Psichiatra assassinata: l'Asl parte civile nel processo Capovani

La direttrice Casani: "Si tratta anche di un segnale contro tutte le forme di violenza verso gli operatori della sanità"

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
27 aprile 2023 18:30
Psichiatra assassinata: l'Asl parte civile nel processo Capovani

Pisa, 27 aprile 2023 - Appena le fasi processuali lo consentiranno, l’Azienda USL Toscana nord ovest si costituirà parte civile nel processo sull’assassinio della dottoressa Barbara Capovani.

Lo annuncia la direttrice generale Maria Letizia Casani:

“La tragica morte della nostra professionista - afferma la dottoressa Casani - ci ha lasciati tutti sconvolti e sgomenti, ma nel suo nome vogliamo agire, appena sarà possibile, anche dal punto di vista legale. E’ una maniera doverosa per far sentire la nostra vicinanza e solidarietà ai suoi familiari e ai colleghi più stretti che tanto l’hanno apprezzata dal punto di vista umano e professionale. La sua forza e insieme la sua leggerezza nell’affrontare qualsiasi situazione, anche quelle più complesse, resteranno sempre nel nostro cuore, insieme alla sua sensibilità e al suo coraggio. Si tratta anche di un segnale contro tutte le forme di violenza verso gli operatori della sanità, rispetto alle quali comunque la nostra Azienda ha da tempo avviato anche altre iniziative”.

Approfondimenti

A proposito di questo terrbile omocidio, Adelia Lucattini, psichiatra e psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana, è intervenuta nella trasmissione “Prisma” condotta da Andrea Mollas e Cinzia Santangeli in onda su Cusano Italia Tv

La prima reazione che ha avuto quale è stata?

“Un colpo al cuore, una tragedia terribile che ricorda anche altri eventi di morti sul lavoro, seppur siano eventi rari. Si pensa ai familiari che lascia e i colleghi che continuano ad andare al lavoro”

C’è il rischio di arrivare a un punto di non ritorno?

“No. I pazienti psichiatrici non solo il pericolo, sono in pericolo, sono fragili. In fase acuta non hanno coscienza della malattia, siamo formati ad affrontare situazioni di emergenza. I pazienti pericolosi sono pochissimi e neanche li incontriamo spesso, ma sono spesso autori di reato che hanno anche un problema psichiatrico, quindi noi li incontriamo in seconda battuta”

Colui che ha ucciso la Capovani ha un profilo pericoloso, definito narcisista consapevole.

“Per poter dire qualcosa di un paziente così complesso bisognerebbe visitarlo. Il vero punto è come mai queste persone che commettono reati non possano essere curate in strutture idonee, anche scontando delle pene. Il vero punto è cosa c’è in questo momento tra i pazienti psichiatrici che commettono il reato ma anche viceversa. Ci dovrebbero essere strutture ad hoc”

Lui si era anche ripreso.

“Il narcisista si riprende, è un comportamento normale. Un tempo esisteva l’ospedale psichiatrico ma ci finiva dentro la qualunque, anche chi aveva commesso un reato minore. Oggi si lamenta la mancanza di una struttura intermedia. Utilizziamo questa cosa accaduta per attuare una riforma”.

Riguardo alla legge Basaglia.

“La legge Basaglia era fondamentale. I manicomi sono stati chiusi perché era strutture terribili. Nel chiudere i manicomi, progressivamente, i centri di salute mentale si sono ritrovati con pochi operatori. Cosa intende fare il legislatore rispetto alle REMS? E cosa rispetto ai centri di salute mentale? I pazienti vanno curati, non attendere che commettano un reato. Il sacrificio della Capovani non era necessario ma deve servire per dare risposta ai bisogni psicologici e psichiatrici della popolazione”

In questo caso c’è una responsabilità politica importante.

“Questo io non posso dirlo. Bisogna distinguere tra chi è sano di mente e chi no. Il delinquente può essere non sano di mente. La responsabilità politica è rispetto alle strutture. La responsabilità politica è che vanno potenziate le parti”

Questa era una persona nota e conosciuta per aver già aggredito. Basta andare sulla sua pagina Facebook per capire il suo delirio. Il medico in prima linea, a volte, è lasciato solo.

“Ci sono tante persone che hanno idee deliranti. Ci sono dei deliri che sono innocui e altri che lo sono di meno. Non importa cosa si afferma online quanto quello che si fa. I medici sono clinici, la domanda è: quest’uomo che è stato visto da un giudice perché non ha avuto una perizia psichiatrica che ne stabilisca la diagnosi? Se c’è una cosa che è mancata: come mai questa persona non ha avuto perizia psichiatrica fuori dalla fase acuta? Perché poteva evadere dai domiciliari senza che venisse fatto nulla? Quando ci sono persone che commettono reati c’è bisogno che si stabilisca ciò che hanno non solo nella fase acuta ma anche prima”

Riguardo la sicurezza negli ospedali.

“La sicurezza negli ospedali è qualcosa di serio. Ci sono aggressioni che non arrivano alla cronaca. È necessario che ci siano norme di sicurezza. Bisogna distinguere tra delinquenti e pazienti. Bisogna aumentare la sicurezza negli ospedali”

In questo caso parliamo di una persona da trattare e curare, di un delinquente o di entrambe?

“Di entrambe”

Al netto di tutto, si poteva evitare?

“Non sono prevedibili questi attacchi. Né sono prevedibili neanche le ferite. Una prevenzione in realtà non è possibile”

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