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026. Promosso dal Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, questo straordinario evento di partecipazione civica aprirà eccezionalmente 30 luoghi meravigliosi in tutte le province toscane. Attraverso la formula delle visite a contributo libero, chiunque potrà trasformarsi in viaggiatore consapevole e sostenere direttamente la missione di tutela e salvaguardia del patrimonio storico, artistico e paesaggistico del nostro Paese.
Preparati a guardare la regione con occhi nuovi: ecco 5 percorsi ed esperienze sorprendenti che renderanno unico questo fine settimana di scoperte.
In questa quindicesima edizione, il FAI accende una luce speciale sull'ingegno manifatturiero italiano, valorizzando l'artigianato d'eccellenza e la cultura del "saper fare" in stretta collaborazione con Confindustria e Museimpresa. I mestieri d'arte non sono semplice produzione, ma cultura viva, memoria gestuale e identità profonda delle nostre comunità.
In Toscana, questa vocazione artigiana apre al pubblico luoghi dall'atmosfera senza tempo, dove si respira il profumo della materia prima lavorata con sapienza:
- Complesso Storico Walton e Laboratori di Scultura (Carrara): All'interno dell'imponente edificio industriale costruito da Walton nel 1864, il tempo sembra essersi fermato. Qui convivono il Laboratorio Cooperativa Scultori Carrara e gli Studi d'Arte degli Scultori Marianna Blier e Jorge Romeo, fondati insieme agli scultori Riccardo Barsottini, Raffaele Bruzzi e Diego Zampolini.
Tra blocchi di marmo bianco, scalpelli e polvere di pietra, i maestri mostrano dal vivo la secolare "tecnica dei compassi", usata per riportare i punti dalle bozzette in gesso alla pietra sbozzata rigorosamente a mano, difendendo la poesia del lavoro manuale dall'avanzata delle macchine digitali.
- Fabbrica Lucchesi (Prato): Un affascinante opificio dei primi del Novecento, caratterizzato da capriate lignee a vista e adagiato direttamente sulle mura trecentesche della città.
Al suo interno è custodito un patrimonio tessile inestimabile: oltre un secolo di campionari, filati, antichi volumi tecnici con disposizioni scritte a china, macchinari d'epoca e abiti da collezione che dialogano con il design contemporaneo.
- Atelier Ricci a Palazzo Mazzarosa (Lucca): Varcando il portone di Palazzo Cittadella (ora Mazzarosa), ci si ritrova immersi in oltre 350 anni di storia. Tra sale magnificamente affrescate, volte decorate e stoffe pregiate, l'alta sartoria artigianale dà forma ad abiti da sogno, trasformando la visita in un incontro ravvicinato tra architettura classica e grande moda.
"Le Giornate FAI ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all'Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo" dichiara Marco Magnifico, Presidente del FAI.
Ci sono luoghi davanti ai quali passeggiamo ogni giorno senza mai poter varcare la soglia, protetti come sono da motivi di sicurezza, riservatezza istituzionale o protocolli militari. La magia delle Giornate FAI sta proprio nel far scattare quelle serrature, permettendo ai cittadini di riappropriarsi di spazi monumentali di straordinaria rilevanza civica. Tra gli accessi più esclusivi di questa edizione spiccano tre capolavori architettonici:
- Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (Firenze): Storicamente nota come "Scuola di Guerra Aerea", questa cittadella militare d'eccellenza si nasconde nel verde del parco delle Cascine.
Il percorso guidato conduce alla scoperta di ambienti razionalisti nei quali arredi, finiture e decorazioni si sono conservati intatti dal 1938, tra preziosi cimeli, foto d'epoca e cartografie storiche.
- Palazzo della Banca d'Italia (Firenze): Progettato negli anni ruggenti di Firenze Capitale come simbolo della modernizzazione risorgimentale, l'edificio stupisce per l'imponenza dei suoi saloni, la scenografica scala elicoidale e la ricchezza degli affreschi ottocenteschi realizzati da maestri del calibro di Girolamo Marinani e Gaetano Lodi.
- Palazzo Dovizi (Bibbiena): Una dimora rinascimentale di rara eleganza legata al cardinale Bernardo Dovizi, detto "il Bibbiena".
Durante l'evento – con accesso prioritario riservato agli iscritti FAI o a chi si iscrive in loco – si potranno ammirare lo scalone monumentale, il salone con il soffitto ligneo a cassettoni, l'imponente camino e il loggiato d'ispirazione fiorentina.
Camminare all'interno di questi complessi non è soltanto una lezione d'arte dal vivo, ma un vero e proprio atto di scoperta civica che svela le stratificazioni storiche e istituzionali del nostro Paese.
La bellezza del territorio italiano trae la sua linfa più autentica dalle bizzarrie architettoniche, dai capricci d'artista e dalle incredibili opere nate dall'orgoglio di piccole comunità rurali. La Toscana ne conserva esempi unici, pronti a lasciare a bocca aperta anche il visitatore più esperto:
- Teatrino di Vetriano (Pescaglia): Nel 1889 un ingegnere donò alla comunità un semplice fienile. Gli abitanti del borgo, desiderosi di cultura, si autotassarono con poche lire per realizzare una sala teatrale in miniatura.
