Intelligenza Artificiale: la blockchain è un talento toscano

Più mobilità e internazionalizzazione delle carriere per gli studenti Unipi grazie a Blockchain. La Startup fiorentina Kinoa lancia Kibigo. L'empolese Var Group entra in Smartlabs e Blockit. Nasce a Sesto Fiorentino il Blockchain Life Science Lab


Le opportunità offerte dal nuovo paradigma digitale sono ancora inesplorate da molte imprese toscane, ma non da tutte. La formazione può aiutare a scongiurare il rischio dell'inadeguatezza delle competenze rispetto alle richieste del mercato del lavoro. In particolare la tecnologia Blockchain può ottimizzare i processi dal punto di vista dell'efficienza, dell'efficacia, della sicurezza, e porre maggiore attenzione all'integrità del dato, garantendo un processo fluido e affidabile lungo tutta la filiera produttiva e distributiva. Questa tecnologia rivoluzionerà gli attuali servizi nella digital identity, nelle telecomunicazioni, nel settore energetico, nella pubblica amministrazione e nell’agrifood.

La Blockchain è la tecnologia emergente che consente lo scambio e la distribuzione sicura di qualsiasi genere di dati. Un approccio innovativo in grado di garantire a tutti la possibilità di verificare, controllare e disporre di una totale trasparenza e immodificabilità in qualsiasi tipo di scelta o di transazione, che cambierà pertanto le logiche di gestione delle transazioni e inciderà sul business delle imprese. Nell’attuale spinta all’adeguamento dei modelli di business alle nuove esigenze poste dall’economia digitale, Blockchain e compliance rappresentano due ambiti strategici. Le aziende di ogni mercato e dimensione che intraprendano un cammino di innovazione e di adeguamento all’ecosistema 4.0 hanno inevitabilmente la necessità di rivedere le proprie strategie di sicurezza per garantirsi un’efficace difesa dalla cyber criminalità.

Favorire la mobilità e l’internazionalizzazione delle carriere degli studenti a partire dagli anni dell’università. E’ con questo obiettivo che l’Università di Pisa, prima in Italia e fra i primi atenei in Europa, ha adottato l’innovativa tecnologia Blockchain nell’ambito di un progetto nato dalla collaborazione con CIMEA, il Centro di Informazione sulla mobilità e le Equivalenze accademiche. Grazie a questo sistema, e in totale sicurezza, gli studenti che si iscrivono all’Università di Pisa potranno registrare i propri titoli secondo standard internazionali, così da renderli “leggibili” in Italia e all’estero. Inoltre, anche una volta laureati e per sempre, potranno continuare ad aggiornare ed utilizzare questo loro “portafoglio digitale” per certificare e condividere le proprie qualifiche con altre istituzioni o con i futuri datori di lavoro.

“Il nostro ateneo – commenta il professor Paolo Maria Mancarella, rettore dell’Università di Pisa - è da sempre attento all’internazionalizzazione e all’innovazione nella ricerca e nella didattica. Questo progetto coniuga entrambi gli aspetti, con l’innovazione che diventa uno strumento sia per agevolare la mobilità degli studenti, sia per rafforzare la dimensione internazionale del nostro Ateneo. Un progetto che mi porta ad immaginare un mondo futuro in cui gli studenti potranno muoversi da un ateneo ad un altro, in paesi diversi, senza doversi scambiare fisicamente documenti, in un’ottica di completa dematerializzazione”.

“Il progetto nasce originariamente dal desiderio di velocizzare il processo di immatricolazione degli studenti internazionali ai corsi di studio del nostro Ateneo - aggiunge il professor Francesco Marcelloni, prorettore alla Cooperazione e Relazioni Internazionali dell’Università di Pisa - dando la possibilità di sottomettere tutta la documentazione in formato digitale attraverso una semplice interfaccia e procedendo alla validazione dei titoli presentati attraverso CIMEA. Grazie a Blockchain, questa verifica rimarrà certificata e gli studenti potranno utilizzarla durante tutta la loro vita”.

“Sono particolarmente orgoglioso della partnership con l’Università di Pisa per questa straordinaria innovazione nella vita degli studenti – dichiara Luca Lantero, direttore di CIMEA - L’obiettivo principale per il nostro Centro è promuovere la mobilità accademica in tutte le sue forme. La possibilità di avere un certificato digitale su Blockchain può aiutare gli studenti durante e dopo la loro carriera accademica ed è uno strumento fondamentale che facilita il lavoro dei valutatori di titoli”.

