Integratori a base di curcuma all'attenzione del Centro Regionale di Farmacovigilanza

Nuova Radiofarmacia dell’ospedale Santo Stefano e nuovo Centro PET: la Medicina Nucleare di Prato diventa centro aziendale di riferimento nella cura dei pazienti oncologici


FIRENZ - L'Istituto Superiore di Sanità ha segnalato negli ultimi giorni almeno 10 casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di integratori alimentari a base di curcuma. Al momento attuale, 4 di questi casi si sono verificati in Toscana. Tutti i casi si sono risolti favorevolmente. Il Centro Regionale Toscano di Farmacovigilanza sta approfondendo lo studio di questi casi, in stretta collaborazione con il Centro di Riferimento Regionale Toscano per la Fitoterapia e con il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell'Istituto Superiore di Sanità. Il sito del Ministero della Salute riporta in una nota il nome dei prodotti implicati ed in alcuni casi anche i lotti, aggiungendo che sono in corso verifiche sul territorio da parte delle autorità sanitarie. Dal momento che i casi sembrano essersi verificati con prodotti di ditte differenti, una delle ipotesi attualmente allo studio è che questi possano essere stati realizzati con una materia prima comune contaminata con sostanze epatotossiche. Per questa ragione si consiglia di sospendere l'assunzione di qualunque integratore a base di curcuma, nell'attesa di un chiarimento da parte delle agenzie regolatorie.

Radiofarmaci cosiddetti di ultima generazione, caratterizzati, cioè, da una superiore accuratezza diagnostica e prognostica, stanno facendo attraversare alla Medicina Nucleare pratese un’importante evoluzione tecnologica e farmacologica soprattutto nel settore oncologico. Per l’utilizzo di questi radiofarmaci innovativi, l’Azienda Usl Toscana centro sta già operando su due importanti fronti, strutturale e tecnologico, che di fatto stanno portando l’ospedale Santo Stefano di Prato a diventare il centro aziendale più avanzato della diagnostica e delle terapie oncologicheGli investimenti sono stati presentati questa mattina direttamente nei locali dell’ospedale che accoglieranno i cambiamenti strutturali, alla presenza del direttore dell’ospedale Santo Stefano, Roberto Biagini, del direttore di Medicina Nucleare dell’ospedale Santo Stefano, Stelvio Sestini, del direttore del Dipartimento Diagnostica per Immagini della Ausl Toscana Centro, Sandro Santini, del direttore della Fisica Sanitaria di Prato e Pistoia della Ausl Toscana Centro, Luca Bernardi, del direttore del Dipartimento Tecnologie Sanitarie ESTAR, Marco Niccolai, del radiochimico della Medicina Nucleare dell’ospedale Santo Stefano, Rino D’Agata e la vice presidente della Fondazione Sandro PitiglianiIl primo investimento è nel campo della Radiofarmacia con l’adeguamento strutturale e tecnologico dell’attuale Radiofarmacia negli spazi del lato sud dell’ospedale Santo Stefano; il secondo, invece, riguarda l’introduzione a Prato di due apparecchiature PET (Positron Emission Tomography) - TACdi ultima generazione dedicate alla diagnostica oncologica (una in sostituzione della attuale PET e la seconda in aggiunta alla prima).