Oggi questo spazio di appena 71 metri quadrati – con 60 posti in platea, 20 sulle balconate e un'acustica incredibilmente intima – è riconosciuto dal Guinness dei Primati come il teatro storico pubblico più piccolo del mondo.
- Villino Mezza Luna (Camaiore): Costruito nel 1930 su progetto dell'ingegner Lino Massagli di Viareggio per l'attrice Marta Abba, questo villino a pianta circolare è coronato da una suggestiva cupola di gusto islamico-moresca.
Fu proprio Luigi Pirandello, nei suoi intensi carteggi con l'attrice, a suggerire il nome "Mezza Luna", ispirato all'elemento decorativo sulla sommità. All'interno, il salone circolare rapisce lo sguardo grazie al cielo stellato affrescato dal pittore Dino Spelta.
Piccole architetture e grandi visioni private dimostrano come il genio e l'eccentricità abbiano plasmato il paesaggio toscano in modo libero e sorprendente.
Per chi desidera abbinare la passione per la storia al contatto con la natura più selvaggia e incontaminata, questa edizione offre itinerari capaci di sollecitare tutti i sensi, dalle profondità delle miniere alle colline ricoperte di vigneti. Tra le esperienze più suggestive ed emozionanti:
- Miniera della Calcite Nera (Gerfalco - Montieri): Un'escursione indimenticabile che parte dal Centro Visite della Riserva Cornate e Fosini e sale lungo i sentieri di Poggio Mutti.
Raggiunto l'ingresso della grotta a 760 metri d'altitudine, si indossano caschetto e torcia per addentrarsi nell'oscurità sotterranea con le guide del Geoparco. Il freddo della roccia e i fasci di luce rivelano le rare e luccicanti venature di calcite nera, testimoniando la dura vita dei minatori di un tempo.
- Il Borgo di Gerfalco (GR): L'intero centro abitato in pietra si trasforma in un palcoscenico corale. Le note avvolgenti delle viole dal vivo e il volo solenne dei falchi guidati dai falconieri incorniciano gli incontri con la gente del posto: la Prof.ssa Radicchi apre le porte della Biblioteca Castanea, lo storico Caselli narra l'antica memoria degli usi civici, la Dott.ssa Scapin e il parroco Don Rolando Magini svelano i tesori della Chiesa di San Biagio con il suggestivo rito della gola, mentre l'Architetto Pietro Pettini illustra l'urbanistica medievale del borgo.
- Fattoria Colle Verde (Matraia) e Badia a Coltibuono (Gaiole in Chianti): Due storici presidi agricoli dove la bellezza del paesaggio e dell'architettura monastica si fonde con le cantine antiche, i frantoi e le tecniche di produzione vitivinicola biologica e sostenibile.
Un intreccio perfetto tra geologia, tutela del territorio e racconto umano che restituisce il senso profondo del paesaggio italiano.
Un tema di fondamentale importanza nelle Giornate FAI è la rinascita di spazi dimenticati o sconsacrati che, grazie a lunghi e complessi interventi di restauro, tornano a battere come cuori pulsanti della vita di quartiere e di comunità. I casi più emblematici di questa edizione risplendono in due grandi città d'arte:
- Ex Chiesa di San Carlo dei Barnabiti (Firenze): Situata nel vibrante quartiere dell'Oltrarno, questa chiesa sconsacrata è rimasta a lungo chiusa e abbandonata.
Oggi, un sapiente restauro ha restituito alla città un luogo di rara armonia estetica, trasformando la magnificenza delle sue decorazioni barocche nella cornice di un nuovo centro culturale polifunzionale per il quartiere.
- Chiesa di Sant'Antonio in Qualquonia (Pisa): Riaperta al pubblico dal Comune di Pisa dopo un lungo periodo di degrado, la chiesa sintetizza secoli di storia urbana: da oratorio con ospedale per pellegrini a sede dei Cavalieri di Santo Stefano, fino a conservatorio per orfani.
Oltre ad ammirare i resti del soffitto ligneo e dell'altare, i visitatori potranno esplorare la mostra fotografica "Camera Obscura, c'era una volta il negativo" di Paolo Taddei.
"Il nostro patrimonio culturale vive davvero quando diventa patrimonio condiviso, quando le persone possono conoscerlo e sentirlo parte della propria comunità" afferma Cristina Manetti, Assessora alla Cultura della Regione Toscana.
Le Giornate FAI d’Autunno (10-11 ottobre 2026) rappresentano una festa collettiva della bellezza e una chiave d'accesso privilegiata alle meraviglie nascoste della Toscana. Visitare questi 30 luoghi con una donazione spontanea significa compiere un gesto concreto d'amore verso l'Italia, garantendo che questo patrimonio possa essere protetto e tramandato alle generazioni future.
Iscrivendosi al FAI direttamente durante l'evento o rinnovando la propria tessera nei banchetti territoriali, si potrà usufruire di corsie prioritarie veloci per azzerare le attese e accedere ad aperture ad accesso esclusivo riservate ai soci, come la mostra Vineia al Museo Archeologico del Casentino o le sale segrete di Palazzo Dovizi a Bibbiena.