“Siamo di fronte ad una vera innovazione nel settore universitario - aggiunge la professoressa Antonella Martini, presidente di CIMEA - in linea con le attuali politiche di internazionalizzazione del MIUR e gli obiettivi del recente Comunicato di Parigi dei Ministri della formazione superiore, avvicinandosi sempre più, grazie all’impulso dell’Italia e dell’Università di Pisa, alla realizzazione di procedure di riconoscimento automatico delle qualifiche accademiche”.

KibiGO è il nuovo progetto tecnologico della startup fiorentina Kinoa, che ne ha depositato il brevetto. Offre ai ragazzi l’opportunità di sviluppare nuove idee attraverso un format che unisce la sperimentazione delle nuove tecnologie, l’educazione finanziaria tramite l’uso di una moneta virtuale e la realizzazione di veri e propri prototipi da lanciare sul mercato. Il percorso vede come protagonisti giovani tra i 15 e i 25 anni con intuito e creatività che hanno voglia di confrontarsi con le tecnologie più innovative come l’intelligenza artificiale, Arduino, la realtà virtuale e la stessa blockchain. La startup Kinoa ha sviluppato una blockchain dedicata e una moneta virtuale, il Fiorino, che permette di certificare ogni attività all’interno dell’esperienza valorizzando il talento dei singoli partecipanti e il processo di realizzazione dell’idea. Il nome Fiorino è un omaggio all’antica moneta che ha permesso il fiorire della creatività e dell’innovazione a partire proprio da Firenze. Ai ragazzi, divisi in team, sarà affidato un budget di 500 Fiorini per l’acquisto di corsi, materiali, tecnologie e consulenze funzionali alla realizzazione di un prototipo. L’esperienza dura circa 4 settimane, inizia dai primi brainstorming per ideare un prodotto e valutare la sua potenzialità sul mercato; per poi andare a definire la propria strategia finanziaria di investimenti in formazione e materiali; infine confezionare una campagna di comunicazione per la presentazione del prodotto ad eventi interni ed esterni. Ogni fase di sviluppo dell’idea è accompagnato da tutto l’ecosistema della startup Kinoa. L’uso della moneta virtuale permette ad ogni team di personalizzare il proprio percorso formativo che la blockchain restituisce sotto forma di curriculum. Microsoft e IBM hanno aderito al modello lanciato da Kinoa mettendo a disposizione la loro tecnologia e, secondo il format della startup, sono diventati i primi Mecenati di KibiGO. Sono già tre i progetti realizzati dai giovani team grazie al percorso KibiGO e consultabili sul sito: un mixer di cocktail a comando vocale, una cornice smart dove l’arte dei corniciai italiani si fonde con l’intelligenza artificiale e un’app per rivoluzionare il mondo delle ripetizioni private. Il percorso è aperto a tutti i giovani che vorranno sottoporre la candidatura, sia singolarmente, sia in gruppo. E' possibile, per i ragazzi delle scuole superiori, inserire l'esperienza KibiGO all'interno di un percorso di Alternanza Scuola Lavoro e, per gli studenti universitari, nei tirocini curriculari.

