La filiera toscana? Va di moda ma i conto terzisti soffrono

Anche grazie a loro l'export in questo settore vale due miliardi di euro ma l'aumento delle tariffe e la concorrenza sleale preoccupano. Nell'ambito di Pitti, venerdì 14 giugno al Palazzo dei Congressi una tavola rotonda organizzata dalla Cna. La sfida è contrapporre la qualità alla quantità


Un gruppo di imprenditori toscani del settore moda associati a CNA ed esperti di settore si daranno appuntamento al Palazzo dei Congressi di Firenze venerdì 14 giugno dalle ore 9 per discutere le strategie necessarie a difendere il valore della manifattura di qualità.

Dietro ai grandi marchi presenti in questi giorni a Pitti, lavorano aziende lontane dai riflettori, ma determinanti per la produzione e spesso anche ideazione dei tanto ambiti capi ed accessori griffati. La tavola rotonda LA FILIERA TOSCANA VA DI MODA, in programma venerdì 14 giugno dalle ore 9,30 alle 13 nella Sala Verde del Palazzo dei Congressi di Firenze, sarà un vero e proprio “think tank” dove gli esperti metteranno a fuoco le criticità incontrate dagli imprenditori e condivideranno con loro strumenti e soluzioni per gestirle o superarle. Le riflessioni che emergeranno da questo incontro saranno sintetizzate e definiranno la “piattaforma sindacale” di CNA Federmoda Toscana.

Il programma

Dopo il saluto del Presidente CNA Toscana Andrea Di Benedetto e del Direttore generale Pitti Immagine Agostino Poletto, parteciperanno alla tavola rotonda:
Bruno Tommassini, Presidente CNA Federmoda Toscana
Mario Pagani, Dipartimento politiche industriali CNA nazionale
Rinaldo Rinaldi, Docente Università degli Studi di Firenze
Gaetano Aiello, Docente Università degli Studi di Firenze

Riccardo Sabatini, Responsabile Area Ambiente CNA Toscana

Le conclusioni saranno a cura del Presidente Nazionale CNA Federmoda Marco Landi.

Modera l’incontro Romano Benini, Giornalista di Rai3 e Docente La Sapienza Università di Roma.

Tre le principali tematiche che saranno analizzate: la sostenibilità economica della filiera della subfornitura, la promozione del patrimonio di competenze per la crescita di nuove maestranze, la sostenibilità ambientale della filiera Moda.

Gli esperti metteranno a fuoco le criticità incontrate dagli imprenditori e condivideranno con loro strumenti e soluzioni per gestirle o superarle. Filo conduttore dell’intera iniziativa e purtroppo, anello sempre più debole della filiera, le aziende conto terziste toscane.

Alcuni dati Il comparto moda è per la Toscana un settore strategico che dà lavoro e produce reddito: tessile, abbigliamento, pelli occupano oltre il 10% delle unità di lavoro regionali ed il comparto copre circa il 30% delle esportazioni di beni. Le aziende conto terziste del distretto toscano della pelletteria e calzature, ad esempio, occupano 14 mila persone (+ 3,6% rispetto al 2017) ed è grazie anche a loro che l’export in questo settore vale 2 miliardi di euro.

E’ nei laboratori degli artigiani toscani che si realizzano le eccellenze del Made in Italy, ma proprio gli artigiani e le piccole imprese sono l’anello debole della filiera produttiva della moda: sono loro, le aziende conto terziste toscane, che subiscono contratti di subfornitura sotto costo, che sono costretti ad accollarsi l’aumento delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti di lavorazione, che si vedono sottrarre le maestranze da loro formate nel tempo, sono gli imprenditori delle aziende di medie piccole dimensioni che non possono accedere alle nuove misure di finanziamento come ad esempio “industria 4.0”, perché si tratta di lavorazioni prevalentemente manuali, ecc. 

Inoltre subiscono la concorrenza sleale di chi impiega manodopera a costo bassissimo e la fa lavorare in strutture non adeguate, fattori che incidono sul prezzo del prodotto che alla fine è talmente basso da impedire agli artigiani veri e che rispettano le regole di competere.

L’appuntamento sarà utile per individuare piste ed attori disponibili a dare risposte affermative alle richieste che da tempo pongono gli imprenditori della moda associati a CNA. Solo per citarne qualcuna: perché non fondare la reputazione dei marchi sulla qualità e fidelizzazione della loro filiera di subfornitura in termini di adeguate condizioni contrattuali e rispetto dei tempi di pagamento? Perché non collegare la competitività delle imprese artigiane non solo al fattore prezzo, ma anche alla qualità e al valore che producono? Perché non rivedere potenziandolo l’attuale modello di governance dei distretti industriali della Moda? Domande vitali per un comparto, quello della Moda, determinante per il PIL della Toscana. Le riflessioni che emergeranno da questo incontro saranno sintetizzate e definiranno la “piattaforma sindacale” di CNA Federmoda. Per rendere il confronto ancora più stimolante è stato individuato come moderatore il Prof. Romano Benini che conosce bene la platea degli imprenditori.

La ricerca della bellezza e della qualità, le vocazioni dei territori, la creatività e il design non sono che le forme esteriori di una specifica cultura, di una vicenda storica e del carattere stesso dell’Italia. Forti di queste premesse, CNA Federmoda Toscana intende rilanciare il comparto ed investire in strategie a medio e lungo termine per coniugare il bene e il bello. Questa è anche una grande sfida politica: contrapporre la società del gusto alla società dei consumi, la qualità alla quantità, la ricerca di prodotti e stili di vita «su misura» al consumo di massa. Garantire la sostenibilità economica di questo settore significa infatti garantire la democrazia, la pluralità e ricchezza culturale e combattere contraffazione e disinformazione.

Redazione Nove da Firenze