La proposta di Confindustria: tranvia nelle aree industriali dell’Osmannoro e Scandicci

Il sindacato: “Si crei un tavolo permanente a livello metropolitano per la gestione integrata della viabilità e l’intermodalità”. Stella e Marchetti (FI): "Giusto e sacrosanto richiamo su infrastrutture e grandi opere"


FIRENZE, 1 giugno ‘18 - Porterebbe ingenti benefici economici, sociali e ambientali. Sono le imprese di Confindustria Firenze a chiedere lo sviluppo e il potenziamento del trasporto pubblico metropolitano tranviario nelle aree industriali fiorentine di Scandicci e Osmannoro. La proposta arriva nel corso dell’incontro organizzato oggi dalla Cgil Firenze: “La sostenibilità come motore di sviluppo”, dove è stata ribadita l’importanza della “cura del ferro” per la competitività del nostro territorio. Nella sola area industriale dell’Osmannoro – secondo il Centro Studi di Confindustria Firenze - si calcola che il tempo risparmiato con l’uso della tranvia per gli spostamenti casa-lavoro sia di circa 37 mila giorni lavorativi l’anno, per un valore economico del tempo risparmiato di oltre 6 milioni di euro l’anno, oltre a 2 milioni di euro l’anno di carburante. Il mancato utilizzo del mezzo pubblico per gli spostamenti casa-lavoro inoltre, per il 60% dei pendolari dell’area, è dovuto a variabili temporali (come la frequenza delle corse e la coincidenza con gli orari lavorativi). La proposta di un collegamento tranviario da Osmannoro al centro città nasce quindi, dalla grande attenzione delle imprese di Confindustria Firenze ai benefici ambientali e di qualità di vita, nonché economici, per i lavoratori e i cittadini dell’area metropolitana di Firenze. Infatti, solo nell’area di Osmannoro, ad alta intensità industriale e terziaria (con una capacità di produrre reddito 30 volte superiore alla media del territorio metropolitano per kmq) oggi, quasi il 75% dei pendolari utilizza come mezzo di trasporto l’auto o la moto.

E durante il convegno oltre 250 lavoratori delegati (di oltre 70 aziende tra Osmannoro e Scandicci) hanno siglato una raccolta firme lanciata dalla Cgil per il completamento della linea verso Bagno a Ripoli-Coverciano, il prolungamento della linea 1 per servire l'intera area industriale di Scandicci, lo sviluppo di una linea tranviaria che serva interamente l'area produttiva dell'Osmannoro. Si legge nella petizione: “Dare la possibilità ai lavoratori di recarsi nel proprio posto di lavoro anche con questo mezzo pubblico non solo favorirebbe la conciliazione tra i loro tempi di vita e tempi di lavoro e incentiverebbe una gestione più flessibile dei propri orari lavorativi, ma oltretutto ridurrebbe in modo importante i numerosi incidenti ‘in itinere’ ed abbatterebbe significativamente, con vantaggi per l'intera comunità in termini di viabilità e di emissioni, l'uso del mezzo privato, ad oggi spesso unica alternativa possibile per questi flussi così indispensabili per lo sviluppo e il benessere del nostro territorio. Chiediamo inoltre, per una piena realizzazione degli obiettivi che ci prefiggiamo, una politica unitaria ed intermodale che incentivi e favorisca, anche con un apposito sistema tariffario, lo spostamento del pendolarismo per studio e lavoro sul trasporto pubblico”.

Ha detto la segretaria generale di Cgil Firenze Paola Galgani: “La raccolta firme dei lavoratori delegati a favore delle tramvie testimonia che queste sono viste come un mezzo che migliora le condizioni di vita e di lavoro. Nel convegno di oggi abbiamo riscontrato interesse e ascolto dal mondo delle imprese e delle istituzioni, i progetti di cui abbiamo parlato rispondono a dei bisogni che partono dal mondo del lavoro. I tempi di vita, di spostamento e di lavoro sono un tema centrale per chi la nostra organizzazione rappresenta, la rappresentanza di interessi collettivi resta un valore fondamentale in barba a chi parla di disintermediazione”.

Per completare il quadro di come il servizio pubblico possa supportare i lavoratori pendolari nella loro mobilità - ha aggiunto Bernardo Marasco di Cgil Firenze - è necessario inoltre aumentare il numero di treni sui binari ordinari sulle direttrici principali da e per Firenze, per uno sviluppo dell'uso metropolitano della ferrovia”.

Le tramvie, i flussi del traffico, le linee dei bus, i treni metropolitani di superficie che per noi restano un progetto da mantenere in campo liberando i binari di superficie con l’Alta Velocità, le terze corsie autostradali, il proliferare dei bus turistici, il boom dell’e-commerce che ha portato mille furgoni al giorno in città ognuno dei quali fa 150 fermate quotidiane: la mobilità fiorentina sta vivendo una fase di grande cambiamento, chiediamo un luogo, un tavolo metropolitano permanente deputato a ragionare del sistema nel suo complesso, non a compartimenti stagni, per monitorare la situazioni e individuare soluzioni efficaci. Ogni strumento da solo non può essere la soluzione, nemmeno le tramvie, bisogna che tutto si tenga puntando sull’intermodalità a livello metropolitano”, ha concluso Andrea Gambacciani (Filt Cgil Firenze).

"Il richiamo di Confindustria Toscana Nord alla politica sulla necessità di realizzare e completare le grandi opere e le infrastrutture, è giusto e sacrosanto. Cave, aeroporto di Firenze, termovalorizzatore di Case Passerini, autostrade e ferrovie sono dei pilastri imprescindibili senza i quali l'economia regionale non può che restare al palo". Lo affermano Marco Stella e Maurizio Marchetti, rispettivamente vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana e capogruppo di Forza Italia all'Assemblea toscana. "Gli impianti per la gestione dei rifiuti sono essenziali per le nostre imprese e la nostra competitività, e bene ha fatto il presidente di Confindustria Toscana Nord, Giulio Grossi, a ricordarlo - sottolineano Stella e Marchetti -. Quali soluzioni propone Rossi per le 280 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani che rimarrebbero comunque da smaltire? E come intende gestire i rifiuti del tessile, della carta e del manifatturiero in genere?". "La politica - proseguono i due esponenti di Forza Italia - deve saper dare risposte chiare su questi come su tutta una serie di altri temi, come i costi penalizzanti dell'energia e del gas (soprattutto per il settore carta, ma anche per il tessile); l'etichettatura d'origine e l'origine preferenziale per i prodotti tessili; i ritardi della Regione Toscana nel valutare le domande sui bandi europei che penalizzano le aziende due volte; il codice degli appalti, che ha aperto la strada ad aberrazioni come il sorteggio; il quadro ancora confuso della formazione post-diploma". "C'è poi il nodo dolente delle infrastrutture, come lo hanno definito giustamente gli industriali - ricordano Marchetti e Stella -. Un grave deficit con cui le imprese si trovano a doversi misurare. C'è la storia infinita dell'ampliamento dell'aeroporto di Firenze, il completamento della Tirrenica e della 'Due Mari', e c'è l'improvvisa cancellazione decisa dal governatore Enrico Rossi della previsione dell'inceneritore di Case Passerini. E' grave si siano create le condizioni perché questa infrastruttura venisse di fatto cancellata. Senza contare, altro problema, che il Piano regionale cave attende ancora di essere completato".

Redazione Nove da Firenze