La Toscana della solidarietà: il volontariato non va in vacanza

L’evoluzione delle reti tra tecnologia e nuovi modelli di dialogo sul territorio

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
29 Luglio 2026 14:05
La Toscana della solidarietà: il volontariato non va in vacanza

Mentre il sole di questo scorcio di luglio 2026 infuoca le spiagge della Versilia e le code dinanzi agli Uffizi raccontano l'immagine di una Toscana da cartolina, esiste una realtà parallela che abita le stanze silenziose delle abitazioni a Prato, Pistoia o nelle frazioni più isolate. È la Toscana della fragilità, quella che non conosce la spensieratezza delle ferie e che, proprio nei mesi caldi, rischia di scivolare nell'invisibilità. Eppure, a sorreggere questo ecosistema umano è una spina dorsale che non ha mai smesso di pulsare: il volontariato. Non una semplice assistenza, ma un presidio essenziale di salute pubblica e sicurezza che garantisce la tenuta sociale della regione anche quando il resto del mondo sembra fermarsi.

La sicurezza di una comunità si misura dalla rapidità con cui arriva il soccorso. In Toscana, questa capillarità sta vivendo una trasformazione profonda, coniugando l'innovazione tecnologica a una nuova visione strategica del Terzo Settore.

A Montelupo Fiorentino, la scommessa è sulla "cittadinanza attiva" per trasformare ogni passante in un potenziale salvavita. Il progetto ha portato a risultati concreti:

  • Installazione di sette nuovi defibrillatori automatici esterni finanziati tramite la Legge di Stabilità, posizionati strategicamente a Camaioni (giardino comunale), Samminiatello (Piazza Bitossi), Torre (Piazza Serafini), Fibbiana (Piazza San Rocco), Turbone (fronte Chiesa) e due nel Centro (Piazza della Libertà e Piazza dell’Unione Europea).
  • Formazione di oltre 60 cittadini, che grazie alla collaborazione con Misericordia e Pubblica Assistenza, hanno imparato le manovre di soccorso coordinate dal 118.

Ma se la tecnologia salva vite, è la logistica a permetterlo. In provincia di Pistoia, la Fondazione Caript ha impresso un cambio di passo fondamentale. Superando il rigido modello del "bando" concorsuale, il Presidente Luca Gori ha introdotto il metodo del confronto diretto con i coordinamenti del volontariato. Come sottolineato da Gori, questo "dialogo preventivo" ha permesso di individuare le priorità reali in una fase critica dove i costi di un'ambulanza di tipo A toccano ormai i 100.000 euro.

Grazie a un contributo di 150.000 euro, è stato possibile avviare il rinnovo del parco mezzi, messo alle strette dalle nuove normative regionali che limitano drasticamente la vita operativa dei veicoli in base a chilometraggio ed età. I fondi sono stati destinati alla Misericordia di Bottegone, alla Misericordia di Monsummano Terme e Cintolese, alla Misericordia di Uzzano Santa Lucia e Torricchio, alla Società di Soccorso pubblico di Larciano e alla Pubblica Assistenza di Monsummano Terme.

Dalla sicurezza tecnologica dei DAE si passa alla sicurezza umana del fine vita. La Fondazione ANT rappresenta in Toscana il baluardo contro la solitudine del malato oncologico. Non si tratta solo di volontariato di supporto, ma di una vera equipe professionale retribuita composta da 11 medici, 10 infermieri e 5 psicologi.

Questa rete copre i territori di Firenze, Prato, Pistoia, Massa, Carrara e Versilia, garantendo che la casa del paziente resti un luogo di cura e non di abbandono. I numeri parlano di un impegno storico: dal 1995 al 31 dicembre 2025, sono stati assistiti ben 10.205 pazienti.

La Dott.ssa Silvia Leoni, responsabile dell'equipe sanitaria, chiarisce la natura del servizio: "Non importa se chiamano di notte, nei fine settimana, nei giorni festivi o nel periodo delle ferie estive, avranno sempre una risposta e una visita a casa." È la negazione del concetto di "vacanza" applicata al bisogno clinico e psicologico.

Il legame tra cittadini si fa ancora più stretto quando passa attraverso la donazione di sangue e plasma. L'estate 2026 conferma un calo fisiologico preoccupante, che mette a rischio chi, come Lucia Bernazzi, convive con un'immunodeficienza primitiva. Per questi pazienti, il plasma non è un farmaco acquistabile in farmacia, ma l'unica "terapia sostitutiva" possibile.

Bernazzi ricorda come la diagnosi avvenga tramite un test semplice, ma la sopravvivenza dipenda interamente dal prestito di gamma-globuline da parte dei donatori. Senza queste, anche un virus banale diventa letale. La sfida è resa più dura dal fatto che le immunoglobuline sono oggi richieste anche per patologie neuro-degenerative e immunodeficienze secondarie, assottigliando le scorte.

Claudia Firenze, presidente di Avis Toscana, è perentoria: donare d'estate non è un optional, ma un gesto etico necessario. È l'appello a non mettere in "stand-by" la generosità, poiché la malattia rara non va in pausa.

Il Rapporto MonitoRare di UNIAMO fotografa una Toscana che corre più veloce della media nazionale, con 6,8 centri di riferimento ogni milione di abitanti rispetto ai 4,4 dell'Italia intera. Un dato sorprendente emerge dalle statistiche: la malattia rara in Toscana non è un fenomeno prevalentemente pediatrico; la fascia più rappresentata è quella degli over 50, con il picco nel segmento 55-59 anni (3.155 persone).

Indicatore Malattie Rare in ToscanaValore
Residenti nel Registro Regionale39.674
Centri di riferimento (ERN e nazionali)25
Piani di presa in carico attivi29,2%
Spesa farmaci orfani (2023)152,3 milioni di euro
Investimento in Terapie Avanzate (ATMP)10,3 milioni di euro

L'eccellenza toscana si riflette anche nello screening neonatale, che oggi copre 47 patologie, incluse le più recenti estensioni per SMA e malattie metaboliche. Tuttavia, la sfida resta la "presa in carico": solo il 29,2% dei pazienti ha un piano attivo, segno che la rete d'eccellenza deve ancora lavorare sulla continuità multidisciplinare.

La tenuta della "Toscana Solidale" non è un automatismo burocratico, ma il risultato di una scelta quotidiana. Essere una comunità "sicura, consapevole e preparata" richiede che il cittadino si senta parte del sistema, specialmente in estate. Donare il proprio tempo o il proprio sangue non è un semplice atto di altruismo, ma un dovere civico che permette a questa regione di restare un'eccellenza umana prima che sanitaria.

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