La nuova Radiofarmacia

La sua realizzazione permetterà di eseguire anche prestazioni importanti in ambito ospedaliero e non sostituibili con altre prestazioni diagnostiche come la ricerca di infezioni (scintigrafia con globuli bianchi autologhi) e la ricerca di sede di sanguinamento occulto. Ma a caratterizzare l’attività della nuova Radiofarmacia sarà soprattutto l’avvicendamento dei radiofarmaci di prima generazione con quelli innovativi. È il caso dei tumori neuroendocrini dove il radiofarmaco 68Ga-DOTATOC sta sostituendo quello di prima generazione 111In-Octreoscan, oppure del tumore della prostata, dove il radiofarmaco 68Ga-PSMA sta sostituendo il radiofarmaco 18F-Colina. L’attuazione del progetto della nuova Radiofarmacia permetterà la preparazione in loco di radiofarmaci di ultima generazione, avviando di fatto la possibilità di realizzazione presso la Ausl Toscana centro del cosiddetto “Progetto Uomo”. Importante condizione perché il rinnovamento dei farmaci possa aver luogo è la presenza all’interno della Medicina Nucleare di una Radiofarmacia adeguata e la dotazione di attrezzature necessarie per la produzione e i controlli di qualità dei radiofarmaci, da eseguire in conformità alle buone norme di preparazione. Considerando che il processo di rinnovamento tecnologico in Medicina Nucleare è già in atto in alcune regioni d’Italia, l’attuazione di tale progetto nella area Vasta Centro della Toscana risulta rilevante sia da un punto di vista economico, per la possibilità di evitare le cosiddette “fughe fuori regione”, sia da un punto di vista sanitario, in relazione alla possibilità di evitare la “rinuncia alla prestazione”.

Il nuovo Centro PET

In parallelo alla realizzazione della nuova Radiofarmacia, il rinnovamento in ambito tecnologico si completa con la realizzazione del nuovo Centro PET e l’acquisizione di strumentazioni PET-TAC di ultima generazione in grado di fornire prestazioni diagnostiche accurate sia a scopo diagnostico che a scopo terapeutico. Con il secondo tomografo PET si va a soddisfare la richiesta dell’intero bacino di utenza dell’Azienda soprattutto per la diagnostica oncologica, con abbattimento delle liste di attesa e erogazione di prestazioni a elevata performance. L’unione del tomografo a una seconda TAC di ultima generazione garantirà inoltre la possibilità di erogare adeguati piani di trattamento radioterapici e di allestire un percorso condiviso di refertazione unificata medico-nucleare e radiologica in un’unica sessione, con notevole impatto sanitario e risparmio di tempo per i pazienti oncologici. Con il nuovo Centro PET potrà essere incrementato anche il numero di prestazioni erogate, impattando positivamente sul controllo delle liste di attesa anche per i pazienti dell’Area Vasta Centro.

Gli investimenti tra lavori e apparecchiature

L’ampliamento strutturale della Radiofarmacia e del Centro PET con le rispettive strumentazioni, verrà attuato per fasi. I primi lavori riguarderanno la Radiofarmacia per un costo complessivo tra interventi e apparecchiature di 550 mila euro. La realizzazione della Radiofarmacia è prevista entro il 2019. Successivamente partiranno i lavori di adeguamento dei locali per la PET-TAC per un costo complessivo stimato in circa 3 milioni di euro. I tempi per il nuovo Centro PET saranno superiori alla Radiofarmacia. Prima infatti dovranno essere trasferiti in nuovi spazi gli attuali ambulatori della pre-ospedalizzazione e realizzato il nuovo poliambulatorio (12 ambulatori per Oculistica e pre-ospedalizzazione) per una superficie complessiva di 300 mq.

Il Dipartimento Tecnologie Sanitarie di ESTAR

Il Dipartimento sta lavorando in sinergia con la direzione del presidio ospedaliero, il Dipartimento di Diagnostica per Immagini e il Dipartimento Tecnico dell’ASL Toscana Centro, al progetto di riorganizzazione del servizio e alla predisposizione di tutti gli atti tecnici per l’acquisizione delle necessarie attrezzature. Attualmente è già in corso il potenziamento della Radiofarmacia e della Medicina Nucleare che sarà riorganizzata ed ampliata. Già entro giugno è prevista l’installazione del nuovo sistema automatizzato di frazionamento ed infusione dei radiofarmaci. ESTAR ha inoltre recentemente aggiudicato la gara relativa alla fornitura di apparecchiature necessarie per la sintesi dei radiofarmaci 68Ga, cuore della nuova radiofarmacia, e sono già in corso le procedure di acquisto relative ai dispositivi per il controllo di qualità dei farmaci prodotti. Sono inoltre in corso i lavori di progettazione e predisposizione degli atti tecnici per la procedura di appalto per le grandi apparecchiature di diagnostica avanzata dedicate al nuovo Centro PET

Redazione Nove da Firenze