Rubrica — Europe Direct

Europe Direct: la Francigena diventa europea

La rubrica realizzata dallo Sportello del Comune di Firenze: presentata la “nuova” Via all’Istituto Italiano di Cultura nella capitale belga


In auto, a piedi, in bicicletta, a cavallo, 380 chilometri in tutta sicurezza, 38 comuni attraversati, più di 1000 strutture ricettive per ogni tasca e ogni piede. Storia, cultura, architettura immersi in paesaggi che restano nella memoria.

Il 3 febbraio scorso, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, in occasione della Borsa del Turismo belga, che ospita oltre 800 espositori dal tutto il mondo, ha promosso e illustrato il percorso toscano della Via Francigena:“ Dal 2014, la Via Francigena si aggiunge all’ampia offerta della Toscana, fatta di arte, storia, paesaggio ed enogastronomia. Si tratta di un nuovo turismo, quello più spirituale, di elevatissima valenza culturale. Un turismo slow, riflessivo, di chi ama il contatto con la natura. Un cammino europeo, che noi vogliamo dedicare a tutti i giovani di questo continente, rendendolo attrattivo ai loro occhi grazie anche ad un accesso alla banda larga su tutto il percorso. Oltre a questo è anche da sottolineare il dato economico della Via Francigena – ha aggiunto Rossi – che nel 2014 ha contribuito al Pil toscano per 24 milioni: all’incirca come la metà del fatturato dell’aeroporto di Firenze. Noi vogliamo che diventi una nuova infrastruttura del turismo regionale, in grado anche di creare 500 posti di lavoro in un anno”.

La Toscana è l’unica regione interessata dal percorso ad averlo recuperato completamente. Questo grazie anche al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, da cui provengono gran parte dei fondi utilizzati. Come si può leggere anche dalle dichiarazioni di Massimo Tedeschi, Presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene: “Il ruolo attivo delle regioni è fondamentale in quanto è attraverso una convinta politica di sviluppo regionale (grazie all'utilizzo di fondi europei POR-FESR) incentrata sulla valorizzazione degli itinerari che sarà possibile investire risorse sulle infrastrutture e la promozione della Via Francigena”. L’interesse europeo verso la Via Francigena, una “via di culture” secondo Jacques Le Goff, è iniziato nel 1994 con il riconoscimento di “itinerario culturale” e poi di “grande itinerario culturale” da parte del Consiglio d’Europa nel 2004.

Ma ricostruiamo il passato di questo percorso e la sua storia. Per noi oggi il nome della via è strettamente legato alla figura di Sigerico, un vescovo che ha lasciato una descrizione molto dettagliata, del percorso che fece da Roma per tornare in Inghilterra. Partito da Canterbury nel 990 d.C., Sigerico raggiunse Roma per ricevere l’investitura papale da Giovanni XV e il simbolo della sua carica di arcivescovo: il pallio. Mentre percorreva il percorso per il ritorno, attraversata tutta l’Italia, da Roma al Gran San Bernardo, toccate l’attuale Svizzera e parte della Francia, Sigerico raggiunse di nuovo Canterbury, lasciando scritte le tappe che avevano segnato il suo viaggio. Il prezioso manoscritto elenca le 79 località in cui il prelato e il suo seguito sostarono per la notte. La maggior parte di queste, corrisponde a località tutt’ora esistenti, o a toponimi che sono poi successivamente identificati dagli storici. Sarebbe errato pensare alla Via Francigena come un’unica via stradale, ma più verosimilmente era un fascio di strade che i pellegrini percorrevano in direzione di Roma. Molti poi proseguivano verso il sud d’Italia e precisamente verso il porto di Brindisi, per poi imbarcarsi alla volta della Terra Santa.

Il tratto toscano va dal passo della Cisa, in Lunigiana, fino ad Acquapendente, nel Lazio. Inoltre sul sito della Regione Toscana, vi è una sezione molto dettagliata per chi fosse interessato a sostenere questo percorso. Si trova innanzi tutto dei consigli utili su come preparare il viaggio, a partire dall’equipaggiamento, per arrivare alla descrizione della segnaletica, sia quella stradale, sia quella dei sentieri. E’ presente inoltre una lista delle strutture ecclesiastiche dedicate all’ospitalità povera. Ricordiamo infatti che l’ospitalità, missione della Chiesa cattolica, è gratuita, salvo libere offerte degli utenti.

Non ci resta che armarsi di zaino, e partire!!!

Redazione Nove da Firenze