Rubrica — Mostre

​La street art entra in carcere

Un grande murale sarà realizzato alla casa circondariale Mario Gozzini


La street art entra in carcere. L’assessorato alle politiche giovanili sosterrà la realizzazione di un grande murale alla casa circondariale Mario Gozzini. Il via libera con l'approvazione, ieri in giunta, della delibera presentata dall'assessore Cosimo Guccione.

Il progetto della cooperativa Cat, cofinanziato dalla Fondazione CR Firenze e dal Comune e intitolato 'La scritta che buca', vedrà protagonisti l’artista Nico Lopez Bruchi e i detenuti del Gozzini che dipingeranno non solo un murale sui 100 metri della facciata principale esterna ma anche gli spazi interni che ospitano la didattica.
“L’arte non ha barriere – ha sottolineato l’assessore Guccione – e questo progetto porta la bellezza in un luogo che ne è carente. I ragazzi detenuti, attraverso il loro lavoro, realizzeranno qualcosa che possono sentire proprio in un luogo di isolamento e separazione”.
“Il carcere è parte integrante del quartiere e della città – ha rilevato il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni – questo progetto è anche frutto del percorso partecipativo "Incontri nel Giardino", che durante lo scorso anno ha coinvolto detenuti e cittadini nell'immaginare una Sollicciano diversa e più accogliente per tutti. Il murale che sarà realizzato, anch'esso frutto del coinvolgimento di chi necessariamente abita la casa circondariale, sarà la rappresentazione plastica di questo, un ponte simbolico tra il carcere e la comunità locale”.
"Con questo progetto l'arte - afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze - entra in un luogo di chiusura e isolamento come quello del carcere. La Fondazione CR Firenze crede fortemente nel potere che la produzione artistica ha di generare bene e benessere per la comunità, come per altro confermato da numerosi studi scientifici. Il nostro scopo è quello di generare un vero e proprio welfare della cultura. In questo caso saranno protagonisti proprio i detenuti che avranno un'opportunità ed esperienza importante di condivisione".
Al Gozzini i lavori cominceranno alla fine del mese di novembre.
La delibera approvata ieri prevede anche la realizzazione di un murale sul chiosco de ‘Le Trippaie’, in piazza Dalmazia intitolato ‘Rifredi: La Fabbrica dei Sogni’. Anche in questo caso si tratta di un progetto partecipato dell’associazione Il Paracadute di Icaro in collaborazione con Impact Hub e Cortona on The Move, realizzato con il sostegno della Fondazione CR Firenze, che vedrà coinvolti l’artista Rame 13 e la comunità di Rifredi. L’obiettivo è dare origine ad un racconto collettivo sul tema del sogno, inteso come desiderio e aspirazione.
“Vorrei ringraziare la proprietaria del chiosco di piazza Dalmazia per avere accolto un progetto della città - ha dichiarato l’assessore – cultura, arte e creatività sono gli strumenti con i quali la comunità di Rifredi potrà riscoprire un suo protagonismo comune per la rigenerazione urbana degli spazi cittadini”.
“Prosegue il lavoro nel Quartiere 5 per dare ospitalità a questa forma di espressione d'arte - spiega il presidente del Quartiere 5 Cristiano Balli - con il murales in piazza Dalmazia, grazie alla volontà anche dei negozi di vicinato, si implementano i luoghi per questa forma di arte”.
In piazza Dalmazia i lavori per la realizzazione del murale partiranno nei prossimi giorni.
Gli artisti coinvolti nei due progetti, Nico Lopez Bruchi e Rame 13, costituiscono il collettivo Elektro Domestik Force che ha realizzato opere di arte sociale non solo a Firenze ma nel resto della Toscana.

Redazione Nove da Firenze