Nasce a Sesto Fiorentino, da un’idea dell’azienda JSB Solutions, il Blockchain Life Science Lab: il primo laboratorio aperto a professionisti, aziende, università e enti pubblici che vogliono indagare le possibilità di applicazione di Blockchain, sviluppare nuovi progetti legati a questa tecnologia o rimanere aggiornati su nuovi eventi, workshop e iniziative promosse dall’azienda. In JSB Solutions, azienda che si occupa di consulenza nel settore farmaceutico e clinico e sviluppo di soluzioni software, è ormai un anno che si parla di Blockchain e delle possibilità di applicazione di questa tecnologia per la semplificazione di processi e procedure in un settore complesso e regolato come quello Life Science. Nel percorso di indagine e studio di JSB, confluito in un progetto che vede l’integrazione di questa tecnologia alle soluzioni software già esistenti e allo sviluppo di nuove, si inserisce un’ulteriore sfida volta a creare un’interconnessione e uno scambio continuo tra professionalità diverse che vogliono mettere a disposizione le proprie esperienze, competenze e flussi di processo da indagare. Così prende vita il Blockchain Life Science Lab. Il laboratorio, con sede negli uffici di JSB Solutions, ha già creato una rete di collaborazioni sul territorio toscano e non: Timenet, azienda di telecomunicazione è stata la prima che ha aderito al progetto e ha collaborato fin dal principio alla sua nascita. A questa si aggiungono i miners di Bitminer Factory, primi in Italia ad aver sviluppato un sistema di Mining professionale, gli esperti di Rivoluzione Digitale professionisti di Information Technology con sede a Milano, Qstep Srl azienda di consulenza specializzata in Data Integrity e l’Università di Firenze. L’unione di diverse professionalità e competenze è emersa durante il primo evento che ha inaugurato ufficialmente il Blockchain Life Science Lab: il workshop “Bitcoin e Blockchain: tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere”, che si è tenuto ad aprile nei nuovi spazi degli uffici di JSB Solutions. Oltre 70 le persone che hanno partecipato all’evento, provenienti da aziende farmaceutiche, informatiche, di telecomunicazione ma anche professionisti spinti dalla curiosità di avere maggiore chiarezza su un argomento di attuale interesse, su cui i dubbi e le perplessità sono ancora molto forti. Per partecipare al laboratorio come membro o essere semplicemente informati su eventi, progetti e novità relativi all’applicazione di Blockchain al settore Life Science, è sufficiente inviare una mail a blockchainlab@jsb-solutions.com

Intanto Var Group (Gruppo Sesa S.p.A. di Empoli )leader nei servizi per l’innovazione ICT delle imprese italiane, con 10.000 clienti e 1600 collaboratori su tutto il territorio, acquisisce il 10% di Smartlabs, Start up innovativa specializzata in big data analysis, IOT, digital transformation e tecnologie blockchain. Fondata nel 2017 a Roma da Claudio Camporeale e Giorgio Fornara, la start up collabora con i centri di ricerca del CNR, con il Politecnico di Torino, la Pontificia Università Apostolorum e l'Università di Catania e conta oggi una quindicina di collaboratori. Si tratta della quinta Start Up innovativa che entra a far parte del perimetro di Var Group e alla quale verrà dato supporto operativo per crescere e sviluppare il business. Con questa partnership Var Group punta a integrare le competenze della divisione di business digital transformation e ad ampliare l’offerta in ottica di big data, per permettere alle imprese di sfruttare al meglio i dati, una delle ricchezze più importanti di cui dispongono e che troppo spesso non viene sfruttata appieno. 

“La trasformazione dei processi aziendali attraverso l’adozione di tecnologia non è più, oggi, una scelta, ma una necessità- Ha spiegato Roberto Tassi Head of IBM Solution di Var Group illustrando il piano di sviluppo previsto dalla partnership con Smartlabs - Con Smartlabs puntiamo ad arricchire le nostre soluzioni dedicate alle imprese del Made in Italy, grazie alle loro competenze sviluppate nell’area dell’Intelligenza Artificiale predittiva, e a modelli di raccolta dati utili alla creazione e all’ottimizzazione di campagne Marketing. Tali tecnologie, solo per fare un esempio, ci permettono di sviluppare progetti per l’analisi del comportamento del cliente e di conoscere il livello di soddisfazione della User Experience, fornendo tutti gli strumenti necessari ad anticipare un’eventuale perdita di business”.

Nei mesi scorsi Var Group aveva già realizzato l’acquisizione, per mezzo della sua Cyber Division Yarix, del 19% di Blockit, società innovativa specializzata in compliance PCI - e nuovi servizi correlati a questo insieme di standard - e soluzioni Blockchain. Var Group ha scelto di aggiungere alla propria offerta servizi in ambito compliance PCI e soluzioni Blockchain, completando il suo portfolio di soluzioni di cybersecurity. Lo standard PCI-DSS in particolare interessa tutti i settori commerciali. Nato dall’esigenza di uniformare le modalità di gestione della sicurezza dei dati delle carte di credito da parte del consorzio PCI (creato da American Express, Discover Financial Services, JCB, MasterCard Worldwide e Visa International) risponde ai sempre più frequenti episodi di violazione dei dati che compromettono le informazioni personali di milioni di consumatori. Lo standard deve essere rispettato da tutte le entità coinvolte (esercenti, service provider, banche e sviluppatori di applicazioni di pagamento) in ogni ambito che comporti la trasmissione, l’utilizzo o la memorizzazione del Primary Account Number della carta.

Nicola Novelli